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Archivio Editoriali - 9 Aprile 2022
a cura di Fiorenzo Pampolini

1972: I DISCHI PROFUMATI E IN TV ARRIVA IL PINOCCHIO DI COMENCINI

Cari amici, 50 anni fa, nel 1972, le Case discografiche cercano di trovare nuove soluzioni per contrastare la crisi nelle vendite dei dischi. Ecco un’idea che non ebbe molto seguito ma che fu messa in opera per verificare se potesse funzionare. Ce lo racconta Renzo Arbore in un pezzo pubblicato 50 anni fa sul Radiocorriere TV.

Anche all’estero, e anche nei Paesi dove il mercato discografico è più vasto, cioè gli Stati Uniti e l’Inghilterra, non è che gli affari vadano a gonfie vele. Il pubblico, a mano a mano che si va avanti, compra sempre meno dischi, anche per via dell’enorme diffusione dei registratori portatili a cassette che consentono a chiunque di registrare dalla radio, o direttamente in occasione di concerti e spettacoli, i maggiori successi del momento.

L’industria, quindi, è alla ricerca affannosa di qualcosa di nuovo, che faccia tornare le vendite al livello di una volta. Dopo aver tentato di colpire il pubblico attraverso le orecchie, col rock a tutto volume dei complessi più aggressivi, e attraverso gli occhi, con copertine di dischi sempre più evolute sul piano grafico e artistico, adesso si cerca di arrivare alla tasca del probabile acquirente di dischi attraverso il naso: negli Stati Uniti è ufficialmente nato, infatti, il disco che al suono d’avanguardia e alla veste grafica multicolore aggiunge un elemento tutto nuovo: il profumo.

Da noi tentarono qualcosa di simile i Rokes, il complesso molto popolare nella seconda metà degli anni ’60, i quali al tempo dei “figli dei fiori” pensarono di mettere in vendita un 45 giri con la copertina profumata. Si tratta di “Cercate di abbracciare tutto il mondo come noi”, un disco che venne stampato in un vinile particolare, mescolato a essenze di colonia, che lo resero profumato. L’iniziativa ebbe un certo successo ma non troppo, dal momento che in poco tempo, i dischi perdevano completamente il profumo di cui erano impregnati.

Ma pochi anni dopo, il problema fu risolto grazie al progresso, e il disco profumato sembrava avere davanti a sé un futuro che gli esperti di marketing e pubblicità non esitarono a definire radioso. La conferma di queste previsioni è nell’enorme successo ottenuto negli Stati Uniti dal primo long-playing profumato, in commercio nella primavera del 1972.

È un disco di Melanie, la folk-singer americana, si intitola “Melanie’s garden”, il giardino di Melanie, e sulla copertina c’è una fotografia della cantante in mezzo a uno splendido e primaverile giardino in fiore. All’apparenza è un disco normalissimo, e anche avvicinandolo al naso non ha nessun odore. Basta però accarezzare più o meno dolcemente la facciata principale della busta, proprio sopra alla fotografia, per sentir diffondersi nell’aria il profumo di un’intera serra: dal mughetto alla lavanda, dal gelsomino alla rosa, dal giacinto alla violetta.

Il trucco, già battezzato dal pubblico “scratch’n’smell”, cioè “gratta e annusa”, è semplice: la copertina è stata ricoperta, dopo la stampa della foto, da un sottile e trasparente velo di microscopiche bolle di plastica ciascuna delle quali contiene una altrettanto microscopica goccia di essenza di fiori. Lo sfregamento rompe le bollicine e diffonde il profumo.

A risolvere il problema tecnico è stata la 3M, una delle maggiori industrie chimiche americane, che dopo lunghe ricerche ha realizzato un apparecchio in grado di produrre queste bollicine: ciascuna ha un diametro di dieci millesimi di millimetro, e in un centimetro quadrato ce ne stanno circa 200.000.

Quando l’acquirente vi passa sopra le sue dita, ne rompe solo alcune migliaia, tante quante sono necessarie per diffondere il profumo, e dal momento che la copertina di un long-playing ha una superficie di circa mille centimetri quadrati (è rivestita cioè da 200 milioni di bollicine), il potere odorante di un disco può durare anche un anno, se viene sfregato con moderazione.

Il costo dell’operazione è più che accessibile: rivestire una copertina del velo profumato costa appena il 20% in più che plastificarla con una normale pellicola trasparente come quella che rende lucide le buste di ogni 33 giri.

Dopo il successo del disco di Melanie, altre case discografiche hanno cominciato a programmare la produzione di long-playing profumati. Il secondo entrato in commercio è “Smell-O-rock Album”, un 33 giri della Stax cantato da Ben Patachouli, la cui copertina ha destato non poche preoccupazioni: vi figura, infatti, la fotografia della porta di una toilette, ma il profumo usato è quello di un detersivo al limone.

Concludendo la nota di questa settimana, non possiamo non ricordare il cinquantesimo anniversario della messa in onda in TV di uno straordinario sceneggiato firmato da Luigi Comencini, in onda in cinque puntate da sabato 8 aprile 1972. Si tratta di “Le avventure di Pinocchio”, dal racconto di Carlo Collodi, che vanta un cast di primaria grandezza. Da Nino Manfredi nel ruolo di Geppetto, a Gina Lollobrigida (la “Fata Turchina”), a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia (Il Gatto e la Volpe), a Vittorio De Sica (Il Giudice). Ma il protagonista è il piccolo Andrea Balestri, che a soli otto anni di età, incanta e diverte i telespettatori con una recitazione magistrale. E visto che qui parliamo di musica, vogliamo citare la colonna sonora del Pinocchio di Comencini, composta dal grande musicista Fiorenzo Carpi.

Ed anche per oggi è tutto. La prossima settimana inizieremo a raccontarvi l’edizione 1972 di “Un disco per l’estate”, che parte alla radio il 16 aprile con un numero record di canzoni in gara, ben 64.

La foto della settimana

Andrea Balestri ai tempi del Pinocchio televisivo e poi in tempi più recenti (foro da Google Immagini)