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Archivio Editoriali - 9 Marzo 2019
a cura di Fiorenzo Pampolini

SANREMO 1989 - TERZA PARTE: ANNA OXA E FAUSTO LEALI VINCONO CON "TI LASCERO'"

Cari amici, concludiamo quest’oggi il discorso sul Festival di Sanremo di trent’anni fa, che si svolse dal 21 al 25 febbraio, presentato da quattro figli di noti personaggi del mondo dello spettacolo, ovvero Rosita Celentano, Paola Dominguin, Danny Quinn e Gianmarco Tognazzi.

Riprendiamo dunque con la categoria Campioni. Sabato scorso abbiamo ascoltato l’intervista, rilasciata al Radiocorriere TV, dei cantanti che si sono classificati dal 24esimo al 13esimo posto. Di seguito, in ordine crescente di classifica, i primi 12.

12. MARISA LAURITO (“Il babà è una cosa seria”)
Sanremo è stata una richiesta della RAI che ho accettato immediatamente, sotto la spinta dell’entusiasmo. E invece mi hanno ammazzato. I giornalisti mi hanno fatto nera, i cantanti hanno detto che venivo a togliere loro il pane di bocca, i critici che parlo solo in napoletano. C’è stato anche chi ha scritto che il mio babà era rancido e faceva venire il voltastomaco! Che esagerazione!

11. PEPPINO DI CAPRI (“Il mio pianoforte”)
Se penso a come consideravo il Festival all’inizio della mia carriera, mi viene anche un po’ da ridere. I miei dischi andavano benissimo  e io non avevo bisogno di partecipare a quella gara. Poi ho cominciato a frequentarlo, e ne ho vinti addirittura due (1973 e 1976, ndr). Oggi sono più rilassato e posso dire che Sanremo non ha mai modificato, nel bene e nel male, la mia carriera.

10. ORNELLA VANONI (“Io come farò”)
Sanremo è tutt’altro che una creatura da demonizzare, è un insuperabile veicolo di esposizione, sicuramente più di tanti varietà serali. Mi spiace solo che Gino Paoli, non avendo avuto il tempo materiale di scrivere una canzone per sé, ha portato al Festival un pezzo (“Questa volta no”, ndr) che aveva scritto per il mio nuovo album “Il giro del mio mondo” che uscirà tra pochissimo.

9. MIA MARTINI (“Almeno tu nell’universo”)
Mi hanno accolta tutti molto bene. Per anni ho sofferto dell’ostracismo di tutto un ambiente, per via di vecchie superstizioni legate alla mia persona e al mio nome. Ecco, ora tutto questo appartiene al passato. Sanremo può anche distruggere una carriera, nel mio caso credo che possa ricostruirla. La mia canzone pare sia piaciuta molto ai giornalisti, ai musicisti, agli altri cantanti, e questo mi riempie di gioia.

8. RICCHI E POVERI (“Chi voglio sei tu”)
Speriamo che la presenza al Festival di artisti come Gino Paoli e Ornella Vanoni apra la strada agli altri grandi nomi della canzone italiana. Per noi Sanremo è stata un’occasione per risparmiare tre mesi di lavoro promozionale. Il nuovo disco è quasi pronto, è il primo con una nuova Casa discografica e con due autori, Piero Cassano e Adelio Cogliati, che rappresentano l’evoluzione della canzone italiana.

7. FRANCESCO SALVI (“Esatto”)
Partecipare al Festival è stata un’esperienza coinvolgente. C’era quello che aveva perso la voce, quello che non l’aveva mai avuta, quello che se la faceva prestare dallo zio. Ed ora appuntamento il 27 marzo a Roma per il nuovo film di Federico Fellini, “La voce della luna”. Ma mi sa che il 28 mi avranno già mandato a casa.

6. FIORDALISO (“Se non avessi te”)
La gara stressa sempre, e tutti la prendono sul serio fino in fondo. Per tutti quelli che mi considerano soltanto un’habituée dell’Ariston, voglio dire che il mio album, dopo tanti rinvii, è pronto. C’è qualche firma a sorpresa ma non troppo, come quelle di Vasco Rossi e Zucchero, oltre a quella di Toto Cutugno che è il mio produttore e autore della canzone di Sanremo.

5. JOVANOTTI (“Vasco”)
Grazie, ministro Zanone! Con la licenza ordinaria di 12 giorni, son potuto venire al Festival. “Importanti motivi privati di lavoro” c’è scritto. Perché io il militare lo sto facendo davvero, sto dentro a un carrarmato e punto il cannone. Sanremo è mitico, ed io i miti li amo un casino. Appena arrivato mi sembrava di essere alla prima comunione, tutti mi salutavano. Mi sono emozionato di brutto, ho rischiato di andare lungo la prima sera…

4. RICCARDO FOGLI (“Non finisce così”)
Tornare a Sanremo è sempre una grande emozione, ed io sono uno che si emoziona facilmente. Adesso inizierò la promozione del nuovo album, che ha lo stesso titolo del pezzo presentato a Sanremo. Un disco che raccoglie le canzoni degli ultimi anni, non solo i successi, ma anche i motivi più belli e meno conosciuti perché nascosti nelle pieghe degli LP.

3. AL BANO E ROMINA POWER (“Cara terra mia”)
Lo avevamo detto prima di andare a Sanremo e lo diciamo di nuovo ora che il Festival è finito: non eravamo andati per piazzarci nei primi posti e siamo arrivati terzi. Stavolta volevamo che a vincere fosse il messaggio: la nostra canzone è un appello a tutte le coscienze per fermare, fin che si è in tempo, la distruzione del pianeta.

2. TOTO CUTUGNO (“Le mamme”)
Non vorrei passare alla storia di questo Festival solo per il silenzio-stampa. Non avevo voglia di polemizzare, i giornalisti fanno il loro mestiere, ma questo non li autorizza ad offendermi o a essere prevenuti nei confronti delle mie canzoni. Comunque, il Festival è stato bellissimo, con un livello qualitativo alto e una decina di canzoni che possono entrare nelle classifiche.

1. ANNA OXA E FAUSTO LEALI (“Ti lascerò”)
Anna: La cosa che mi ha stupito di più è stato l’atteggiamento della stampa nei miei confronti. Dicevano che era impossibile parlarmi, che avrei persino preteso le prove in teatro a porte chiuse, ma non era vero. Fausto: Ora che il Festival è finito, lo posso dire, sono stato un po’ geloso, ma con grande affetto beninteso, delle attenzioni che venivano rivolte ad Anna. “Ti lascerò” è una canzone che ho sentito molto e sono entrato nella parte.

E con il trionfo di Anna Oxa e Fausto Leali, concludiamo il nostro racconto sul Festival di Sanremo 1989. Per oggi ci fermiamo qui.