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Archivio Editoriali - 8 Febbraio 2020
a cura di Fiorenzo Pampolini

FESTIVAL DI SANREMO 1960. LA FINALE. VINCE "ROMANTICA" SUSSURRATA DA RASCEL ED URLATA DA DALLARA

Cari amici, torniamo sul Festival di Sanremo 1960, presentato da Paolo Ferrari ed Enza Sampò, per raccontarvi la serata finale che si svolse sabato 30 gennaio in diretta radiotelevisiva. Come abbiamo visto la scorsa settimana, ai nastri di partenza le canzoni in gara erano 20. Le giurie delle prime due serate hanno votato per scegliere le 10 finaliste. Ecco l’elenco in ordine crescente di classifica.

10. Notte mia (Johnny Dorelli e Jula De Palma), voti 1
9. Splende il sole (Fausto Cigliano e Irene D’Areni), voti 8
8. E’ vero (Teddy Reno e Mina), voti 9
5 (ex aequo). E’ mezzanotte (Sergio Bruni e Joe Sentieri), voti 14
5 (ex aequo). Il mare (Giorgio Consolini e Sergio Bruni), voti 14
5 (ex aequo). Noi (Tony Dallara e Jula De Palma), voti 14
4. Colpevole (Tonina Torrielli e Nilla Pizzi), voti 22

Al terzo posto, con 26 voti, si classifica “Quando vien la sera” di Testa e Carlo Alberto Rossi, interpretata da Wilma De Angelis e Joe Sentieri.

Al secondo posto, con 84 voti, si classifica “Libero”, di Migliacci e Modugno, interpretata da Domenico Modugno e Teddy Reno.

Vince, con 186 voti, “Romantica”, di Verde-Rascel, interpretata in modo più tradizionale da Renato Rascel e gridata dall’urlatore Tony Dallara. Le tre canzoni vincitrici tornano in TV domenica 31 gennaio alle ore 19,20, presentate da Paolo Ferrari.

Modugno, dopo la vittoria nelle due precedenti edizioni, (1958 con “Nel blù dipinto di blù” e 1959 con “Piove”) deve accontentarsi questa volta del secondo posto, e pure con meno della metà dei voti rispetto ai vincitori Rascel e Dallara.

Questo festival si ricorderà anche per il successo personale di Joe Sentieri, cantante genovese che era solito concludere ogni sua esibizione con un salto, tanto da essere soprannominato il cantante del saltino. Entrambe le due canzoni proposte da Sentieri (“E’ mezzanotte”, e “Quando vien la sera”), reduce dalla vittoria di Canzonissima, ottengono grande successo.

Il debutto di Mina al Festival non le porterà molta fortuna, una delle due canzoni (“Non sei felice”) viene addirittura eliminata al primo turno, mentre “E’ vero”, composta da Umberto Bindi insieme a Nicola Salerno, in arte Nisa, deve accontentarsi dell’ottavo posto con soli nove voti.

Un paio di mesi prima, aveva suscitato clamore la rinuncia del grande Totò a presiedere la commissione giudicatrice del Festival per scegliere le 20 canzoni da portare in gara. Il principe De Curtis ebbe a polemizzare con gli altri membri della commissione per non voler ammettere una canzone molto apprezzata da Totò intitolata “Parole”.

“La decisone di lasciare la presidenza – disse Totò in un’intervista al settimanale “Oggi” – divenne irrevocabile solo dopo che ebbi constatato che i membri della commissione, non contenti di aver respinto il mio suggerimento, pretendevano che io modificassi la mia opinione e mi sottomettessi alla loro, firmando il verbale conclusivo. Inutile aggiungere che io non sapevo chi fossero gli autori del testo e della musica di “Parole”. Ora che me ne hanno rivelato i nomi – Maresca e Falpo – posso dichiarare di non averli mai conosciuti personalmente e di non aver mai avuto a che fare con loro”.

Abbiamo ricordato una delle tante polemiche che hanno da sempre contrassegnato la storia del Festival. E vogliamo concludere riportando il commento del Radiocorriere TV dell’epoca a chiusura dell’articolo sui vincitori della decima edizione, un pezzo che, a parte i nomi e il numero delle serate, potrebbe essere scritto ancora oggi a 60 anni di distanza.

“Naturalmente, una simile manifestazione, che suscita tanto interesse e tanta tensione, non è andata scevra di critiche da parte della stampa quotidiana e specializzata. E’ bene tenere conto, però, che la canzone ha una sua vita breve e che neppure Sanremo ha la pretesa di offrire al pubblico opere d’arte immortali. Se nelle tre serate, il pubblico si è divertito, in sala o a casa, i cantanti, i musicisti, i parolieri, gli orchestrali, i tecnici della RAI-TV che hanno realizzato un eccellente collegamento, sono riusciti nel loro compito. Ha ragione Rascel: il festival della canzone dev’essere soltanto una favola che ogni anno si ripete con personaggi diversi. L’importante è che milioni di persone che aspettano ogni anno il loro rifornimento di note, abbiano avuto ciò che s’attendevano. Il resto con il Festival non c’entra, o perlomeno non rientra nell’interesse dei telespettatori. Sotto questo aspetto, Sanremo ha segnato un nuovo successo nel quadro dello spettacolo televisivo.”

E concludiamo complimentandoci con Leo Gassmann che, con la canzone “Vai bene così” ha vinto la sezione “Nuove Proposte” del Festival 2020.