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Archivio Editoriali - 7 Maggio 2022
a cura di Fiorenzo Pampolini

MAGGIO 1962. CANTANTI E CANZONI A VENEZIA E I 20 ANNI DEL QUARTETTO CETRA

Cari amici, prima del Festival internazionale d’arte cinematografica, che si svolge come al solito tra la fine di agosto e i primi di settembre, il Palazzo del Cinema al Lido di Venezia ospita nella primavera del 1962 la “Rassegna della Canzone e del Cantante”, l’ultima arrivata nel campo delle manifestazioni italiane di musica leggera. La TV trasmette domenica 13 maggio le fasi essenziali di questo torneo canoro in prima serata sul Programma Nazionale (oggi Raiuno).

È una rassegna basata su una formula diversa da quella della maggior parte dei festival di canzonette. Ci saranno sì anche canzoni nuove, composte per l’occasione sul tema di Venezia, ma quel che più conta è che i cantanti saranno impegnati a guadagnarsi un tributo di popolarità e simpatia, presentando i pezzi migliori del loro repertorio abituale (per la precisione, tre canzoni ciascuno).

Gli organizzatori hanno stabilito di aprire la manifestazione con una sfilata di gondole festosamente addobbate, sulle quali prenderanno posto cantanti e orchestrali. L’iniziativa è della nuova Azienda Autonoma di Soggiorno che ha voluto offrire al pubblico un’attrattiva fuori stagione, riallacciandosi nello stesso tempo, a una vecchia tradizione canzonettistica di Venezia che, per la verità, non aveva avuto molta fortuna.

Erano cinque anni, ormai, che non si organizzavano più festival di musica leggera sulla Laguna. Prima c’era stato il festival della canzone veneziana, dal quale era uscito un motivetto subito popolarissimo, “Marieta monda in gondola”. Poi era venuto il Festival Internazionale della Canzone, con la partecipazione di molte orchestre europee di grido. E nel 1962 c’è questa rassegna, alla quale intervengono molti personaggi notissimi della TV.

Il direttore d’orchestra e la presentatrice sono gli stessi dello spettacolo televisivo “Alta fedeltà”, ovvero Gorni Kramer e Lauretta Masiero. Quest’ultima (1927-2010), che a Venezia è nata e ha avuto il suo debutto teatrale, aveva presentato anche la Canzonissima del 1960, prendendo così confidenza con il mondo della musica leggera.

Per quanto riguarda i cantanti, è annunciata la partecipazione di parecchie “grandi firme” della canzone come Claudio Villa, Corrado Lojacono, Pino Donaggio, Wilma De Angelis, Luciano Virgili, Aurelio Fierro, Emilio Pericoli, il Quartetto Radar, e di giovani elementi di valore come Rossella Masseglia Natali, Gino Corcelli, Edda Montanari, Umberto Da Preda (l’unico cantautore veneziano che si sia dedicato solamente al repertorio locale), Lia Scutari, Marisa Rampin, Lucia Altieri, Silvia Guidi.

Ognuno di loro, come si è detto, sceglierà tre dei suoi maggiori successi discografici. Inoltre, verranno eseguite alcune canzoni nuove ispirate a Venezia, che saranno le seguenti: “Scusa tanto” (interpretata da Pino Donaggio), “Serenata a Venezia” (Luciano Virgili), “Lady Venezia” (Corrado Lojacono), “Bàsime” (Rossella Masseglia Natali), “Vieni a Venezia” (Claudio Villa), “Ritorno a Venezia” (Umberto Da Preda), “Rosso o nero” (Emilio Pericoli), “Una rosa sulla Laguna” (Lia Scutari), “Un’isola in ogni casa” (Aurelio Fierro), “Ghe ze solo le ciàcole” (Marisa Rampin), “Un giocattolo” (Lucia Altieri), “Ricordo di Venezia” (Wilma De Angelis), “Ciao, Venezia” (Silvia Guidi), “Gondolèta galeòta” (Gino Corcelli), “Ladri de basi” (Il Quartetto Radar).

L’ospite d’onore è Connie Francis, l’oriunda della canzone (il suo vero nome è Concetta Franconero), che negli ultimi due anni ha fatto registrare un vero e proprio boom discografico in Italia con le sue incisioni di vecchi motivi, in particolare “Tango della gelosia” e “Chitarra romana”. In una rassegna di musica leggera dedicata soprattutto ai cantanti, non poteva mancare l’italo-americana che aveva cominciato col rock e con gli urletti a singhiozzo, e che ha fatto fortuna nel mondo con le canzoni imparate dal padre.
L’8 maggio 1962, prende il via una trasmissione televisiva dedicata al quartetto Cetra. Le quattro puntate di circa 35 minuti ciascuna vanno in onda in prima serata sul Secondo Programma (oggi Raidue) e raccontano la storia di questo singolare, popolarissimo complesso che da oltre 20 anni è alla ribalta della nostra musica leggera. Ecco i titoli dei quattro “capitoli” della trasmissione: “I Cetra e le commedie musicali”, “I Cetra e i bambini”, “I successi discografici e il juke-box” ed infine “Il Quartetto Cetra e la TV”.

La prima edizione del Quartetto Cetra nacque intorno ai tavoli di una sala da biliardo, nei pressi di piazza Mazzini a Roma, fra il 1940 e il 41. Composto di soli uomini, ebbe origini goliardiche e dilettantistiche: ne facevano parte infatti due studenti in legge, Enrico De Angelis ed Enrico Gentile, il “fuori corso” Jacomelli e lo studente in Belle Arti Giovanni (detto Tata) Giacobetti, il fondatore del complesso. Questi quattro ragazzi che parlavano più volentieri di Fred Astaire e di Louis Armstrong piuttosto che di Hitler e del “corridoio di Danzica”, decisero così di prepararsi un repertorio ed andarlo ad eseguire, tanto per cominciare, in qualche sala dopolavoristica di periferia.

Dopo varie vicissitudini entrarono a far parte del gruppo prima Virgilio Savona, poi Felice Chiusano, mentre ne uscirono De Angelis, Gentile e Jacomelli. Ed infine nel 1949 arriva la moglie di Savona Lucia Mannucci. L’impasto delle voci migliora ancora, ed ecco che i quattro Cetra ottengono un formidabile successo grazie anche all’armonia dei loro rapporti personali.

Savona, “l’occhialuto”, è calmo, preciso, meticoloso e distrattissimo; Chiusano, “il calvo”, è pignolo e incontentabile; Giacobetti, “il bello” (l’unico scapolo dopo il matrimonio di Chiusano), è il poeta, quello delle trovate, che cura i contratti e le pubbliche relazioni ed è fidanzato con l’attrice Valeria Fabrizi; la Mannucci, “la donnina”, è una donna tranquilla, serena, scrive poesie per i bambini ed è tutta intenta a suo figlio (che nel 1962 ha 16 anni) e a far sì che suo marito non entri in scena con lo smoking e le scarpette di tela (come è accaduto più di una volta).

Se il canto non li avesse fatti incontrare, la Mannucci che è figlia di un noto pediatra, sarebbe una dottoressa o anche una ballerina classica (cominciò infatti a studiare danza sotto la guida di Carla Strauss), Chiusano sarebbe prete, Giacobetti si occuperebbe di scenografia e Savona darebbe concerti, o più modestamente, lezioni di pianoforte.

In fondo la cosa migliore che si può dire di questi quattro intramontabili astri del nostro firmamento musicale è che con i loro motivi, impeccabili per fattura ed esecuzione, da “Radames” a “I ricordi della sera” (lanciata nello show “Studio Uno”), dal “Vecchio palco della scala” alla “Vecchia fattoria”, da “Musetto” a “Concertino”, i Cetra hanno fatto cantare da oltre vent’anni gli italiani di ogni età. E la loro carriera proseguirà ancora a lungo.

Il primo a lasciarci fu Tata Giacobetti nel 1988 (era nato nel 1922), poi Felice Chiusano (1922-1990), poi Virgilio Savona (1919-2009) ed infine Lucia Mannucci (1920-2012).

Ed anche per oggi è tutto.

Appuntamento a sabato prossimo!

Buona settimana!

La foto della settimana

Il Quartetto Cetra sulla copertina del Radiocorriere TV nel 1962: in piedi da sinistra Lucia Mannucci, Tata Giacobetti e Felice Chiusano, seduto Virgilio Savona.