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Archivio Editoriali - 5 Marzo 2022
a cura di Fiorenzo Pampolini

I DELIRIUM LANCIANO "JESAHEL" A SANREMO 1972 ED IL VINCITORE NICOLA DI BARI CANTA LUIGI TENCO

Cari amici, al Festival di Sanremo (che vi abbiamo raccontato nel dettaglio sette giorni fa) c’è un gruppo che si era formato due anni prima, ed avevano già avuto un certo successo nel 1971 con “Canto di Osanna”. Sono i Delirium.

Ufficialmente sono cinque: Ivano Fossati (voce e flauto), Ettore Vigo (tastiera), Peppino Di Santo (batteria e voce), Mimmo Di Martino (chitarra e voce), Marcello Reale (basso e voce). Ma poi sul palcoscenico, o in sala d’incisione diventano dieci, quindici, sette. Perché i Delirium sono un gruppo aperto, tutti giovani, appassionati di pop e tutti amici. “Pop” – dice Marcello – vuol dire popolare, cioè musica di massa, con la partecipazione di quanti più possibile, al limite di tutto il pubblico”.

A Sanremo gli amici erano una dozzina, hippies, quindi giovani e a loro modo eleganti. Così colorati che sembravano scelti con cura per creare uno sfondo suggestivo alle riprese TV. “E invece – continua Marcello – erano proprio gli amici di sempre, gente con la quale ci riuniamo spesso, a casa dell’uno o dell’altro per comporre le nostre ballate”.

Perché anche la musica dei Delirium è musica di gruppo. Ognuno porta un’idea, la sviluppa insieme agli altri, finché nasce il motivo completo al quale poi Ivano aggiunge le parole. “Ma – dice – può anche avvenire il contrario. Fra noi non c’è nulla di stabilito. Seguiamo l’idea che ci sembra migliore, non importa chi la suggerisce”.

“Jesahel”, per esempio, è nata da un’idea di Oscar Prudente, secondo Mimmo, “cantautore principe”. Oscar a Sanremo era uno degli hippies, e con lui la moglie di Mimmo, Mario Lavezzi (già chitarrista dei Camaleonti ed ora del gruppo Flora, Fauna e Cemento), e Sara, una voce così nuova che il pubblico ancora non conosce.

“Quello che vogliamo si sappia – riprende Marcello portavoce ufficiale del gruppo – è che Jesahel è nata così, come l’abbiamo portata a Sanremo: il coro non è stato inventato per le telecamere. Tra l’altro, “Jesahel” è nata prima di “Canto di Osanna”; la tenevamo pronta e il Festival ci è sembrata l’occasione migliore per lanciarla”.

Prima del 1970, quando non c’era ancora Fossati, i Delirium si chiamavano I Sagittari. “Ivano era l’elemento che ci mancava: aveva freschezza, entusiasmo, coraggio, il coraggio di proporre le prime ballate. “E il pubblico ha risposto subito – continua Marcello – accettando il nostro discorso, ovvero fare un pop italiano che rispetti le tradizioni melodiche. In America, in Inghilterra sono più avanti, la ricerca di nuove forme musicali è iniziata molti anni fa; oggi, con ascoltatori più maturi, i complessi possono proporre musiche elettroniche, effetti particolari. Noi dobbiamo parlare con la nostra lingua, andare avanti per la nostra strada, noi e il pubblico insieme.

Anche per questo motivo, nel pop italiano dei Delirium non c’è posto per chitarre elettriche e assoli: “La nostra musica è il più naturale possibile ed è una musica corale. Gli assoli sono confinati nella facciata B del disco “perché l’élite si accorga che abbiamo una base musicale solida”. Ivano, per esempio, studia musica dall’età di dieci anni e ha percorso tutta la strada del jazz. I suoi strumenti sono flauto e chitarra.

Charlie Mingus è il preferito di Marcello Reale, il basso dei Delirium. Marcello aveva cominciato come tromba, “l’ho studiata per sei anni, poi ho provato il basso, mi è piaciuto e ho cambiato strumento”. Marcello è nella musica da sempre, “ho cominciato che andavo ancora all’asilo”, ora è studente di medicina.

Come lui, “nella musica da sempre” sono Ettore Vigo, organo, prima il piano, un’ammirazione sconfinata per “Il Duca”, e Peppino Di Santo, batteria, che ha cominciato a parlare al suono del mandolino, lo strumento di papà. Mimmo Di Martino è invece il più giovane come carriera musicale: ha cominciato a studiare chitarra a 18 anni.

“Comunque – dice ancora Marcello – studio e abilità non contano nulla se non si ha qualcosa da dire. E noi abbiamo molte cose. “Dolce acqua”, il nostro primo discorso a 33 giri, è interessante, ma il prossimo che stiamo preparando lo sarà molto di più. Abbiamo aggiunto un nuovo strumento, il “mellotron”, che sembra nato per il nostro pop”. Il mellotron è uno strumento a forma d’organo in cui ai tasti corrispondono le note di varie sezioni di un’orchestra. “È stato anche un grosso sacrificio finanziario che ci ha prosciugato le tasche. Ma se i soldi non servono per la musica è inutile averne. Almeno noi la pensiamo così”.

Pochi mesi dopo, i Delirium torneranno ad un’importante gara canora, la nona edizione di Un disco per l’estate, con un pezzo dal titolo “Haum”, dove sono ancora protagonisti la voce e il flauto di Ivano Fossati. La canzone supererà la fase eliminatoria ed arriverà alla serata finale di Saint Vincent del 17 giugno 1972, classificandosi al settimo posto.

Intanto, il vincitore di Sanremo 1972, Nicola Di Bari, nel suo momento d’oro (vince Sanremo nel 1971 e 1972, e Canzonissima il 6 gennaio 1972) ha inciso un album dedicato a Luigi Tenco. Furono entrambi incompresi nei Festival di Sanremo della metà degli anni Sessanta. E se Tenco pose fine al suo tormento in modo tragico, Nicola Di Bari per poco non decise di abbandonare il mondo della canzone alla vigilia della sua affermazione. È quindi naturale che il cantante di Zapponeta abbia ripreso i pezzi più belli del cantautore ligure, riproponendoli al pubblico.

Col trascorrere degli anni diventa sempre più evidente che Tenco non fu compreso perché precorreva i tempi, offrendoci musiche e temi che sarebbero stati solo successivamente motivo dominante nel mondo della canzone. Ecco perché “Nicola Di Bari canta Luigi Tenco” (33 giri RCA) non è soltanto un disco da ascoltare con diletto ma un documento il cui valore va forse al di là delle stesse intenzioni dell’interprete.

L’album contiene dodici tracce, sul lato A “Lontano lontano”, “Com’è difficile”, “Ho capito che ti amo”, “Quando”, “Mi sono innamorato di te” e “Ragazzo mio”. Sul lato B, “Un giorno dopo l’altro”, “Angela”, “Se stasera sono qui”, “Se potessi amore mio”, “Cara maestra” e “Il mondo gira”.

Ed anche per oggi è tutto. Appuntamento a sabato prossimo!

Buona settimana a tutti!

La foto della settimana

I Delirium all’epoca di “Jesahel” (foro da Google Immagini)