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Archivio Editoriali - 6 Giugno2021
a cura di Fiorenzo Pampolini

GIUGNO 1981: ARRIVA "ON MY OWN" DI NIKKA COSTA E IL PADRE, DON COSTA,PARLA DELLA FIGLIA CHE DEFINISCE "IL MIO PIU' GRANDE SUCCESSO"

Cari amici, esattamente 40 anni fa, era in uscita un singolo di grande successo, “Out here (on my own)”, inciso dalla piccola Nikka Costa, di soli 9 anni. Il 1° agosto, il 45 giri entra nella nostra Top Ten, e a Ferragosto arriva in vetta alla classifica dove rimane per ben 14 settimane. A fine anno, risulterà il singolo più venduto dell’intero 1981.

La stampa americana la chiama già la Deanna Durbin degli anni ’80, intanto ha letteralmente trionfato al New Davis Auditorium di San Francisco accanto a personaggi come Cat Stevens, John Denver, Paul Williams e Jimmy Stanford. Uno dei critici più severi della West Coast ha scritto che ha un fraseggio alla Streisand. Gli italiani la conoscono per averla vista con il padre a “Domenica In”, e il 6 giugno, sempre accanto al notissimo padre, in uno special dedicato alla musica dei Beatles.

Il Radiocorriere TV dell’epoca ha chiesto al padre un profilo della piccola Nikka. Un padre molto famoso, Don Costa (1925-1983), di origini italiane, è uno dei più affermati musicisti americani, arrangiatore personale di Frank Sinatra e di molte altre star della pop music anglosassone. “Nikka è il più bel successo della mia vita”, esordisce Don e prosegue “l’adoro come padre e, come musicista, so senza ombra di dubbio che avrà qualcosa di valido da dire nel nostro campo.”

“Nikka mi è vicina non solo come figlia ma spesso come “collega”. Io, infatti, le affido sovente ruoli importanti nelle mie registrazioni: uso la sua voce in fraseggi vocali che danno magici risultati. Le prime volte avevo qualche perplessità, mi spiaceva distoglierla dai giochi per portarmela in studio; mi pareva che nessuno avesse il diritto di privarla del sole delle colline di Beverly, poi ho capito che per lei cantare è una fonte di vera gioia e non ho più avuto dubbi.

Nikka, ovvero Dominika, il mio stesso nome: mi chiamo Domenico come mio nonno che viveva nella provincia di Messina. Lei, la piccola, venne al mondo a Tokyo durante una delle mie tournées e mia moglie Terry che mi segue ovunque e collabora, come tutti i miei familiari al mio lavoro, volle chiamarla così in onore della nostra famiglia.

Quando Nikka aveva appena un anno, noi ritenevamo che avesse talento per lo sport e il nuoto; infatti era una specie di fenomeno nella nostra piscina dove la gettammo perché imparasse a tenersi a galla. E lei incominciò subito a nuotare. I giapponesi si meravigliarono molto di questa bimba e girarono documentari su di lei che comparve su molti circuiti televisivi e che io conservo ancora.

E poi mi accorsi del suo talento musicale quando, a 2-3 anni, ripeteva a mo’ di nenia i motivi sentiti alla tele o sul giradischi, o in sala di registrazione, dove capitava sgambettando sempre più sovente. Cantilenava, ma con un incredibile rispetto per le armonie ed era tremendamente intonata. Ed io allora pensavo che sarebbe stata una vera fortuna se alla piccola, una volta diventata grande, fosse venuta anche una voce particolare e personale.

Non dovetti aspettare molto perché a 5 anni Nikka già aveva una voce sua inconfondibile e assai gradevole. Tanto che le fecero girare un carosello pubblicitario - per il latte, naturalmente -  che passa ancora sui teleschermi americani e che Nikka quando lo rivede critica implacabilmente dimenticando di averlo girato a soli 5 anni.

Adora le bambole cui dà i nomi di cantanti rock e pop: nella sua collezione c'è anche Sinatra ma non è il suo preferito. Di ciò Frank sotto sotto si dispiace, una volta le regalò un favoloso pupazzo che aveva comperato in un negozio di New York nella speranza di passare di grado nella sua collezione, ma non ci fu nulla da fare: il Sinatra di Nikka continuò ad essere un pupazzetto spelacchiato mentre quello bellissimo donato da Frank venne battezzato Joe Cocker.

Un'altra mania di mia figlia e il guardaroba, cambia continuamente di abito come muta di umore. Nikka, infatti, è una bimba dalle 1000 sfaccettature, un momento sorride, poi la vedi imbronciata, subito dopo addirittura dura e decisa come un'adulta. Gli unici momenti in cui è sempre dolce e aperta è quando gioca con uno dei tanti gatti e cani che popolano la nostra villa e che lei raccoglie dalla strada, infatti agli animali di razza preferisce i randagi.

Al cinema naturalmente va volentieri e non perde un cartone animato di Walt Disney, ma quelli antichi, con il Topolino vecchia maniera, Pippo e Gambadilegno. Ha molti amici ma quello che la mette sempre di buon umore e la fa ridere continuamente è Tony Renis, specie quando fa il clown o le parla in italiano; lei non capisce molto la lingua, anche se afferra il significato di tante parole, però ne ama il suono e ora vorrebbe cantare in italiano. Forse accadrà in tempi neanche troppo lontani.”


La foto della settimana

1981: la piccola Nikka Costa in studio di registrazione. La mamma di Nikka si chiama Terry e scrive i testi delle canzoni per la bambina.