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a cura di Fiorenzo Pampolini

CANZONISSIMA: LE SERATE FINALI DEL 6 GENNAIO 1959 E 6 GENNAIO 1969.

Cari amici, rinnovando a tutti i voi i nostri migliori auguri di Buon Anno, iniziamo il 2019 rievocando la finale di due seguitissime edizioni di Canzonissima, quelle di 60 e 50 anni fa, che si conclusero come da tradizione per questo torneo canoro abbinato alla Lotteria di Capodanno, nella serata dell’Epifania.

6 gennaio 1959, si conclude la prima edizione di Canzonissima, anche se in realtà nei due anni precedenti c’era stato qualcosa di simile, “Le canzoni della fortuna” e “Voci e volti della fortuna”. Renato Tagliani, con gli intermezzi comici del grande Walter Chiari, presenta la finale in diretta dal Teatro Municipale di Reggio Emilia. L’edizione 1958 si era articolata in 12 puntate in onda dal 22 ottobre al 4 gennaio. La sera del 6 gennaio elargisce un primo premio di 100 milioni di lire, un secondo di 25 milioni, un terzo di 20 e 4 premi di 15 milioni ciascuno ai possessori dei 7 biglietti abbinati alle canzoni giunte in finalissima. Ma quali sono queste 7 canzoni?

Aurelio Fierro, trasformato in un pulitore di vetri del grattacielo di una metropoli americana, interpreta con accenti di vibrata nostalgia partenopea le strofe di “Vurria”, con il contrappunto dell’intero corpo di ballo. I sogni dell’ormai famoso notaio di “Signorinella”, interpretata ancora una volta da Achille Togliani, sono stati suggestivamente mimati, su di uno sfonda da fiaba, dai ballerini solisti Helen Sedlak e Norma Thompson.

La canzone “Ti dirò” è stata ritmata dalla giovanissima Anna D’Amico, una assai promettente recluta del mondo della canzone, coadiuvata dal quartetto “Due + due”, dal coro di Franco Potenza e dai pupazzi di Maria Perego. Gloria Christian si è librata in volo a bordo di una anacronistica mongolfiera per offrirci una nuova versione di “Nel blù dipinto di blù”.

Claudio Villa, nella cornice di una caratteristica scampagnata “fuori porta”, ha modulato, senza lesinare gorgheggi, il motivo di “Arrivederci Roma”, che le preferenze popolari hanno collocato al terzo posto della classifica finale. Presentata da Nunzio Gallo, che ha potuto far sfoggio di tutti i suoi non comuni mezzi vocali, “Mamma”, i cui patetici accenti sono stati sottolineati anche dalla presenza di un coro di voci bianche, si è confermata al secondo posto.

L’ambito titolo di Canzonissima 1958 è quindi toccato a “L’edera”, che grazie all’entusiasmo dei suoi sostenitori, ha conservato il suo primato sino alla fine. Dall’alto di una scala fosforescente, tra le evoluzioni di tutto il corpo di ballo e gli applausi scroscianti del pubblico, è toccato a Nilla Pizzi l’onore di condurre al trionfo la canzone vincente.

Dieci anni dopo, Canzonissima 1968, presentata da Mina, Paolo Panelli e Walter Chiari, chiude i battenti lunedì 6 gennaio 1969 con una puntata di ben due ore e mezza in diretta radiotelevisiva. Nell’editoriale del 15 dicembre avevamo lasciato i 12 semifinalisti con le loro canzoni inedite. Per la finalissima sono rimasti in sei.

Al sesto posto si classifica Caterina Caselli con “Il carnevale”, e fa vincere cento milioni di lire al biglietto della Lotteria di Capodanno a lei abbinato. Quinta Patty Pravo con “Tripoli 1969” (105 milioni), quarta Orietta Berti con “Se mi innamoro di un ragazzo come te” (110 milioni), terzo Al Bano con “Mattino” (115 milioni), secondo Claudio Villa con “Povero cuore” (135 milioni).

Vince Gianni Morandi con “Scende la pioggia”, e fa vincere 150 milioni di lire al biglietto a lui abbinato. I sei cantanti in gara avevano di fronte, oltre al pubblico presente al Teatro delle Vittorie, una platea invisibile di 25 milioni di telespettatori. Per non commettere passi falsi, Patty Pravo, Orietta Berti e Caterina Caselli hanno rinunciato a cantare dal vivo, al contrario di Morandi, Villa e Al Bano. Una certa sobrietà si è notata nell’abbigliamento dei cantanti: in smoking erano Villa, Morandi e Al Bano. Orietta Berti sfoggiava un abito blù di chiffon con collo a ciambella, mentre in “pigiama da sera” si sono presentate Caterina Caselli e Patty Pravo.

La vittoria di Morandi era nell’aria da tempo, tanto da far affermare a Claudio Villa “Se le venti giurie  dovessero dare a me la vittoria capovolgendo il giudizio del pubblico sarebbe una grossa ingiustizia. Gianni ha dimostrato in questo momento di essere il più popolare di tutti.”

Le cartoline-voto raccolte durante il torneo canoro dal cantante emiliano sono la testimonianza evidente di questa popolarità. Dei 19.866.484 cartoline in 15 settimane al centro raccolta di Torino, 5 milioni e mezzo circa sono intestate al nome di Morandi, Villa ne ha avute circa 2 milioni, Al Bano un milione, la Berti 900mila, la Caselli 700mila e Patty Pravo 680mila.