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Archivio Editoriali - 4 Dicembre 2021
a cura di Fiorenzo Pampolini

1971: I POOH ALLA CARAVELLA DEI SUCCESSI, DAL TEATRO PETRUZZELLI DI BARI

Cari amici, giovedì 9 dicembre 1971 va in onda in TV alle ore 21,40 la settima edizione della “Caravella dei successi”, una manifestazione canora che si svolse al Teatro Petruzzelli di Bari tra il 1965 e il 1975. La manifestazione è organizzata dal patron Gianni Ravera.

Particolarmente nutrito il cast della serata presentata da Daniele Piombi. Vi prendono parte Marisa Sacchetto, Rossano, Marcella, i Profeti, Simon Luca, Patrick Samson, i Camaleonti, Rosalino, i Ricchi e Poveri, Lucio Dalla, Demis Roussos, Fausto Leali, i Nuovi Angeli e i Delirium.

Ospiti d’eccezione i Pooh che, nell’arco dell’intera stagione, hanno ottenuto, tra i gruppi italiani, il maggior successo discografico stando alle classifiche pubblicate dai settimanali specializzati. Tra l’estate e l’autunno del 1971, hanno piazzato al primo posto della Hit Parade due grandi successi come “Tanta voglia di lei” e “Pensiero”.

Dody Battaglia, bolognese, classe 1951, chitarrista e cantante, Riccardo Fogli, toscano, classe 1949, cantante e suonatore di basso, Stefano D’Orazio, romano, cantante e batterista, e Roby Facchinetti, bergamasco, classe 1947, cantante e organista, e autore delle musiche di tutte le canzoni in repertorio (Red Canzian arriverà due anni dopo): hanno preso il nome dall’orsacchiotto goloso Winnie the Pooh. Ed è doveroso citare anche Valerio Negrini, fondatore del gruppo, che ha appena lasciato i Pooh ma continuerà ad essere l’autore dei testi delle canzoni.

“Nel nostro gruppo – dicono – la maggioranza decide su tutto, dal pezzo che bisogna provare a chi tocca pagare la multa. Se la mattina qualcuno si alza con un’idea, in quattro la vagliamo e la maggioranza stabilisce se è attuabile o no. Quasi mai finisce a guancialate”.

“Veniamo da normali famiglie italiane, nessuno di noi è ricco, e i nostri genitori sono persone alla buona che all’inizio si sono messe le mani nei capelli perché volevamo cantare. Nemmeno il successo li ha totalmente rassicurati. Ma le paure dei nostri genitori erano giustificate perché abbiamo fatto vita dura, spesso suonando senza prendere soldi, allora uno di noi a turno telefonava a casa: mamma, mandaci 10.000 lire perché siamo a mille chilometri e non sappiamo come tornare. Ma sempre a livello di poche migliaia di lire, senza pretese”.

“Non per fare la réclame alla carne in scatola, ma noi quando stavamo a Bologna perché volevamo diventare bravi, ne abbiamo mangiata tanta. Non avevamo mai una lira in tasca, Dody era fortunato perché essendo bolognese poteva mangiare a casa, ma noi stavamo in un alberghetto da mille lire a testa, e andavamo a mangiare in ristoranti dove per 600 lire davano primo, secondo e frutta. Il nostro unico divertimento era il cinema da 150 lire a biglietto, e quando non c’era nemmeno una lira restavamo in albergo con un cuscino in mezzo al letto a giocare alla battaglia navale.”

I primi momenti felici dovevano venire dopo cinque anni. “Il primo lo abbiamo vissuto quando ci è giunta la notizia che la nostra canzone dall’ottavo posto della Hit Parade era salita al secondo in un balzo. Allora abbiamo realizzato che ce l’avevamo fatta”. Il pezzo in questione è “Tanta voglia di lei”: “l’ho scritta in cinque minuti – confessa Roby – mentre aspettavo che mia moglie finisse di truccarsi”.

Con una canzone nata davanti allo specchio per via di una moglie vanitosa, i Pooh sono rimasti in testa alle classifiche per diverse settimane e si sono tirati dietro un folto pubblico. “Penso che ci abbia favorito molto essere rimasti fedeli ad un nostro stile, senza mai lasciarci prendere dalle tentazioni delle mode”.

L’intesa tra i Pooh è perfetta, fra loro non ci sono rivalità. La generosità sul palcoscenico e fuori sembra inesauribile. “Anche se ogni sera, dopo aver finito di suonare, ognuno giudica l’altro: non hai suonato bene, non hai cantato come il solito, eri distratto, hai fatto la faccia brutta”. Il rapporto amichevole e fraterno è proiettato specie verso il futuro: “Nessuno di noi riesce ad immaginare un futuro senza gli altri tre, anche quando i Pooh avranno finito di cantare, ormai nonni.”.

Davvero una rarità in un mondo così fatto in cui i vincitori assumono troppo facilmente dimensioni irreali, non avendo più alcun legame con la normalità.


Ed anche per oggi è tutto, appuntamento a sabato prossimo!
Buona settimana!

La foto della settimana

1971: i Pooh ai tempi di “Tanta voglia di lei” (foto da Google Immagini)