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Archivio Editoriali - 4 Gennaio 2020
a cura di Fiorenzo Pampolini

CANZONISSIMA 1969 E 1959. LE FINALI DELL'EPIFANIA ED I RELATIVI VINCITORI

Cari amici, per diversi anni, il 6 gennaio si concludeva il torneo musicale di fine anno, un rito non solo per conoscere le canzoni vincenti ma anche per la suspense dei possessori dei biglietti della Lotteria di Capodanno abbinati ai cantanti in gara.

Il 6 gennaio di 50 anni fa, si concludeva la Canzonissima presentata da Johnny Dorelli e Raimondo Vianello, con le gemelle Kessler, per la regia di Antonello Falqui. Nelle scorse settimane vi abbiamo raccontato le varie fasi di questa edizione, ed ora riviviamo la puntata finale.

I sei cantanti finalisti ripropongono la loro canzone inedita, già proposta nelle due puntate precedenti. A fine serata la classifica è la seguente (i punti sono calcolati ponderando i voti delle giurie dislocate nelle sedi RAI e delle cartoline inviate dai telespettatori):

1. GIANNI MORANDI (Ma chi se ne importa), punti 285,54
2. Claudio Villa (Il sole del mattino), punti 192,39
3. Massimo Ranieri (Se bruciasse la città), punti 187,51
4. Domenico Modugno (Come hai fatto), punti 161,64
5. Orietta Berti (Una bambola blù), punti 105,90
6. Al Bano (Mezzanotte d’amore), punti 67,02

La classifica è in linea con i voti delle cartoline, mentre le giurie, che hanno espresso il loro voto nella serata, avrebbero assegnato comunque la vittoria a Morandi, ma il secondo posto sarebbe stato (con un solo punto di distacco dal vincitore) di Massimo Ranieri, terzo Modugno, quarto Villa, quinta la Berti e sesto Al Bano.

I sei cantanti fanno vincere ai possessori dei biglietti a loro abbinati rispettivamente 150, 130, 115, 110, 105 e 100 milioni di lire.

Dopo Canzonissima, per la canzone italiana c’è una tregua di 50 giorni in attesa del Festival di Sanremo, che da questa edizione, è spostato in avanti di un mese (da fine gennaio a fine febbraio) proprio per non essere troppo vicino al torneo della Befana. Ne parleremo nelle prossime settimane, intanto mentre i dischi di Canzonissima stanno approdando nella Hit Parade, quattro dei sei finalisti annunciano di rinunciare a Sanremo per non “bruciare” i dischi appena entrati in circolazione. Mancheranno cioè all’appello della Riviera Morandi, Ranieri, Modugno e Al Bano, mentre ci saranno Claudio Villa e Orietta Berti.

Dieci anni prima, la Canzonissima 1959-60 si concludeva in diretta radiotelevisiva dal Teatro Massimo di Cagliari, condotta da Delia Scala, Nino Manfredi e Paolo Panelli, regista Antonello Falqui. Le sette canzoni meglio classificate in questa edizione entrano in competizione con le sette finaliste dell’edizione precedente. La classifica finale vede al 14esimo posto “Ti dirò”, interpretata da Anna D’Amico, al 13esimo “Nel blù dipinto di blù” (Gloria Christian), al 12esimo “Vieneme ‘nzuonno” (Fausto Cigliano), all’11esimo “Nessuno” (Mina e Wilma De Angelis), al decimo “Io sono il vento” (Arturo Testa), al nono “Cerasella” (Gino Latilla), all’ottavo “Vurria” (Aurelio Fierro).

Settimo posto per “Signorinella”, interpretata da Achille Togliani, sesto per “L’edera” (Nilla Pizzi), quinto per “Arrivederci Roma” (Claudio Villa), quarto per “Mamma” (Nunzio Gallo). Sul podio troviamo al terzo posto “Vecchio frak” (Alberto Rabagliati), al secondo “Arrivederci” (Miranda Martino e Nicola Arigliano). Vince “Piove”, interpretata da Joe Sentieri. La canzone aveva vinto l’edizione 1959 del Festival di Sanremo interpretata da Domenico Modugno e Johnny Dorelli.

Il biglietto abbinato alla canzone vincitrice fa vincere al suo possessore 100 milioni di lire, seguono gli altri premi da 50 a 10 milioni di lire.

Il Radiocorriere TV mette in copertina la foto del vincitore Joe Sentieri e nell’interno racconta brevemente la sua storia. “Joe Sentieri – vero nome Rino – si è inserito indiscutibilmente fra i più validi esponenti della “nouvelle vague” della canzone italiana. Sentieri è nato a Genova 38 anni fa (in realtà, meno di 35, essendo nato nel marzo 1925, n.d.r.). Dopo aver fatto da ragazzo lo scaricatore nel porto e il suonatore di fisarmonica nelle osterie, entrò a far parte come cantante di un’orchestrina a bordo di un transatlantico che faceva la spola tra l’Europa e l’America. A New York imparò a cantare alla Johnny Ray. Ma in Italia gli urlatori non erano ancora di moda. Ora è arrivato, ma il successo non ne ha fatto un divo. Buon papà, è felice solo quando può raggiungere la moglie e le due figlie a Genova”. Joe Sentieri è scomparso nel 2007 all’età di 82 anni.