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Archivio Editoriali - 24 Ottobre2020
a cura di Fiorenzo Pampolini

I PROTAGONISTI DI CANZONISSIMA 1970 E I PARTECIPANTI ALLE SERATE N. 4, 5 E 6 - ADDIO A SEAN CONNERY.

Cari amici, 50 anni fa, il 31 ottobre 1970, andava in onda la quarta puntata di Canzonissima 1970, della quale abbiamo iniziato a parlare nel nostro editoriale del 10 ottobre scorso. La novità dell’ultimo minuto è che Gianni Morandi decide di partecipare anche a questa edizione, ed è in gara proprio la sera del 31 ottobre con la canzone “Al bar si muore”.

Il vincitore della Canzonissima 1969 torna così sulla ribalta del Teatro delle Vittorie smentendo sé stesso e tutte le dichiarazioni ufficiali che lo volevano per questa edizione solo spettatore. Il “sì” dell’ultima ora ha conciliato le esigenze dei realizzatori di Canzonissima (che logicamente tendono ad avere il maggior numero di big in gara) e un desiderio che da qualche settimana rodeva il cantante di Monghidoro.

Morandi ha infatti avvertito la necessità di non sottrarsi ad un appuntamento che per lui era quasi d’obbligo. “Ho paura che il pubblico si annoi di fronte ad un nuovo duello Villa-Morandi”,  aveva detto alla vigilia. Poi ci ha ripensato, incoraggiato anche dalla moglie: “Quest’anno le quotazioni di Massimo Ranieri sono molto più alte”. E non ha aggiunto, per pudore, che lo stimolava l’idea di battersi con il nuovo divo del cinema e della canzone, ossia colui che oggi considera il suo più temibile rivale.

E a proposito di Ranieri, il primo a lasciare il Teatro delle Vittorie, al termine della terza serata (24 ottobre), mentre la sigla di Canzonissima illuminava ancora i teleschermi, e pubblico e protagonisti stavano commentando i risultati della trasmissione, è stato proprio lui. Una corsa in taxi per prendere l’aereo per Milano (appena in tempo), un’altra corsa in taxi per raggiungere Ottavia Piccolo e Mauro Bolognini sul set del film “Bubu di Montparnasse” e di nuovo al lavoro. Senza un attimo di tregua.

Per arrivare puntuale alle prove, Massimo aveva già saltato una notte. Giovedì sera stava ancora girando a Torino, venerdì mattina era al Teatro delle Vittorie. Sempre più pallido, il viso affilato, ma allegro: “Canzonissima – dice – è un appuntamento a cui tengo particolarmente. Sarei felice di ripetere l’affermazione dell’anno scorso, giungere in finale…. Ma è il pubblico che deve decidere, io mi limito a sperarlo”.

Terminate le riprese di “Bubu”, Ranieri ha in programma una tournée di 40 giorni e poi, finalmente, un periodo di riposo. “Ne ho proprio bisogno, comincio a sentirmi stanco, ho nostalgia di casa, degli amici…”. Il peso della celebrità. “Si, può darsi, ma è un’esperienza così bella, come un sogno in technicolor”.

Dalida, in ordine di tempo, è stata la prima, tra quanti hanno vinto una edizione di Canzonissima, ad apparire sulla ribalta del Teatro delle Vittorie. Il primato detenuto dalla vedette francese, di origine calabrese, riguarda il numero dei voti raccolti, nell’arco dei 15 anni di Canzonissima, dalla canzone vincitrice.

“Dan dan dan”, portata al successo nel ’67 da Dalida, ottenne 2.402.971 voti contro 1.701.710 voti di “Scende la pioggia” (Morandi, 1968) e 1.184.009 voti di “Ma chi se ne importa” (Morandi, 1969). Dalida a Canzonissima ha riproposto “Darla dirladada”, un pezzo di folklore greco, che aveva già eseguito in TV da Venezia e da Campione.

La cantante, che è tornata negli ultimi mesi alle dipendenze della Casa discografica che la lanciò qualche anno prima sul mercato italiano (la RCA), si è impegnata con il nuovo contratto a partecipare in Italia a tre grosse manifestazioni all’anno.

E vediamo ora le scalette delle puntate numero 4, 5 e 6 di Canzonissima 1970. Nella quarta serata (31 ottobre) si esibiscono le coppie formate da Gianni Morandi e Marisa Sannia (“Al bar si muore” e “La sirena”), Tony Del Monaco e Ornella Vanoni (“Pioggia e pianto su di me” e “L’appuntamento”), Renato dei Profeti e Ombretta Colli (“Verità che batti nella mente” e “È il mio uomo”). Eliminati Renato dei Profeti e Ombretta Colli.

Nella quinta puntata (7 novembre) si esibiscono le coppie formate da Mino Reitano e Rita Pavone (“La pura verità” e “Stai con me”), Nino Ferrer e Orietta Berti (“Viva la campagna” e “Tipitipitì”), Bobby Solo e Lara Saint Paul (“Ieri sì” e “Dove volano i gabbiani”). Eliminati Bobby Solo e Lara Saint Paul.

Nella sesta puntata (14 novembre) si esibiscono le coppie formate da Claudio Villa e Gigliola Cinquetti (“Dicitencello vuje” e “Il condor”), Peppino Gagliardi e Rosanna Fratello (“Settembre” e “Avventura a Casablanca”), Fred Bongusto e Nada (“Il nostro amor segreto” e “L’ho fatto per amore”). Eliminati Fred Bongusto e Nada.

Dal 21 novembre, Canzonissima 1970 entrerà nella sua seconda fase. Ne parleremo nelle prossime settimane.

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ADDIO A SEAN CONNERY LO 007 PIU' AMATO

Mi scuso con l'amico Fiorenzo Pampolini se rubo un pochino del suo spazio, ma mentre sto per chiudere l'aggiornamento settimanale, le agenzie hanno battuto la notizia della scomparsa di Sean Connery. Anche se cronologicamente l'attore scozzese non fu il primo ad impersonare il ruolo del più celebre agente segreto del mondo, quel James Bond (meglio conosciuto come 007) uscito dall'estro di Ian Fleming che ancora oggi a distanza di decenni riesce ancora ad appassionare gli spettatori di tutto il mondo, è universalmente riconosciuto come colui che meglio è riuscito nel caratterizzare il personaggio. Film come Agente 007 - Licenza di uccidere del 1962, Agente 007 - Dalla Russia con amore del 1963, Agente 007 - Missione Goldfinger del 1964, Agente 007 -Thunderball (Operazione Tuono) del 1965 e Agente 007 - Si vive solo due volte del 1967, sono rimasti nella memoria collettiva ed ancora oggi raccolgono milioni di spettatori ogni volta che vengono passati in televisione. Ma Conery non fu solo Bond, infatti, come non ricordare a solo titolo di esempio, il monaco Guglielmo da Baskerville de Il nome della rosa (1986), oppure quel Jimmy Malone in The Untochables del 1987, o ancora il comandante del sottomarino sovietico Marko Ramius in Caccia a Ottobre Rosso del 1990. Insomma Sean Connery ci lascia un patrimonio cinematografico inestimabile e per questo non possiamo che essergliene grati. Che la terra ti sia lieve, grande Sean e Grazie!

Manlio Di Meglio
per 45 Mania.it