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a cura di Fiorenzo Pampolini

CANTAGIRO 1968 (PRIMA PARTE): VENTI BIG IN GARA TRA INEDITI E COVER DI SUCCESSI INTERNAZIONALI

Cari amici, il 19 giugno di 50 anni fa parte da Sanremo la settima edizione del Cantagiro, che si articola in 17 tappe più un giorno di riposo. Direttore di gara di questa edizione è il popolare imitatore Alighiero Noschese, che torna così in TV dopo due fortunate annate teatrali, il presentatore è Nuccio Costa.

La festosa carovana si ferma a Cuneo, Borgosesia, Savona, Sestri Levante, Genova, Marina di Massa, Montecatini, Follonica, Ostia, Torre del Greco, Perugia, Macerata, Senigallia, Ferrara e si conclude a Recoaro, dove al Parco delle Terme si svolgono la semifinale del 5 luglio e la finale del 6 luglio. Radio e TV riprendono la manifestazione nella serata di apertura, nella tappa intermedia di Ostia (28 giugno) e nella finale.

Le due novità di maggior rilievo di questa edizione sono il ripristino della gara nel girone A e  l’abolizione del girone C (quello dei complessi). Le formazioni musicali ci sono comunque, ma, a seconda della loro popolarità, gareggiano nel girone A (Big) o nel girone B (Giovani).

Il mercato discografico è in una fase delicata, sembra che per far partecipare alcuni artisti al Cantagiro, siano stati accordati loro, sottobanco, premi d’ingaggio. D’altra parte, le Case discografiche devono mantenere buoni rapporti con il patron Ezio Radaelli, che adesso è tornato anche al timone del Festival di Sanremo (dove è pure il maggiore azionista del casinò). Alcune indiscrezioni trapelate parlano di 18 milioni per Morandi, 8-10 milioni per Antoine, Dalida e la Caselli, mentre ufficialmente i cantanti del girone A percepiscono soltanto un rimborso spese di 10.000 lire al giorno, e quelli del girone B 5.000 lire.

E per avere Dalida, gli organizzatori sono disposti a darle una breve “licenza” perché lei possa partecipare anche alla Mostra Internazionale della musica leggera di Venezia, organizzata dal rivale di Radaelli, Gianni Ravera. Ed ecco l’elenco dei partecipanti del girone A, ovvero i 20 Big (la prossima settimana sarà il turno dei Giovani del girone B).

Girone A                                                     
Antoine (Buongiorno, ciao) 
Shirley Bassey (Domani, domani)
I Camaleonti (Io per lei)
Caterina Caselli (Il volto della vita)
Dalida (Un po’ d’amore)
Tony Del Monaco (Magia)
Nicola Di Bari (Il mondo è grigio, il mondo è blù)
I Dik Dik (Il vento)                     
Bruno Filippini (La felicità)
Jimmy Fontana (La nostra favola)
Mario Guarnera (Congratulations)
Mauro Lusini (Oh Susy, Susy)
Gianni Morandi (Chimera)
I Nomadi (Ho difeso il mio amore)
Gian Pieretti (Felicità felicità)
Massimo Ranieri (Preghiera per lei)
The Rokes (Lascia l’ultimo ballo per me)
Bobby Solo (Siesta)
Claudio Villa (Quando il vento suona le campane)
Mario Zelinotti (Un colpo al cuore)

Moltissime sono le cover di pezzi stranieri in questa edizione. Dal Gran Premio Eurovisivo, arriva “Congratulations”, lanciata da Cliff Richard e ora portata in gara dal giovane neo big Mario Guarnera, mentre dal Sud America arriva “La felicità” (“Felicidade”) di Bruno Filippini, che torna alla canzone dopo un periodo di silenzio. Dalla Francia, ecco “Il mondo è grigio, il mondo è blù”, che comincia a dare qualche soddisfazione a Nicola Di Bari; il simpatico cantante pugliese, durante la tappa di Genova, apprende di essere diventato papà di una bambina.

Dalle classifiche inglesi e americane, ecco “Save the last dance for me”, che nella versione italiana dei Rokes diventa “Lascia l’ultimo ballo per me”, e inoltre “To give” (“Io per lei”) dei Camaleonti e “Nights in white satin” dei Moody Blues, il cui testo viene completamente stravolto nella versione italiana dei Nomadi (ma la incidono anche i Profeti) con il titolo “Ho difeso il mio amore”. Caterina Caselli partecipa con la versione italiana di un brano di Mc Williams, “The days of Pearly Spencer”, che diventa “Il volto della vita”, mentre Jimmy Fontana punta alla vittoria con un successo del grande Tom Jones, “Delilah”, che in italiano diventa “La nostra favola”.

Da segnalare inoltre la rinuncia di Shirley Bassey, che all’ultimo momento si ritira, e la partecipazione di Claudio Villa, in gara con una canzone scritta per lui da Mino Reitano. Il reuccio era sceso in gara per prendersi la rivincita su Dalida che l’aveva battuto a “Partitissima”, ma si è ritrovato in coda alla classifica e contestato dai giovani. Ma lui dichiara: “Sono unico e solo. Nessuna moda finora è riuscita a buttarmi giù”.

Bobby Solo rilancia la sua “Siesta”, già proposta alle finali di “Partitissima”, mentre Dalida insiste nel repertorio malinconico e strappalacrime, sul palcoscenico sembra che stia pregando, ma ottiene comunque un buon risultato. I Dik Dik sono in gara con “Il vento”, che porta le firme di Mogol e Battisti, mentre Gianni Morandi, terminata la naja, torna finalmente ai suoi fans, particolarmente felice anche perché sua moglie Laura Efrikian è in attesa di un figlio.

La prossima settimana ci occuperemo del girone B nel quale sono in gara 21 giovani promesse della canzone italiana, tra le quali ci sono alcuni nomi destinati a diventare dei numeri uno del panorama musicale del nostro Paese. E poi vedremo le classifiche finali dei due gironi.