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Archivio Editoriali - 30 Aprile 2011
a cura di Fiorenzo Pampolini

PROTAGONISTI 1971. ORNELLA VANONI ALL'OLYMPIA ED IL TERZO ALBUM DEI SANTANA

Cari amici, mentre in Italia le canzoni di Sanremo sono ancora protagoniste della Hit Parade e mentre quelle del Disco per l’estate hanno appena iniziato a sfilare nelle passerelle radiofoniche, nella primavera del 1971 per la nostra Ornella Vanoni c’è un debutto importante.

La cantante milanese si esibisce infatti al famoso teatro Olympia di Parigi davanti ad un pubblico molto esigente. Tutto sembra andare per il meglio, ma a dieci minuti dall’inizio dello spettacolo, la Vanoni attacca le note di Albergo a ore, il brano francese che faceva parte del repertorio di Edith Piaf.

Alle prime note sale un brusio dalle gallerie, e in difesa di Ornella, si alza dalla prima fila Marcel Amont, il quale, rivolgendosi ai contestatori in galleria, gliene dice di tutti i colori, compreso qualche epiteto un po’ pesante.

Il pubblico si zittisce e ascolta, e al termine della canzone esplode in un lungo applauso. Più tardi, il direttore dell’Olympia Bruno Coquatrix andrà personalmente a complimentarsi con Ornella. E‘ la stessa Vanoni a raccontare al settimanale “TV Sorrisi e Canzoni” questa movimentata serata che si conclude con la nottata insonne a casa dell’amica Dalida in attesa di leggere i quotidiani del mattino con la recensione del concerto. Qualche critica c’è, ma i complimenti sono molti di più.

Così la Vanoni è promossa a pieni voti da questa esperienza che per l’epoca era il massimo che un cantante potesse desiderare: l’Olympia era considerato il massimo tempio della canzone francese, il suo palcoscenico fu il regno di Edith Piaf e di tanti altri mostri sacri. Dopo la tournée francese, Ornella ha ricevuto numerose offerte: il commediografo Marcel Achard le ha proposto di interpretare in Italia, assieme a Giorgio Albertazzi, una sua commedia, e Jean Louis Trintignant la vorrebbe accanto a sé in un film. Inoltre, la Vanoni ha partecipato a quattro trasmissioni televisive francesi.

Intanto, i Santana stanno preparando il loro terzo album. Carlos Santana, chitarra solista, il leader che ha dato il nome al gruppo, era conosciuto e apprezzato negli ambienti discografici californiani ancora prima di formare alla fine degli anni Sessanta questo suo complesso. Poi ci sono Mike Carrabello alla conga, Josè Chepito Areas ai timbali (che sono dei lunghi tamburi di origine africana), Gregg Rolie al piano e all’organo, Dave Brown alla chitarra-basso e Mike Shrievie alla batteria.

Sono stati lanciati dal film “Woodstock”, realizzato intorno al celebre festival pop dell’estate 1969, nel quale il gruppo si è fatto notare per la forza accattivante dei ritmi latino-americani e cubani, mescolati con un po’ di jazz e di rock autentico. Nel film, i Santana interpretano Soul sacrifice, cioè “sacrificio dell’anima”, uno dei loro pezzi più famosi.

I Santana (tre nati in California, due in Messico ed uno in Nicaragua) vengono da San Francisco. Carlos Santana (nato nel 1947) aveva già collaborato con molti altri gruppi, quando nel 1967, conobbe Gregg Rolie e Dave Brown. Poi si aggiunsero i tre percussionisti, ed un disc-jockey potente si accorse di loro.

Esordirono al Fillmore Theatre di San Francisco, uno dei templi della musica rock, una delle più gigantesche sale da ballo del mondo. Ed ebbero un successo strepitoso. Fino alla primavera del 1971 hanno realizzato due 33 giri, più alcuni 45 giri. I due long-playing hanno per titolo rispettivamente “Santana” e “Abraxas”, dedicato quest’ultimo a una misteriosa divinità femminile.

Il terzo album, ancora in preparazione, si intitola “Santana III” e uscirà nel mese di settembre, registrato presso i Columbia Studios di San Francisco. Per l’occasione, debutta nella band il giovane chitarrista 17enne Neal Schon, che nel 1972 uscirà dal gruppo.

I critici americani ed inglesi coniano nuove definizioni per la musica dei Santana, come “mariachi rock” o “afro-latin blues”. Ma la migliore sintesi della loro musica l’hanno espressa proprio loro, i sei Santana: Forte e primitiva come i giovani, semplice e frizzante come la Coca-Cola, dolce e violenta come l’amore.

E torniamo in Italia, per ricordarvi di non perdere il terzo appuntamento con le canzoni di “Un disco per l’estate” 1971. Anche questa settimana potete votare per le canzoni in gara 40 anni fa e confrontare poi la classifica di oggi con quella ufficiale di ieri.