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Archivio Editoriali - 3 Ottobre2020
a cura di Fiorenzo Pampolini

LEONARD COHEN, IL POETA CANTANTE E LE NUOVE CANZONI ITALIANE DEL CONCORSO UNCLA 1970

Cari amici, il 21 settembre 1934 nasceva a Montreal, in Canada, Leonard Cohen, il poeta cantante. Vogliamo raccontarvi oggi un episodio della sua vita che risale a 50 anni fa, 1° settembre 1970, raccontato dal Radiocorriere TV dell’epoca.

Al festival dell’isola di Wight è salito sul palcoscenico alle sei del mattino, quando tutto doveva essere finito già da un pezzo, ma ad aspettarlo erano rimasti in 200mila, nonostante la notte fosse stata molto fredda. Leonard Cohen ha salutato e ha detto: “Mi dispiace che siate rimasti qui fino a quest’ora per ascoltare uno come me, che in fondo non è nemmeno un cantante…”. Non lo hanno fatto continuare: un applauso gigantesco ha coperto le sue parole e non è cessato finché Cohen non ha cominciato a cantare.

Nato da una famiglia ebrea molto ricca, Cohen è uno dei personaggi più interessanti della musica pop di oggi (1970, ndr). In America e in Inghilterra lo chiamano “il poeta”, perché in realtà più che un cantante, è un poeta e uno scrittore di successo. Le canzoni le ha scoperte da poco: il long-playing con cui ha debuttato ed è diventato l’idolo di milioni di giovani americani, intitolato “Songs from a room” (canzoni da una stanza, tradotto nell’edizione italiana del disco in “Viaggio in una stanza”) è stato lanciato nel 1968.

Cohen ha al suo attivo alcuni libri di poesie e due romanzi. “Ho cominciato a scrivere versi quando frequentavo a New York la Columbia University – dice Cohen – e lì scrivevo soprattutto per far colpo sulle ragazze”. Poi un giorno mi venne in mente di riunire le poesie in un volumetto e la gente, chissà perché, ha cominciato a considerarmi seriamente e a dire che ero un vero poeta. Forse, dopo tanti anni, lo sono diventato davvero. Ma non devo essere io a dirlo: odio parlare di me”.

Come cantante, Cohen ha una voce profonda ma non sempre intonata, e qualcuno lo ha paragonato a Gene Kelly, come interprete è molto bravo e riesce a dare alle sue canzoni un’atmosfera inconfondibile, a volte simile a quella presente in tutte le esecuzioni di Bob Dylan. Le canzoni di Cohen (“Le mie non sono canzoni – dice – ma poesie con una chitarra in più”) parlano in genere d’amore e raccontano le esperienze dell’autore, ma sempre in terza persona, viste dall’esterno.

Uno dei suoi brani più noti, “Suzanne”, racconta di una ragazza che Cohen ha realmente conosciuto: “Era formidabile – dice – ma anche mezza matta”. Cohen ama circondarsi di donne, alle quali dedica inevitabilmente una “poesia con una chitarra in più”. “Sisters of Mercy”, un’altra composizione molto nota, parla di una notte trascorsa da Cohen con due ragazze che conobbe a Edmonton, in Canada: “Mi hanno fatto sentire veramente felice, ed era giusto che tutti potessero saperlo”.

Alla radio, si conclude il 3 ottobre il ciclo di trasmissioni dedicato alle canzoni selezionate dall’ENAL, e domenica 4 ottobre prende il via la rassegna che propone le canzoni selezionate dall’UNCLA (Unione Nazionale Compositori Librettisti Autori) con una serie di appuntamenti quotidiani, prevalentemente serali, in onda alla radio sul Secondo Programma fino al 1° gennaio 1971. Il titolo delle trasmissioni è “Le nuove canzoni italiane (Concorso UNCLA 1970)”.

Le canzoni selezionate sono 54, e alcune di esse guardano finalmente anche ai giovani, tra gli interpreti ci sono infatti alcuni gruppi: Gli Alluminogeni con “Dimensione prima”, Gli Squali 66 con “La ragazza dell’estate” e “Se l’amore fa così”, Ascanio e Le Forze Nuove con “Le sette del mattino” e “Un mondo nell’anima” e La Nuova Generazione con “Doveva finire così”. Tra i solisti, alcuni esponenti della canzone napoletana come Mario Abbate, Lucia Altieri, Umberto Boselli, Gloria Christian, Mario Da Vinci, Mirna Doris e Nino Fiore, un gruppo di giovani (e meno giovani) che abbiamo già trovato alle varie edizioni di “Un disco per l’estate”, come Lilly Bonato, Bruno Chicco, Antonio Marchese, Franco Morselli, Niki, Elsa Quarta, Franco Talò, Salvatore Vinciguerra, due signore della canzone italiana come Jula De Palma e Nilla Pizzi, i cantautori Gipo Farassino, che improvvisamente nel 1970 decide di partecipare a tutte le gare canore compresa questa, e Memo Remigi, presenza costante in questa rassegna anche come autore.

Completano il cast il vincitore di Castrocaro 1967 Elio Gandolfi, ed alcuni illustri sconosciuti come Lello Avallone, Luis Paco Bellavita, Vittorio Bezzi, Wilson Boly, Paolo Bracci, Cicero dei Classici, Enzo Conte, Lella Greco, H.E.I Giona, Renato Intra, Kerima, Loredana, Massimo, Alberto Silva, Manuela Silvestri Simoni, Paola Turchini e Nini Zironi. Le 54 canzoni saranno messe in gara in una serie di trasmissioni (semifinali e finale) all’inizio del 1971. Ne riparleremo.

Ed anche per oggi è tutto. La prossima settimana inizieremo a parlare in parallelo di due edizioni di Canzonissima, quella del 1960, condotta da Lauretta Masiero, Alberto Lionello e Aroldo Tieri, e quella mitica del 1970 condotta da Corrado e Raffaella Carrà.