testata
Archivio Editoriali - 29 Ottobre 2022
a cura di Fiorenzo Pampolini

MINA TRIONFA A CANZONISSIMA 1962. ADDIO AD UNA LEGGENDA DEL ROCK: JERRY LEE LEWIS

Cari amici, giovedì 11 ottobre 1962 inizia una nuova edizione di Canzonissima. Dopo diverse riunioni in casa del regista Vito Molinari, con gli autori Leo Chiosso e i presentatori Dario Fo e Franca Rame, si comincia con la gara che prevede la partecipazione di 48 canzoni, suddivise in otto batterie di 6 motivi ciascuna. La sigla iniziale “Su, cantiam” è cantata da Dario Fo, quella finale, “Stringimi forte i polsi”, è cantata da Mina. Entrambe le sigle sono state composte da Leo Chiosso, Dario Fo e Gigi Cichellero.

Solo le due canzoni più votate in ogni serata entreranno in semifinale, insieme a cinque scelte tra quelle che, in totale, abbiano riportato maggiori suffragi. Dalle semifinali, le 21 canzoni prescelte si presenteranno poi alla finale.

L’onore di inaugurare la rassegna spetta in questa nuova edizione della trasmissione, a “Quando vien la sera”, che viene presentata dal balletto di “Canzonissima”, diretto dal coreografo Valerio Brocca, e da due popolari cantanti: Wilma De Angelis e Joe Sentieri.

La seconda canzone in gara è “Le tue mani”, cantata da Jula De Palma con l’orchestra in scena. L’orchestra, forte di 44 elementi (tra cui Pezzotta, Basso, Valdambrini, Masetti, Volonté, Cuomo e Bionda che si esibiranno anche come solisti), è quella diretta da Gigi Cichellero, e rivelata al grande pubblico televisivo della trasmissione di Gorni Kramer “Alta fedeltà”.

Anche in Canzonissima, l’orchestra costituirà elemento di spettacolo, particolarmente riservato agli appassionati di musica leggera, ai tifosi degli arrangiamenti jazz. Quest’anno, infatti, niente dischi e niente playback, come negli anni precedenti. Per conferire alla trasmissione l’indispensabile unità di ascolto, Cichellero ha disposto che i cantanti si presentino tutti alle prove e cantino in presa diretta con l’orchestra, senza eccezioni, naturalmente, nemmeno per i divi.

Canzoni nuove e canzoni vecchie. Tra quelle che “negli ultimi cinque anni hanno avuto un rilancio di particolare e indiscutibile risonanza” (come afferma testualmente il bando di ammissione), c’è indubbiamente il “Tango del mare”, interpretata da Betty Curtis, senza collegamenti esterni. La cantante, dunque, sarà sola sulla scena.

Poi una capatina al cinematografo. Ed è qui che inizia la serie di incontri tra moglie e marito, che costituiscono uno dei cardini della nuova Canzonissima. Nella prima puntata vedremo la moglie che parla troppo al cinema, disturbando naturalmente i vicini, sollevando la loro indignazione, frugando persino, ma solo per distrazione, nelle borse altrui e minacciando ad ogni momento di rivelare, mentre sullo schermo si proietta un film giallo, il nome dell’assassino.

Via quindi alla quarta canzone della serata. Breve approdo a Napoli, eterna capitale della canzone, ritorno del balletto in costume di tarantella, ed esecuzione di “Sciummo”, cantata da Achille Togliani, in una cornice fiabesca.

Poi un coro ispirato a una antica canzone popolare veneta e, sulle sue ultime strofe, uno sketch dedicato a un operaio tanto devoto al suo datore di lavoro da tenerne in casa un grande ritratto ad olio. Alle domande del solito intervistatore, questo operaio risponde parlando di argomenti diversissimi, anche di una zia defunta la quale era pazza per Luciano Tajoli.
E si vede Luciano Tajoli cantare, con l’orchestra in campo, “Serenata celeste”, una delle sue esecuzioni più famose. Ogni esibizione di Tajoli alla TV, è una festa per i suoi innumerevoli fans. Canzonissima ha voluto dare a Tajoli, che la merita, una bella occasione.

Dopo un altro sketch proposto dai due conduttori, si passa all’ultima canzone con una grossa sorpresa: arriva infatti Mina, la più elettrizzante vedette della canzone. Protagonista di programmi di successo (valga per tutti “Studio Uno”), diva per temperamento e per vocazione, Mina è il personaggio più discusso, ma anche più celebrato, della musica leggera.
Canzonissima la ripropone all’attenzione del suo pubblico in una canzone che lei ha saputo portare a un successo travolgente: “Il cielo in una stanza”, composta da Gino Paoli. Inutile, aggiungere, che delle sei canzoni in gara, questa rappresenta il clou della serata; non a caso è stata scelta per Mina l’entrata più vantaggiosa, quella che in teatro si riserva alla soubrette: l’ultima.

E per chiudere, il gran finale, elegante, fantasmagorico, giostrato tutto su un tono patetico, ovvero sulla rievocazione del mondo del più grande attore comico milanese, Edoardo Ferravilla (1846-1915).

Ma vediamo ora, l’elenco dei brani proposti (con i rispettivi interpreti) nelle prime tre puntate di Canzonissima 1962, con le relative classifiche.
PRIMA PUNTATA (Giovedì 11 ottobre)

1. Il cielo in una stanza (Mina), voti 458.948
2. Tango del mare (Betty Curtis), voti 171.664
3. Serenata celeste (Luciano Tajoli), voti 109.728
4. Quando vien la sera (Wilma De Angelis e Joe Sentieri), voti 57.018
5. Sciummo (Achille Togliani), voti 34.545
6. Le tue mani (Jula De Palma), voti 19.497

SECONDA PUNTATA (Giovedì 18 ottobre)
1. Tango della gelosia (Jolanda Rossin), voti 228.997
2. Guarda che luna (Milva), voti 82.548
3. Notte di luna calante (Domenico Modugno), voti 56.622
4. Senza fine (Gino Paoli), voti 37.459
5. È vero (Umberto Bindi), voti 35.458
6. Folle banderuola (Gianni Meccia), voti 11.421

TERZA PUNTATA (Giovedì 25 ottobre)
1. Anema ‘e core (Gloria Christian), voti 124.189
2. Non arrossire (Giorgio Gaber), voti 65.646
3. La più bella del mondo (Don Marino Barreto jr.), voti 32.593
4. Vieneme ‘nzuonno (Sergio Bruni), voti 28.436
5. I sing “ammore” (Nicola Arigliano), voti 12.758
6. Non illuderti (Natalino Otto), voti 8.436

Torneremo a parlare di Canzonissima 1962 nelle prossime settimane, non solo per quanto riguarda le canzoni in gara, ma anche per un fatto che si verificò alla fine di novembre quando i due presentatori abbandonarono la trasmissione. La prossima settimana, inizieremo a raccontarvi la Canzonissima 1972.

Prima di chiudere ci vediamo costretti ad un altro addio. E' di poche ore fa la notizia della scomparsa di una leggenda del rock: Jerry Lee Lewis. Basti citare un titolo per capire subito la grandezza dell'artista: Great balls of fire che in pochissimo tempo sarebbe divenuto un classico del rock'n'roll. E la sua esecuzione di quella canzone con un pianoforte in fiamme, suonato anche letteralmente con i piedi, e la gente che oramai aveva perso ogni freno è diventata storia. Bellissimo anche il film del 1989 diretto da Jim McBride ed interpretato da un grande Danny Quaid, ispirato alla vita di Jerry ed il cui titolo italiano era, non a caso, Great balls of Fire! Vampate di fuoco. Con lui se ne va, come detto, una leggenda del rock'n'roll, uno di quegli artisti che, dal nulla, seppe creare un nuovo genere musicale, del quale ancora oggi se ne sente un gran bisogno.

Le foto della settimana

Canzonissima 1962: i conduttori Dario Fo e Franca Rame (foto da Google Immagini) e Jerry Lee Lewis in una della sue storiche esecuzioni (Pinterest)

.

______________________________________________________________________________________