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Archivio Editoriali - 28 Maggio 2022
a cura di Fiorenzo Pampolini

MOGOL E BATTISTI, IL DIVORZIO. 40 ANNI FA IL RADIOCORRIERE TV PUBBLICA LE ULTIME LETTERE TRA I DUE.

Cari amici, la collaborazione tra Mogol (nome d’arte di Giulio Rapetti) e Lucio Battisti cominciò alla metà degli anni ’60. Allora Mogol era già affermato paroliere (suoi i testi di molte canzoni italiane del periodo e sue anche moltissime delle cover-versions di pezzi stranieri interpretati da cantanti italiani) e Battisti un promettente autore di Poggio Bustone (Rieti) trapiantato a Milano.

Ben presto il loro binomio divenne nel mondo della musica italiana un indissolubile marchio di fabbrica e i due fondarono insieme l’etichetta “Numero Uno”. Già prima della fine degli anni ’60, Battisti era considerato il numero uno del pop italiano e da allora i suoi album hanno costantemente venduto fra il mezzo milione e il milione di copie.

All’inizio degli anni ’70, Battisti decise di non apparire più in pubblico. Il rapporto con Mogol (uomo dai molti interessi e dal giovanilismo dirompente) continuò con alti e bassi, ma comunque con grande professionalità. Nei primi anni ’80, i due si separano sembra per questioni finanziarie. Sul Radiocorriere TV, Carlo Massarini riscostruisce i passaggi più significativi del carteggio tra i due che ha portato al “divorzio”.

BATTISTI: “Caro Giulio, ti accludo i provini delle mie nuove canzoni. Ti ricordo che i testi mi servono per il 23 c.m. Volevo anche pregarti di lasciar perdere cose tipo “tutti quei baci che ho dato / non vanno via col bucato”. Non vorrei troppi messaggi pubblicitari. Buona invece l’idea del “Ritorno del figlio della donna per amico”. Naturalmente, l’accordo è come sempre”.

MOGOL: “Caro Lucio, ho ricevuto la tua cassetta ma non ho ancora avuto il tempo di sentirla. Mi sento in gran forma, sai, ma è un periodo infernale: ho da scrivere i testi per quattro nuovi cantautori, il riciclaggio di due vecchi, le cover-versions dei Sex Pistols e dei Visage, qualche produzione ed anche il copione della recita scolastica di mio figlio. Il primo week-end libero, comunque, mi ci metto”.

BATTISTI: “Giulio caro, ti ricordo che mi servono per il 23 c.m. e , già che ci sono, ti dico che se lasci fuori storie di campagnoli scemi e voyeurs di provincia darebbe meglio. Ho un’età, ormai, e a queste cose ci tengo. Sai com’è.”

MOGOL: “Lucio caro, qui in brughiera è tutto bellissimo. I fiori sbocciano, le mucche pascolano con la serena voluttà degli inconsapevoli e tutto questo mi fa sentire sempre più giovane. Non ho ancora sentito bene la cassetta, ma ho in mente una storia che non è male. Lui è un modesto impiegato con sogni di gloria, lei è la segretaria del principale: sanno che non riusciranno mai ad essere veramente felici nutrendosi di soli sogni, e allora si sposano e mettono al mondo sei bambini. Forse è un po’ cliché, ma funziona. Che ne dici?”

BATTISTI: “Giulio, il 23 si avvicina e tu perdi tempo. Me li fai o no questi testi?”

MOGOL: “Lucio, senti questa. Un maestro elementare sulla cinquantina scopre che la figlia è scappata con un gruppo punk, che il figlio si droga e che la moglie per vedere la tv a colori è fuggita col proprietario di un negozio di elettrodomestici. Lui impazzisce, si mette con quella del terzo banco a destra, ma quando scopre che è già sposata, fugge a New York e diventa una star di Broadway. La morale è che essere giovani è bellissimo, ma difficile”.

BATTISTI: “Caro Rapetti, mi farai impazzire! Perché essere così ermetici? Ho la sensazione che tu mi voglia dire qualcosa. Quel ritornello finale, per esempio: “Il re di denari non può più aspettare / il tempo corre e il costo della vita sale / A buon intenditor poche parole / Che siano giuste e niente sòle”. Che fai, non ti fidi?”

MOGOL: “Caro Battisti, è vero, il re di denari è un messaggio. Certo, una volta mi venivano meglio, ma non è questo il punto. Come sai, il costo della vita aumenta. Questi nuovi cantautori non vendono niente, quelli riciclati poco di più, la sigla dei Cosmos mi è stata bocciata, l’inno islamico per il ramadan è stato accettato ma mi pagheranno fra sei mesi e forse in nocciole. Ebbene, ciò che ti chiedo, a parte di restituirmi la canna da pesca e la pompa della bici, è di aumentare i miei introiti, specie considerando le energie profuse per te in tutti questi anni e il tempo sprecato a parlare di prati fiori e amori, invece di dedicarlo alla chiropratica applicata e al metodo della partita doppia”.

BATTISTI: “Rapetti caro, qui manca una settimana al 23 e tu fai il sofista. Fra l’altro la tua ultima storia, quella del garzone che si innamora della spesa e si licenzia per non portarla ogni giorno ad un cliente diverso, non va proprio, già sentita. Una bella canzone sullo stare a casa no? Datti da fare, su. Per la percentuale, lo sai, poi ci mettiamo d’accordo.”

MOGOL: “Battisti caro, la fretta che mi metti è eccessiva. Tanto più che ho appena concluso un contratto per scrivere dei cartoncini d’auguri, i bigliettini dei dolci cinesi e quelli dei Baci Perugina, ed il tempo che mi rimane è poco. Comunque mi sento molto giovane. Per quella cosa, però, perché non ci accordiamo prima?”

BATTISTI: “Rapetti, trovo assurda la tua mancanza di fiducia in me. E cos’è quella strofa “Non dividere a metà / è il cancro della società”? Meno voli pindarici, vecchio mio. Buona invece quella “A sorpresa sei tornata / che splendore di serata / Non andare mai più via / o è la fine, bella mia”. Sbrigati”.

MOGOL: “Battisti, due parole per dirti che mi sento molto giovane ma molto povero”.

LEGALE DI BATTISTI: “Egregio dottor Rapetti, prima che lei ritorni nel grembo materno, in qualità di legale del sig. Battisti, vorrei informarla che la sua venalità è sconcertante, e che, essendo comunque i francobolli aumentati ancora, il gioco non vale più la candela.”

Nel 1982, Battisti si affiderà per i testi delle sue canzoni alla moglie Grazia Veronesi che li firma con lo pseudonimo di Velezia (VEronesi LEtizia GraZIA). Il primo album del nuovo corso esce a settembre e si intitola “E già”.

La foto della settimana

Lucio Battisti e Mogol (alias Giulio Rapetti) in una foto relativa al periodo della loro collaborazione durata 15 anni (Foto da Google Immagini)