testata
Archivio Editoriali - 28 Maggio 2021
a cura di Fiorenzo Pampolini

1971: LE CANZONI SI ALLUNGANO A 4 E PIU' MINUTI... E NEL 1969, ALLA RADIO, C'E' "CANZONI PER L'EUROPA"

Cari amici, nel 1971 prende corpo la tendenza di allungare le canzoni oltre i classici 3 minuti ed arrivare anche a 4 o più minuti. L’ipotesi sembra avvalorata dal successo che è toccato negli ultimi tempi a diverse canzoni di durata notevolmente superiore alla media.

“Bugiardo e incosciente” per esempio, lanciata da Mina, è lunga sei minuti e 16 secondi, “Tutt’al più”, il bel brano di Migliacci e Pintucci che Patty Pravo propose a Canzonissima, dura 4’29”, “Non andare via” della stessa Patty, 4’46”.

Si possono citare altresì le due più recenti composizioni di Lucio Battisti, “Anna” (4’37”) ed “Emozioni” (4’44”), “L’appuntamento”, che Ornella Vanoni tenne a battesimo a Venezia, e “L’uomo e la valigia” di Mino Reitano: anche queste ultime scavalcano tranquillamente i quattro minuti.

Almeno in Italia, prima, ogni precedente tentativo di canzone lunga aveva trovato ospitalità soltanto nei 33 giri. Per la prima volta nel 1970, venuti allo scoperto con il disco a 45 giri, questi tentativi hanno trovato il favore del pubblico. All’estero invece la maxi-canzone vanta già una produzione normale da tempo: sarà sufficiente ricordare ad esempio certi dischi di Jimi Hendrix, di James Brown, quelli dei Creedence Clearwater Revival, che vanno persino dagli 8 ai 10 minuti. In Gran Bretagna è apparso sul mercato un microsolco a 45 giri con una canzone che prosegue anche nella seconda facciata.

È lecito chiedersi adesso il perché, visto che questo fenomeno prende sempre più consistenza. All’origine troviamo il desiderio di rinnovamento che ha caratterizzato negli anni ’60 tutta la produzione musicale inglese e americana: la ricerca di un linguaggio nuovo che rompesse i vecchi schemi, le formule tradizionali e che mettesse a frutto le più disparate esperienze precedenti.

Furono proposte così al pubblico dei consumatori, composizioni dentro le quali erano riconoscibili di volta in volta temi jazzistici, di musica classica, canti popolari, spirituals e persino reminiscenze operettistiche, ossia brani che per la loro comprensibile complessità duravano assai di più che la solita canzoncina di consumo.

Questo tipo di produzione contestataria trovò eco in larghissimi strati del pubblico giovane che avvertiva già chiaramente la noia delle canzoni convenzionali, e che mostrava un crescente interesse per i contenuti. Con il prevalere del genere beat si notò quindi che i giovani, nei ritrovi danzanti tipo Piper, manifestavano una palese insofferenza per i pezzi brevi, dotati di un unico spunto musicale: una volta scatenati, i ballerini volevano restare sulle piste illuminate il più a lungo possibile.

E dunque funziona sempre di più la canzone lunga, il pezzo dentro il quale gli autori cercano di mettere tutto ciò che è possibile, il tema melodico come il tema ritmico, la frase musicale scatenante come quella che invita guancia a guancia. Tre minuti, insomma, non bastano più né a chi scrive le canzoni né coloro ai quali sono destinate.

Dieci anni prima, alla radio, vanno in onda le selezioni di “Canzoni per l’Europa”, una nuova manifestazione canora alla quale partecipano sette Stati europei (Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Germania, Benelux, Spagna e Italia) con otto canzoni ciascuno. Da non confondere con l’Eurofestival (che oggi si chiama “Eurovision Song Contest”) che è un’altra cosa.

Per la scelta delle otto canzoni italiane che parteciperanno alla selezione finale, la radio italiana ha organizzato una manifestazione piuttosto originale: ha commissionato 27 testi poetici ad altrettanti famosi personaggi del mondo letterario, da Quasimodo ad Accrocca, da Bartolini a Rea, da Buzzati a Rocca, ecc.

Questi testi poetici sono poi stati affidati ad alcuni compositori, come Kramer, Canfora, Polito, Modugno, D’Anzi, Rossi, ecc. Le 27 canzoni così ottenute sono state presentate in tre gruppi di nove ciascuno, nelle serate del 23 e 30 aprile e del 7 maggio. Il pubblico è stato invitato a manifestare le proprie preferenze mediante il solito sistema della cartolina postale.

Dopo un secondo passaggio delle 27 canzoni, rimarranno in gara soltanto le prime sedici classificate riproposte il 4 e l’11 giugno. Mediante i voti degli ascoltatori, ne verranno selezionate otto che saranno le composizioni italiane concorrenti al festival internazionale “Canzoni per l’Europa” che si concluderà il 1° luglio. Per l’Italia, vincerà Luciano Virgili.

E a proposito di festival europei, concludiamo questa nota con i nostri complimenti ai Måneskin, che la scorsa settimana hanno vinto l’edizione 2021 dell’Eurovision Song Contest. Una vittoria che arriva a 31 anni dal primo posto di Toto Cutugno nel 1990, e a 57 anni dal primo posto di Gigliola Cinquetti nel 1964. Bravi i Måneskin che hanno finalmente riportato l’Italia al primo posto della manifestazione europea.

La foto della settimana

Maggio 1971: ricordiamo ancora la grande Milva che 50 anni fa era protagonista in TV, insieme a Gino Bramieri, della commedia musicale in tre puntate “Mai di sabato, signora Lisistrata”, nuovo adattamento di “Un trapezio per Lisistrata”, di Garinei e Giovannini, degli anni ’50.