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Archivio Editoriali - 28 Marzo 2020
a cura di Fiorenzo Pampolini

MARZO 1960: EUROFESTIVAL E HIT PARADE. "ROMANTICA" SOLO ALL'OTTAVO POSTO, MA VENDE MOLTI DISCHI

Cari amici, martedì 29 marzo 1960, si svolge a Londra il “Gran Premio Eurovisione 1960 della Canzone Europea”, che la TV italiana manda in onda in diretta alle ore 22, con il commento di Giorgio Porro, mentre la presentatrice sul palco è Katie Boyle.

Londra fornì l’ambientazione per questa edizione, nonostante il fatto che l’anno prima vinsero i Paesi Bassi. Ma l’emittente nazionale olandese comunicò di non volere ospitare l’evento, così l’onore (e l’onere) passò al Regno Unito, che era arrivato secondo nel 1959.

La manifestazione, giunta alla sua quinta edizione, ha ormai una notevole risonanza nel mondo della musica leggera, perché presenta annualmente in una rapida rassegna, il meglio della produzione canzonettistica europea, o almeno quelle composizioni che gli stessi Paesi partecipanti ritengono più qualificate ad un’affermazione internazionale.

Il “Gran Premio Eurovisione”, infatti, è organizzato dalle nazioni aderenti alla U.E.R. (Union Européenne de Radiodiffusion), e ciascuna di esse sceglie la canzone da iscrivere al concorso in base ad un proprio sistema: in Francia e in Gran Bretagna, per esempio, vengono indette apposite selezioni sul piano regionale che portano a una finalissima nazionale, in Italia si sceglie la canzone vincitrice di Sanremo, e così via.

Nel 1960, le composizioni in gara sono 13, cioè una per ciascun Paese aderente alla U.E.R., che celebra in quest’anno il decennale della fondazione. Questi Paesi sono Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Gran Bretagna, Principato di Monaco, Olanda, Svezia, Norvegia, Francia, Svizzera, Lussemburgo e Italia.

Le 13 giurie (una per ogni Paese partecipante) sono formate ognuna da 10 membri, e devono essere, a norma di regolamento, rappresentative degli ascoltatori, e non possono avere nessun componente che sia compositore o editore di musica. Ciascuna giuria, poi, non può votare per la canzone del proprio Paese.

Nessun premio per il vincitore, ma solo un prestigioso souvenir che consiste nella medaglia originale creata nel 1957 dal prof. Hans Mettel. L’organismo televisivo del Paese che ospita di anno in anno il “Gran Premio Eurovisione” mette a disposizione dei partecipanti un proprio complesso con un direttore d’orchestra. Ciascuna nazione concorrente ha la facoltà di inviare oltre al proprio cantante anche un direttore. L’Italia, per esempio, che partecipa con “Romantica”, cantata da Renato Rascel, ha inviato a Londra il maestro Angelini. L’orchestra messa a disposizione dalla BBC è quella di Eric Robinson, formata da 42 elementi.

Rispetto alle precedenti edizioni, c’è una sola novità riguardante le giurie. Infatti, un’ora circa prima della trasmissione televisiva, le tredici canzoni concorrenti vengono loro fatte ascoltare in anteprima col solo audio. Ma vediamo ora l’elenco dei partecipanti in ordine crescente di classifica.

13. Lussemburgo (Camillo Felgen, “So laang we’s du do bast”), punti 1
12. Paesi Bassi (Rudi Carrell, “Wat Een Geluk”), punti 2
10 ex aequo. Danimarca (Katy Bodtger, “Det var en yndig tid”), punti 4
10 ex aequo. Svezia (Siw Malmkvist, “Alla andra far varann”), punti 4
8 ex aequo. Italia (Renato Rascel, “Romantica”), punti 5
8 ex aequo. Svizzera (Anita Traversi, “Cielo e mare”), punti 5
7. Austria (Harry Winter, “Du hast mich so fasziniert”), punti 6
6. Belgio (Fud Leclerc, “Mon amour pour toi”), punti 9
4 ex aequo. Germania Ovest (Wyn Hoop, “Bonne nuit, ma chérie”), punti 11
4 ex aequo. Norvegia (Nora Brockstedt, “Voi-voi”), punti 11
3. Principato di Monaco (François Deguelt, “Ce soir-là”), punti 15
2. Regno Unito (Bryan Johnson, “Looking high, high, high”), punti 25
1. Francia (Jacqueline Boyer, “Tom Pillibi”), punti 32

Vince dunque la Francia che dovrà quindi organizzare l’edizione successiva che si svolgerà infatti a Cannes nel 1961.

Intanto la classifica dei dischi più venduti alla fine di marzo di 60 anni fa, vede tra i primi 10, alcuni titoli di grande successo, che testimoniano il radicale cambio dei gusti musicali del decennio appena iniziato. Al decimo posto c’è “Kriminal tango” di Roby Guareschi, al nono “Personalità” di Caterina Valente, all’ottavo “Mr. Blue” dei Fleetwoods, al settimo “Marina” di Rocco Granata, al sesto “Why” di Frankie Avalon.

Tony Dallara, reduce dalla vittoria al Festival di Sanremo, è al quinto posto con “Romantica”, e da Sanremo arriva anche la canzone al quarto posto, “Quando vien la sera”, di Joe Sentieri. Salendo sul podio, ritroviamo al terzo posto “Marina”, questa volta nella versione di Marino Marini, secondo posto per Paul Anka con “It’s time to cry”. Primo posto per Conway Twitty con la scatenata “Danny boy”.

E, tornando ai nostri giorni, concludiamo questa nota inviando alla grande Mina i nostri migliori auguri per i suoi splendidi 80 anni. Ma vogliamo anche inviare l’ultimo saluto al grande Detto Mariano, compositore, arrangiatore, paroliere, pianista, produttore discografico ed editore musicale, insomma, una vita per la musica. Aveva 83 anni. Addio, Mariano, e grazie per tutte le belle canzoni che ci hai regalato.

E mentre stavo per chiudere questo pezzo, è arrivata la notizia che, dopo una lunga malattia, ci la lasciato Mirna Doris. Annunziata Chiarelli (questo il vero nome della cantante napoletana) aveva 79 anni. La ricordiamo vincitrice due anni consecutivi al Festival di Napoli, nel 1968 con “Core spezzato” (insieme a Tony Astarita) e nel 1969 con “Preghiera a ‘na mamma (insieme ad Aurelio Fierro). Addio, Mirna, protagonista per molti anni della scena musicale napoletana e nazionale.