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Archivio Editoriali - 28 Febbraio 2020
a cura di Fiorenzo Pampolini

FESTIVAL DI SANREMO 1970. VINCE CELENTANO, LE RIVELAZIONI ROSALINO E RICCHI E POVERI

Cari amici, torniamo questa settimana sul Festival di Sanremo 1970, del quale abbiamo iniziato a parlarvi sabato scorso, e vediamo come si svolse la serata finale di sabato 28 febbraio, in onda alle ore 21 in Eurovisione sul Programma Nazionale, e alla radio sul Secondo Programma. Presenta Nuccio Costa con Ira Fürstemberg ed Enrico Maria Salerno, la regia è di Enrico Moscatelli.

La scaletta prevede in sequenza l’esecuzione delle 14 canzoni finaliste, e subito dopo la ripetizione dei brani da parte del secondo interprete. Ecco l’elenco (in ordine di uscita):

L’amore è una colomba (Marisa Sannia, Gianni Nazzaro)
L’arca di Noè (Sergio Endrigo, Iva Zanicchi)
Canzone blù (Tony Renis, Sergio Leonardi)
Sole, pioggia e vento (Luciano Tajoli, Mal)
La spada nel cuore (Little Tony, Patty Pravo)
Re di cuori (Caterina Caselli, Nino Ferrer)
Eternità (Ornella Vanoni, I Camaleonti)
Tipitipitì (Orietta Berti, Mario Tessuto)
La prima cosa bella (Nicola Di Bari, Ricchi e Poveri)
Taxi (Anna Identici, Antoine)
Hippy (Fausto Leali, Carmen Villani)
Romantico blues (Gigliola Cinquetti, Bobby Solo)
Pa’ diglielo a ma’ (Nada, Rosalino Cellammare)
Chi non lavora non fa l’amore (Adriano Celentano, Claudia Mori)

E veniamo alla classifica finale. Quattordicesimo posto per “Re di denari” (24 punti), tredicesimo per “Canzone blù” (28), dodicesimo per “Hippy” (37), undicesimo per “L’amore è una colomba” (44), nono a pari merito per “Tipitipitì” e “Sole, pioggia e vento” (52), ottavo per “Taxi” (61), settimo per “Pa’ diglielo a ma’ (70), sesto per “Romantico blues” (96), quinto per “La spada nel cuore” (133), quarto per “Eternità” (233).

Saliamo sul podio: al terzo posto, con 296 punti, si classifica “L’arca di Noè”, di Endrigo, interpretata da Sergio Endrigo e Iva Zanicchi. Al secondo posto, con 309 punti, “La prima cosa bella”, di Mogol-Di Bari, interpretata da Nicola Di Bari e dai Ricchi e Poveri.

Vince la ventesima edizione del Festival di Sanremo, con 344 punti, “Chi non lavora non fa l’amore”, di Beretta-Del Prete-Celentano, interpretata da Adriano Celentano e Claudia Mori.

Ancora una volta, Sanremo ha pagato in ritardo. Buttato fuori nel 1966 con “Il ragazzo della via Gluck”, secondo nel 1968 con “Canzone”, Adriano Celentano si è imposto al Festival del ventennale. “Chi non lavora non fa l’amore” parla delle conseguenze familiari dello sciopero senza tuttavia assumere una netta posizione. Ed è stata la moglie Claudia Mori a recitare la parte della rivelazione nella prima serata, mentre per la finale il mattatore è tornato ad essere lui.

Una seconda rivelazione è rappresentata dagli interpreti de “La prima cosa bella” Nicola di Bari e i Ricchi e Poveri. Il gruppo vocale genovese era stato collocato nel cast all’ultimo minuto su pressione del “sindacalista musicale” Edoardo Vianello.

Patty Pravo, all’annuncio che la sua canzone “La spada nel cuore” aveva dominato nella prima serata, è scoppiata in lacrime. Il suo partner Little Tony si lamenta invece del fatto che la stampa lo ignora. “Io capisco che lei fa più notizia di me perché è una donna, debuttante al Festival, ma ignorarmi del tutto è una cattiveria”. Si consolerà con le vendite dei dischi, molto più alte rispetto alla versione della ragazza del Piper.

Per l’esercito dei giovani quella del Sanremo 1970 non è stata una grande edizione. Su una massiccia schiera di nomi nuovi l’industria del disco aveva investito parecchie decine di milioni, ma un solo nome veramente nuovo è rimasto agganciato al gruppo dei finalisti, quello di Rosalino Cellammare, sedici anni e mezzo, pavese, studente… il futuro Ron.

Mina e Morandi, benché a Sanremo non si siano visti, sono riusciti ugualmente a tener banco. Mina, con il matrimonio col giornalista romano Virgilio Crocco, ha indispettito i “patron” sanremesi per aver sottratto loro, alla vigilia del Festival, le prime pagine dei quotidiani. A Sanremo, tra l’altro, c’era tra i direttori d’orchestra Augusto Martelli e tra i discografici il padre di Mina, interessato all’esibizione del complesso I Domodossola.

Gianni Morandi ha perso, con il suo rifiuto di scendere in gara, l’occasione anche di vincere il Festival. La canzone “La prima cosa bella”, se interpretata, come doveva essere, dal mattatore di Canzonissima non avrebbe avuto difficoltà ad imporsi. Ottima chance anche per Tony Renis, che è riuscito a collocare la sua “Canzone blù” nel repertorio di Tom Jones.

Tra gli ospiti fuori gara del Festival di Sanremo 1970, da segnalare la presenza di Nino Manfredi, che lancia da qui una sua versione di “Tanto pe cantà”, storica canzone di Ettore Petrolini, composta nel 1932, e che l’attore romano porterà per diverse settimane in Hit Parade.

Inoltre, in occasione del ventennale, gli organizzatori del Festival hanno voluto aggiungere una serata (che si svolse domenica 22 febbraio) per rievocare le canzoni vincitrici delle 19 edizioni precedenti e radunando molti dei protagonisti di allora, come Carla Boni, il Duo Fasano, Giorgio Consolini, Flo Sandon’s, Achille Togliani, Gino Latilla e Tullio Pane.

Infine, una conseguenza pratica dello spostamento a fine febbraio del Festival. Fino all’anno prima, il vincitore del Festival accedeva automaticamente a rappresentare l’Italia all’Eurofestival, ma lo spostamento in avanti di un mese, pregiudica i tempi, e dunque si decide che dal 1970 sarà il vincitore di Canzonissima a scendere in gara per il Festival Europeo che si terrà il 21 marzo. Ecco dunque pronto Gianni Morandi che gareggerà ad Amsterdam con “Occhi di ragazza”, scritta per lui da Sergio Bardotti e Lucio Dalla. Ne riparleremo nelle prossime settimane.

Ed anche per oggi è tutto.

Rinnoviamo il consueto appuntamento per la prossima settimana, e cerchiamo di superare questo momento di apprensione per il nostro Paese e per il mondo intero, rasserenandoci con la musica.