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Archivio Editoriali - 27 Marzo 2010
a cura di Fiorenzo Pampolini

CIAK! VINCE DON BACKY. CANZONE, POESIA E FRASI D'AMORE NELL'IMMENSITA'

Cari amici, questa settimana il nostro editoriale prende spunto dalla televisione dei nostri giorni. Continuano ad avere ottimi risultati di ascolto le trasmissioni che ricordano gli anni d’oro del nostro amato 45 giri. In queste settimane, è in onda ogni venerdì su Raiuno, “Ciak! Si canta”. Lo spettacolo, condotto dalla coppia del momento Pupo-Emanuele Filiberto, è giunto alla sua seconda edizione, e nasce dall’idea di abbinare un video, realizzato ai giorni nostri, ai grandi successi della musica italiana degli anni Sessanta e Settanta. Una giuria di volti noti di Raiuno, vota per eleggere la miglior produzione della serata. Si vota per il video, ma è inevitabile l’accostamento alla canzone.

La scorsa settimana, il video più votato è stato quello di Don Backy, che, sulle note della splendida Canzone, terza classificata al Festival di Sanremo 1968, ha messo in scena una storia commovente che ha ricordato la triste pagina della deportazione degli ebrei, a seguito delle leggi razziali firmate dal governo italiano durante la dittatura fascista.

Il video ha fornito l’occasione ad Emanuele Filibero per scusarsi pubblicamente con gli italiani per la firma apposta dal suo bisnonno su quelle leggi vergognose, e ci ha dato modo di riascoltare una delle più belle canzoni di Don Backy, che non aveva potuto interpretarla sul palcoscenico di Sanremo in quanto proprio in quel periodo, per le note vicende, si era staccato dal Clan di Celentano, e quindi fu portata in gara dallo stesso Celentano in coppia con Milva.

Don Backy (all’anagrafe Aldo Caponi) è nato a Santa Croce sull’Arno nel 1939. Da ragazzino strimpella la chitarra, e resta affascinato dal film “Senza tregua il rock and roll”. Alla fine degli anni Cinquanta, scrive a Mario Riva, popolare presentatore della trasmissione TV “Il musichiere”, che aveva dato vita anche ad un omonimo settimanale dedicato alla musica, alla radio e alla TV. La rivista dedica un articolo ad Aldo, che all’epoca si faceva chiamare Agaton. Così, decide di autoprodursi il suo primo 45 giri che risale al 1960, con le canzoni Volo lontano e Solo con te, interpretate insieme al suo gruppo “I Pirati”.

Dopo un secondo 45 giri, nel 1962 scrive La storia di Frankie Ballan, una sorta di ballata western che costituisce la facciata A del suo nuovo singolo. Viene notato dal maestro Detto Mariano che lo segnala a Celentano, il quale aveva appena fondato la sua nuova casa discografica, il Clan. Ci vuole un po’ di tempo per convincere Adriano, ma poi, grazie anche all’intercessione della fidanzata Milena Cantù, si decide ad arruolare Aldo nel Clan, facendolo partecipare alla prima edizione del Cantagiro nel girone dei giovani. Quell’anno (era il 1962), Celentano vince il Cantagiro, ma anche per Don Backy (questo il nuovo nome d’arte scelto dal Clan Celentano) ci fu un buon piazzamento in classifica (secondo tra i giovani, dietro a Donatella Moretti).

Nel 1963, torna al Cantagiro fuori gara (in qualità di ospite d’onore) con la canzone Amico, e partecipa insieme a Celentano al film “Il monaco di Monza” con Totò, rivelandosi anche come attore. Nel 1964 è presente ad Asiago, alla prima edizione del Festivalbar che si aggiudica con "Io che giro il mondo". Anche la sezione "giovani" venne vinta da un artista del Clan, Pilade.

Don Backy è ormai un cantante affermato: al Festival di Sanremo del 1967, in coppia con Johnny Dorelli, ottiene un vasto consenso con L’immensità, forse la sua canzone più bella, che si classifica soltanto nona nella serata finale, ma che conquista ben presto le prime posizioni della Hit Parade e si trasforma in un evergreen ancora oggi ricordato da tutti. Pochi mesi dopo, Don Backy è in gara al Festival di Napoli.

L’anno successivo è secondo e terzo al Festival in qualità di autore, rispettivamente con Casa bianca, proposta da Ornella Vanoni e Marisa Sannia, e con la già citata Canzone. Intanto, a seguito di contrasti con Celentano, lascia il Clan, e fonda una sua etichetta discografica, la Amico.

Negli anni successivi, Don Backy torna a Sanremo e partecipa alle più importanti gare canore del periodo, come “Canzonissima”. Citiamo ancora qualche titolo, di nuovo una serie di belle canzoni, come Un sorriso, Frasi d’amore, Cronaca, Bianchi cristalli sereni. Nel 1974, è a Saint Vincent, semifinalista di “Un disco per l’estate” con Amore non amore. Dal 1960 al 1983, ha inciso 38 dischi a 45 giri, mentre è recentissima la pubblicazione del suo sedicesimo album, “Il mestiere delle canzoni”, recensito nel nostro sito da parte dell’amico Manlio.

Ma Don Backy non è soltanto un grande della nostra musica leggera, è anche attore cinematografico (ha preso parte a 24 film tra il 1963 e il 2009), e ha scritto diversi libri, il primo dei quali, “Io che miro il tondo”, è del 1967. Mentre l'ultimo (uscito in questi giorni) è il secondo volume della trilogia "Storia di altre storie".

Don Backy ha vinto anche il nostro sondaggio relativo alla prima fase di “Canzonissima 1969”, ed ora per lui la grande soddisfazione di vincere con un punteggio molto alto, la seconda puntata di “Ciak! Si canta!”.

Complimenti, Don! Le tue canzoni, quelle di ieri come quelle di oggi, continuano a trasmetterci qualcosa di magico. D’altra parte, come dici tu, questo è “Il mestiere delle canzoni”: nella tua Canzone c’è la Poesia delle Frasi d’amore, c’è la Cronaca di Un sorriso, la Fantasia di un Sogno, la Nostalgia di una Casa bianca, insomma, c’è la grande emozione di sentirci come Bianchi cristalli sereni in questa grande Immensità