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Archivio Editoriali - 27 Febbraio 2010
a cura di Fiorenzo Pampolini

SANREMO IN HIT PARADE. DAL PALCOSCENICO AI NEGOZI DI DISCHI - PT. 1

Cari amici, anche la sessantesima edizione del Festival di Sanremo è giunta alla sua conclusione. Per il secondo anno consecutivo, la vittoria è andata alla Sardegna e ad un concorrente di “Amici”, il talent-show di Maria De Filippi. Infatti, il diciannovenne Valerio Scanu ha conquistato il primo posto con la canzone Per tutte le volte che, mentre il secondo posto è andato a Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici con Italia, amore mio. Terzo posto per il giovane Marco Mengoni, già vincitore di “X Factor”, con Credimi ancora.

Fin qui, la classifica ufficiale, quella scaturita dal televoto degli ascoltatori. A questo proposito, mi si consenta di esprimere la mia opinione personale sulla validità di questo sistema di votazione, non tanto dal punto di vista della regolarità quanto piuttosto dal punto di vista del metodo. Il televoto infatti dovrebbe essere aperto non prima di aver ascoltato tutte le canzoni da votare, altrimenti chi canta prima risulta favorito.

Ma torniamo alle classifiche. Ora il responso passa alle radio, agli acquirenti di dischi e agli internauti che acquistano musica in rete. Da una prima valutazione che ascoltavo oggi su Radio Italia Solo Musica Italiana, sembra che al momento in testa alle classifiche del dopo Sanremo ci sia Marco Mengoni, e sicuramente un’ottima posizione avranno anche Malika Ayane e Noemi, le cui canzoni sono tra le più trasmesse dalle radio.

D’altra parte, spesso è stato così a Sanremo. E’ capitato con una certa frequenza che la canzone che si aggiudica il Festival non abbia lo stesso risultato nella Hit Parade. Ed allora, torniamo indietro nel tempo, e mettiamo a confronto i risultati del Festival con quelli di vendita dei relativi dischi.

Nelle prime due edizioni (1951 e 1952), i 78 giri delle canzoni vincitrici, rispettivamente Grazie dei fiori e Vola colomba, entrambi interpretati da Nilla Pizzi, risultano anche al primo posto in Hit Parade tra le canzoni sanremesi. Conquista la Hit Parade anche Domenico Modugno con Nel blù dipinto di blù (1958), un singolo che venderà oltre 22 milioni di copie in tutto il mondo, ed anche nel 1959 lo stesso Modugno, vincitore con Piove, sarà primo anche nelle classifiche di vendita.

Gli anni Sessanta si aprono con la vittoria sanremese di Tony Dallara e Renato Rascel con Romantica, che risulta essere anche il singolo più venduto nei negozi di dischi, mentre nel 1961, Luciano Tajoli e Betty Curtis, vincitori con Al di là, sono superati in Hit Parade da Pino Donaggio (Come sinfonia), Adriano Celentano (24.000 baci), Milva (Il mare nel cassetto) e Gino Paoli (Un uomo vivo).

Nel 1962, Domenico Modugno e Claudio Villa vincono il Festival con Addio addio, ma il vincitore morale è Tony Renis con Quando quando quando, un motivo a tempo di samba che avrà un travolgente successo anche internazionale. Anche Milva con Tango italiano venderà più dei vincitori. Nel 1963, il Festival paga il suo debito a Tony Renis assegnandogli la vittoria, in coppia con Emilio Pericoli, con la canzone Uno per tutte, ma venderanno di più Pino Donaggio e Cocky Mazzetti con il twist <="">

Nel 1964, il Festival viene sottoposto alla cura Ravera. Il nuovo patron coinvolge i discografici che scelgono le canzoni da portare in gara, e quindi sono moltissime le canzoni che ritroviamo in Hit Parade. Buon risultato per la vincitrice Gigliola Cinquetti con Non ho l’età, ma la rivelazione Bobby Solo va ancora meglio con Una lacrima sul viso. Tra gli stranieri, scesi in massa a Sanremo per ridare vigore alla manifestazione, il migliore è Paul Anka con Ogni volta.

Wilma Goich e The New Christie Minstrels con Le colline sono in fiore, sorpassano di poco il vincitore del 1965 Bobby Solo con Se piangi, se ridi. Nel 1966, vincono Domenico Modugno e Gigliola Cinquetti con Dio, come ti amo, ma la vincitrice morale è Caterina Caselli che canta, in coppia con l’americano Gene Pitney, Nessuno mi può giudicare. Ed anche Adriano Celentano, eliminato alla prima serata con Il ragazzo della via Gluck, supera nelle vendite i vincitori.

Nessuna apparizione in Hit Parade per i vincitori del 1967, Claudio Villa e Iva Zanicchi, con Non pensare a me. Ma da quella edizione, escono moltissimi titoli da classifica, prima fra tutte Cuore matto di Little Tony, L’immensità di Johnny Dorelli, Pietre di Antoine, Proposta dei Giganti, Bisogna saper perdere dei Rokes e Lucio Dalla, Ciao amore ciao di Luigi Tenco, Io tu e le rose di Orietta Berti.

Siamo negli anni migliori di Sanremo, quelli dai quali escono moltissime canzoni indimenticabili. E per ora ci fermiamo qui, ma continueremo questa scorribanda nelle classifiche post-sanremesi la prossima settimana.

Concludo con una precisazione, relativa all’editoriale di sabato scorso. Quando ho parlato di brutte eccezioni nelle proposte attuali della musica italiana, ho scritto come esempio il nome di Emanuele Filiberto. L’aggettivo “brutto” era riferito, secondo una mia opinione personale, al testo della canzone presentata a Sanremo che ho trovato eccessivamente retorico soprattutto in considerazione del fatto che a cantarlo fosse proprio il signor Savoia. Con altre parole, la composizione di Pupo potrebbe sicuramente definirsi una bella canzone, ma, ripeto, si tratta di una mia opinione, peraltro smentita da centinaia di migliaia di italiani che hanno votato per Italia, amore mio, facendole concludere la gara al secondo posto.

Ed ora eccoci agli auguri di Buon Compleanno, che questa settimana vanno a ...

27 febbraio: Mal (66 anni), Scarlett (48)
28 febbraio: Cocky Mazzetti (73), Nanni Svampa (72), Claudio Mattone (67)
1 marzo: Barbara a Lory (64)
2 marzo: Jolanda Rossin (71), Lou Reed (68), Jon Bon Jovi (48)
3 marzo: Lys Assia (84), Antonella Bucci (39)
4 marzo: Bruna Lelli (71), Lucio Dalla (67), Chris Rea (59), Umberto Tozzi (58), Riccardo Sinigallia (40)
5 marzo: Aura D’Angelo (71), Richard Sanderson (57), Pacifico (46), Fedele Boccassini (45)

Fiorenzo Pampolini per 45Mania
Sabato 27 Febbraio 2010

LE NEW ENTRY DELLA SETTIMANA

Digerito anche per quest'anno il Festival di Sanremo, divenuto ormai succursale dei discutibili talent show ed ostaggio di un sistema di votazioni a dir poco ridicolo, vediamo quali sono stati i risultati che invece i nostri navigatori hanno decretato senza alcuna pressione esterna, in riferimento alla categoria "Nuova generazione". Al primo posto si è classificata Nina Zilli con "L'uomo che amava le donne" (29% dei voti). Al secondo posto troviamo Nicolas Bonazzi con "Dirsi che è normale" (23%). Solo terzo il vincitore della classifica ufficiale Tony Maiello con "Il linguaggio della resa" (17%). Seguono poi Mattia De Luca con "Non parlare più" (9%), Luca Marino con "Non mi dai pace" e la giovanissima Jessica Brando "Dove non ci sono ore" (6%). Chiudono a pari merito I Broken Heart College con "Mesi", La Fame di Camilla con "Buio e luce", Jacopo Ratini con "Su questa panchina" e Romeus con "Come l'autunno" con il 3% dei voti.

Vedremo se le classifiche terranno conto delle canzoni del Festival. Per il momento rimangono negli occhi le contestazioni dell'orchestra e del pubblico in sala in merito alla classifica finale della manifestazione (mai successa una cosa del genere!!) ed un articolo apparso domenica scorsa su "Repubblica" nel quale il noto critico musicale Gino Castaldo si chiede se ci sia ancora un senso invitare a Sanremo autori come Enrico Ruggeri e Fabrizio Moro, Toto Cutugno e Nino D'Angelo.

A Sanremo non è stato accettato (e viste come sono andate le cose è stato un bene) Don Backy, che però non perde altro tempo e pubblica un suo nuovo CD che recensiamo questa settimana. Sapete che il nostro sito non recensisce Compact Disc, ma quando si tratta di un lavoro di Don Backy si fa sempre eccezione.  Don Backy è sempre stato un personaggio un po' fuori dal coro. Impermeabile a qualsiasi condizionamento o moda. Ed allora ogni sua uscita è per me sempre molto interessante. Anche questa volta Don Backy non mi ha deluso. Il suo CD è bellissimo e merita un grande successo. Speriamo che non venga troppo penalizzato dalla distribuzione e dalla promozione, perché sarebbe un vero peccato.