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Archivio Editoriali - 26 Marzo 2011
a cura di Fiorenzo Pampolini

ANCORA CAMALEONTI. DAGLI ANNI '60 AD OGGI.

Cari amici, ecco dunque le carte d’identità dei Camaleonti pubblicate dalla rivista “Giovani” nel 1966.

Cognome Lavezzi De Ceglie Cripezzi

Manzoli

Macchia
Nome Mario Paolo Antonio Gerardo Livio
Nato a: Milano Foggia Milano Milano Bari    
il: 21 maggio 1944 29 novembre 1943 26 febbraio 1948 28 agosto 1944 9 novembre 1943
Altezza: 1,70 1,78 1,70 1,74 1,72
Peso: kg. 65 kg. 80 kg. 66 kg. 68 kg. 65
Capelli: castani castani castano-chiari biondi neri
Occhi: azzurri scuri marroni azzurri neri
Sport:   sollevamento pesi atletica leggera nuoto ginnastica
Hobby: chitarre antiche romanzi gialli cruciverba radiotecnica coltivare fiori
Strumento chitarra e canto batteria organo e canto chitarra-basso chitarra solista
Segno zodiacale Gemelli Sagittario Pesci Vergine Scorpione 

Negli anni successivi, la formazione dei Camaleonti subisce alcuni avvicendamenti. Della formazione del 1966, oggi sono ancora presenti Tonino Cripezzi e Livio Macchia.

Gerry lascia il gruppo nel 1982, mentre Mario Lavezzi abbandona i Camaleonti nel 1968 quando deve svolgere il servizio militare, e dopo si dedica all’attività di compositore. Paolo De Ceglie resta nel gruppo fino alla sua morte, nel 2004, anno nel quale scompare anche Riki Maiocchi.

Il grande successo per i Camaleonti arriva nel 1968 con la cover di Homburg dei Procol Harum (in italiano L’ora dell’amore), ai primi posti della Hit Parade per 13 settimane (1.600.000 copie vendute). E nello stesso anno, tornano in vetta prima con Io per lei (in gara al Cantagiro, dove si classificano al quarto posto) e subito dopo con Applausi (900.000 copie vendute).

Seguono altre partecipazioni alle varie gare canore del periodo come il Festival di Sanremo (1970, Eternità e 1973, Come sei bella) e “Un disco per l’estate”. In quest’ultima competizione, sono in gara nel 1972 con una canzone dal titolo decisamente fuori stagione, Tempo d’inverno, esclusa dalle finali di Saint Vincent, ma l’anno successivo saliranno sul podio dei vincitori con Perché ti amo.

Poi arrivano “Canzonissima”, edizione 1973, con l’inedito Amicizia e amore, “Un disco per l’estate” 1975 con Piccola Venere, e ancora due Sanremo: nel 1976 con Cuore di vetro e nel 1979 con Quell’attimo in più.

Insieme ai Dik Dik e a Maurizio Vandelli dell’Equipe 84, tornano a Sanremo nel 1993 con la canzone Come passa il tempo, che non accede alla serata finale ma ottiene comunque un discreto successo.

Nella loro lunga carriera, I Camaleonti hanno inciso tra il 1965 e il 1993 ben 39 dischi a 45 giri e 11 album. Poi sono passati ai CD. Oggi, insieme ai leader storici, Tonino Cripezzi e Livio Macchia, fanno parte del gruppo Valerio Veronese (nato nel 1958, chitarre e voce), Massimo Brunetti (tastiere e flauto) e Massimo Di Rocco (batteria).

E torniamo agli eventi musicali di 40 anni fa, per ricordare che dal 19 al 21 marzo si è svolta all’Antoniano di Bologna in diretta TV la tredicesima edizione dello Zecchino d’Oro, presentata da Mago Zurlì, alias Cino Tortorella. Primo posto per Il caffè della Peppina, interpretata dalle piccole Marina D’Amici e Simonetta Gruppioni.

Intanto Massimo Ranieri, vincitore di Canzonissima 1970 si prepara a partire per Dublino, dove il 3 aprile, è in programma la sedicesima edizione dell’Eurofestival o Gran Premio dell’Eurovisione. Ne parleremo nelle prossime settimane.