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Archivio Editoriali - 24 Febbraio 2018
a cura di Fiorenzo Pampolini

FEBBRAIO 1968. SANREMO E DINTORNI

Cari amici, a circa tre settimane dalla conclusione della 18esima edizione del Festival di Sanremo, la Hit Parade del 23 febbraio 1968 è interamente occupata dalle canzoni del Festival, almeno per quanto riguarda le prime otto posizioni, ovvero quelle illustrate da Lelio Luttazzi nell’appuntamento radiofonico del venerdì.

All’ottavo posto c’è Dino con “Gli occhi miei”, e al successo della canzone contribuisce anche la versione di Wilma Goich. Settimo posto per Anna Identici con “Quando m’innamoro”, sesto per Little Tony con “Un uomo piange solo per amore”.

Wilson Pickett e Fausto Leali sono gli interpreti di “Deborah” al quinto posto, mentre Marisa Sannia e Ornella Vanoni sono quarte con le rispettive versioni di “Casa bianca”. La canzone vincitrice del Festival (“Canzone per te” di Sergio Endrigo e Roberto Carlos) è al terzo posto.

L’altra “damigella d’onore” è “Canzone”, nella versione del suo autore Don Backy. Da notare che il pezzo era stato presentato al Festival da Milva e Adriano Celentano che aveva sostituito all’ultimo minuto Don Backy per la nota controversia tra i due. Ma il grande Don si prende la rivincita nei negozi di dischi dove la versione più venduta è la sua.

Canzone regina è “La tramontana”, che vende molto nella versione di Antoine (con lui a Sanremo c’era Gianni Pettenati). Il cantante francese si era rivelato al pubblico italiano nella precedente edizione di Sanremo con “Pietre”, ed ora il disco più venduto è il suo. “La tramontana” viene inoltre utilizzata come sigla finale di ciascuna delle quattro puntate di “Zucchero e cannella”, programma televisivo di Antoine registrato negli studi televisivi napoletani alla presenza di un centinaio di giovanissimi e scatenati fans.

E a proposito di sigle, ecco il nuovo singolo di Rita Pavone, “Pippo non lo sa”, versione riveduta e corretta di una canzone del 1939, che ora accompagna i titoli di una delle più seguite trasmissioni della “TV dei ragazzi”, il quiz per scolaresche “Chissà chi lo sa”, condotto da Febo Conti.

Intanto i Beatles sono in partenza per l’India dove studieranno meditazione in un monastero, ma prima di partire hanno inciso un 45 giri che uscirà il 15 marzo. Sul lato A di questo nuovo singolo c’è “Lady Madonna”, sul retro “The inner light”.

I Bee Gees conquistano il loro primo disco d’oro per aver venduto 2 milioni di copie di “Massachussetts”. I cinque ragazzi anglo-australiani non dormono però sugli allori, e pubblicano un nuovo singolo dal titolo “World”. Contemporaneamente, esce il loro nuovo 33 giri (etichetta Polydor) a carattere antologico dal titolo “Horizontal”, che, tra le altre, contiene anche le due canzoni che abbiamo citato prima.

Da noi, Ornella Vanoni è passata in meno di un mese dagli applausi di “Partitissima” che si era conclusa il 6 gennaio, al successo del Festival di Sanremo. E in attesa di un nuovo album, si gode anche il successo del 33 giri che porta il suo nome, edito dalla Ariston nel 1967, che contiene 12 grandi successi della cantante milanese, da “Tristezza per favore vai via” a “La musica è finita”, da “Ore d’amore”, cover del successo di Frank Sinatra “Over and over”, composta da Bert Kaempfert, a “Un’ora sola ti vorrei”, remake di una vecchia canzone del 1938.

Il sabato sera sul Programma Nazionale TV (oggi Raiuno) c’è “Delia Scala Story”, spettacolo musicale a puntate realizzato con la collaborazione di Amurri e Faele, l’orchestra diretta da Franco Pisano e la regia di Vito Molinari. Nel varietà, l’attrice, show-girl e ballerina (nata a Bracciano nel 1929 e scomparsa nel 2004) si racconta a 360 gradi, dai tempi dei suoi primi successi cinematografici, nel drappello delle interpreti di “Bellezze in bicicletta”. Delia Scala (vero nome Odette Bedogni) alterna ora il cinema al varietà, alla commedia musicale, alla TV, dove aveva ottenuto un grandissimo successo con l’edizione 1959 di “Canzonissima”, da lei condotta insieme a Paolo Panelli e Nino Manfredi.