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a cura di Fiorenzo Pampolini

NOVITA' ITALIANE E SUCCESSI INTERNAZIONALI DI 50 ANNI FA ED IL DEBUTTO FRANCESE DEGLI APHRODITE'S CHILD

Cari amici, 50 anni fa, mentre era in pieno svolgimento il torneo canoro di fine anno “Canzonissima” del quale torneremo ad occuparci nelle prossime settimane, le Case discografiche, in attesa degli inediti dello show televisivo, continuavano a sfornare nuovi dischi a 33 e a 45 giri.

Lucio Battisti, per esempio, non ha voluto attendere che “Balla Linda” sparisse dalle classifiche per presentare una nuova canzone, scritta in collaborazione con Mogol, dal titolo “Io vivrò”, che diventerà poi un classico della canzone italiana, riproposto anche da altri interpreti. Sul retro del 45 giri, edito dalla Ricordi, “La mia canzone per Maria”.

E’ ormai tradizione che Gianni Morandi, quando si tratta di preparare un 33 giri, aggiunga alle sue canzoni di successo, già incise in 45 giri, interpretazioni estemporanee. Questa volta per il suo quinto microsolco, dal titolo “Gianni 5”, edito dalla RCA, Morandi si cimenta con due grandi classici del passato, “Fumo negli occhi” e “Polvere di stelle”, in omaggio alla moda delle canzoni degli anni ’30, e c’è anche “In cerca di te” (meglio nota come “Solo me ne vo per la città” o “Perduto amore”), canzone italiana del 1945 scritta da Gian Carlo Testoni ed Eros Sciorilli.

Nell’album, si ritrovano anche due grandi successi del “ragazzo di Monghidoro”, ovvero “Chimera” che aveva segnato il ritorno di Morandi dal servizio militare, e l’inedita “Il giocattolo”, subito balzata ai primi posti della Hit Parade.

I Nomadi sembrano abbandonare l’atteggiamento contestatorio dei primi loro successi (“Come potete giudicar”, “Dio è morto”, “Noi non ci saremo”, “Un figlio dei fiori”), ed ora escono con un 45 giri etichetta Columbia sul cui lato A è incisa “Il nome di lei”, cover di “Gotta see Jane”, una canzone ricca di impianti psichedelici su un tema tradizionale. Sul retro del 45 giri “Per quando è tardi”.

Intanto sul Radiocorriere TV, Renzo Arbore ci racconta la curiosa ascesa al successo di tre ragazzi greci. Quello degli Aphrodite’s Child è, molto probabilmente, l’unico complesso del mondo che sia diventato famoso grazie ad uno sciopero. Provenienti da Atene e diretti in Inghilterra, terra promessa dei musicisti pop, i tre componenti del gruppo, all’inizio dell’estate 1968, restano bloccati a Parigi a seguito di uno sciopero degli aerei.

Nella città della Tour Eiffel, i tre vanno in giro per i club fino a quando qualcuno li ascolta e propone loro un contratto per un locale di Saint Tropez. Lì vengono notati da un discografico che, dopo una stagione molto movimentata sulla Costa Azzurra, fa incidere loro il primo 45 giri, quel “Rain and tears” che balza subito ai primi posti delle classifiche francesi e arriva poi anche in Italia.

La musica di questo pezzo è in origine una composizione del ‘600, il “Canon” dell’abate Pachelbel, che i ragazzi del gruppo hanno completamente riadattato secondo le loro esigenze. Il testo è stato scritto da uno di loro, Vangelis Papathanassiou, musicista che suona il flauto, l’organo e il vibrafono oltre a numerosi caratteristici strumenti greci. Con il batterista e cantante Lucas Sideras e col bassista Demis Roussos, ha formato il gruppo nel 1966.

Inizia così la storia degli Aphrodite’s Child, che nella loro lunga carriera, anche da solisti, soprattutto il grande Demis, ci regaleranno tante belle canzoni.

Infine uno sguardo alle Hit Parade internazionali del periodo perché sono presenti nelle Top Ten alcuni singoli molto conosciuti anche da noi. “Hey Jude” dei Beatles per esempio è al secondo posto nella classifica USA, e al quinto in quella francese, mentre curiosamente non è tra i primi 10 in Gran Bretagna. Mary Hopkin, la cantante inglese scoperta e lanciata da Paul Mc Cartney è presente nelle Top Ten di Stati Uniti, Francia e Inghilterra con “Those were the days”, un pezzo che sarà ripreso con successo anche dalla nostra Gigliola Cinquetti e da Dalida con il titolo “Quelli eran giorni”.

Al secondo e quarto posto in Inghilterra ci sono rispettivamente Barry Ryan con “Eloise” e Joe Cocker con “With a little help from my friends”, al decimo posto della stessa classifica ci sono i Turtles con “Elenore”, che tradotta in italiano diventerà “Scende la pioggia” con la quale Gianni Morandi parteciperà (e vincerà) nella fase finale di “Canzonissima”. Ed ancora, in Francia, troviamo al nono posto la biondina Sylvie Vartan con la versione originale francese di un pezzo che diventerà molto popolare anche da noi, “Irresistibilmente”, mentre nello stesso Paese il cantante svedese Peter Holm fa sognare tutte le ragazze con “Monia”, al terzo posto. Anche lui sbarcherà nel nostro Paese con la versione italiana, con il titolo “Monya”.