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Archivio Editoriali - 23 Gennaio 2021
a cura di Fiorenzo Pampolini

50 ANNI FA, GENNAIO 1971. BILANCI MUSICALI INTERNAZIONALI E CONCORSI CANORI DI CASA NOSTRA

Cari amici, con l’inizio del nuovo anno, arrivano puntualmente i bilanci, le classifiche riepilogative, le indagini di mercato e le analisi relative alle vicende artistiche e soprattutto commerciali della musica leggera. Qui però parliamo di 50 anni fa, e il primo bilancio sulla musica del 1970 è quello fatto dal settimanale inglese “Melody Maker”, la più autorevole rivista musicale britannica. E da questi dati, risulta che la musica leggera americana ha sferrato nel 1970 un’offensiva vittoriosa nei confronti di quella inglese.

Gli americani, insomma, sono tornati ad essere i padroni del mercato mondiale, quasi una vendetta nei confronti degli inglesi la cui enorme espansione di qualche anno prima, aveva assai allarmato il mondo della musica leggera statunitense.

Nella classifica dei 45 giri più venduti del 1970, nei primi nove posti figurano sei dischi americani: al primo posto c’è “Bridge over troubled water” di Simon & Garfunkel, al secondo “The wonder of you” di Elvis Presley; solo al terzo si è piazzato un disco inglese, “In the summertime” dei Mungo Jerry, seguito da “All right now” dei Free.

Tornano gli americani fino all’ottavo posto: “Wanderin’ star” di Lee Marvin, “Spirit in the sky” di Norman Greenbaum, “Band of gold” di Freda Payne. Quindi “Something” di Shirley Bassey, poi “Tears of a clown” di Smokey Robinson. Su 50 dischi, 28 sono americani.

La situazione è un po’ migliore per quanto riguarda i long-playing. Dei primi dieci dischi in graduatoria, cinque sono americani e il primo posto è inglese. Nell’ordine “Led Zeppelin II” del gruppo omonimo, “Bridge over troubled water” di Simon & Garfunkel, “Paint your wagon”, una colonna sonora cinematografica della Paramount, “Easy rider”, una raccolta dei pezzi contenuti nell’omonimo film, quindi “Let it be” dei Beatles, “Deep Purple in Rock” dei Deep Purple, “Tamla Motown Chartbusters vol. 3”, una raccolta di brani di “Detroit Sound”, interpretati da vari artisti, “Abbey road” dei Beatles, “McCartney”, il long-playing inciso da Paul McCartney, e “Andy William Greatest Hits” di Andy Williams. Su cinquanta dischi, 25 sono americani.

Anche la classifica degli artisti più popolari è divisa in parti uguali: 25 artisti inglesi e 25 artisti americani. Al primo posto figura Elvis Presley, seguito dal complesso statunitense dei Jackson 5, da Jimmi Ruffin e dai Creedence Clearwater Revival: quattro americani. La graduatoria torna in Inghilterra al quinto posto con Andy Williams, poi riattraversa l’Atlantico con i Four Tops al sesto posto e Glenn Campbell al settimo. Tra gli altri, Shirley Bassey è 22esima, i Beach Boys 32esimi, Tom Jones 36esimo. Assenti del tutto Beatles e Rolling Stones.

E torniamo in Italia. Il 3 gennaio 1971, dopo gli appuntamenti radiofonici quotidiani in onda dal 4 ottobre al 1° gennaio, iniziano le selezioni del “Concorso Canzoni UNCLA” 1970. Le 54 canzoni in gara vengono proposte al giudizio di sei personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo (Edgarda Ferri, Wanda Osiris, Alfredo Pigna, Giuseppe Puzzo, Alberico Sala, Aligi Sassu) nel corso di quattro semifinali e una finale presentate da Daniele Piombi, in onda alla radio la domencia pomeriggio alle 17,30.

Alla selezione finale del 31 gennaio arrivano 12 canzoni: “Addio felicità” (Enzo Conte), “Ascolta la pioggia” (Jula De Palma), “Io e te” (Ninì Zironi), “La canzone dei perché” (Gipo Farassino), “Metti che questa estate” (Kerima), “Mi sembra di conoscerti da sempre” (Jula De Palma), “Noi donne perdoniamo sempre” (Paola Turchini), “Pezzi di carta” (Nilla Pizzi), “Prigioniero” (Elio Gandolfi), “Questa notte” (Renato Intra), “Sempe” (Umberto Boselli), “Vorrei essere sicuro” (Memo Remigi).

Come si vede, nessun complesso arriva in finale (ce n’erano in gara quattro tra i quali il gruppo rock-prog degli Alluminogeni). D’altra parte la giuria è formata da personaggi di tutto rispetto, ma la loro età li distanzia anni luce dall’universo giovanile. Ecco dunque spiegata, al di là della qualità delle singole canzoni, la presenza in finale di Jula De Palma e Nilla Pizzi.

Ma veniamo al verdetto finale: terzo posto ex aequo per “Io e te” di Ninì Zironi e “Noi donne perdoniamo sempre” di Paola Turchini, secondo posto per “Mi sembra di conoscerti da sempre” di Jula De Palma. Vince “Questa notte” di Minellono e Bonocore, interpretata da Renato Intra.

Le 12 canzoni finaliste vengono riproposte alla radio ogni domenica pomeriggio fino alla fine di marzo.

Infine, vi ricordo che il sabato alle 12 (e in replica la domenica alle 15) su “Radio fra le note” è in onda il mio programma “60, 70, 80VOGLIA DI HIT PARADE”, dedicato questa settimana alle classifiche di fine gennaio degli anni 1966, 1976 e 1986. La radio si può ascoltare sul sito www.radiofralenote.it. Le prime puntate della trasmissione sono anche caricate nella sezione “Multimedia” del nostro sito.

La foto della settimana
60 ANNI FA, IL DEBUTTO IN ITALIA DELLE GEMELLE KESSLER

Si trasferiscono in Italia il 16 gennaio 1961 e, subito nello stesso anno, acquisiscono notorietà con la partecipazione alla trasmissione televisiva di grande successo “Giardino d’inverno”, che inzia il 21 gennaio di 60 anni fa, con la regia di Antonello Falqui, l’orchestra diretta dal maestro Gorni Kramer, le coreografie di Don Lurio, e la partecipazione di Henri Salvador e del Quartetto Cetra. Alice ed Ellen Kessler lanciano i brani “Pollo e champagne”, e “Concertino”, cover della canzone del 1959 del Quartetto Cetra.