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Archivio Editoriali - 21 Maggio 2021
a cura di Fiorenzo Pampolini

CIAO FRANCO. L'ULTIMO SALUTO A FRANCO BATTIATO, UN ESSERE SPECIALE.

Cari amici, il 18 maggio ci ha lasciato un grande della musica italiana, un essere veramente speciale, Franco Battiato.

Era nato a Riposto, in provincia di Catania il 23 marzo 1945, Francesco Battiato. Nel 1964 si trasferisce prima a Roma e poi a Milano. Inizia a suonare al Club 64 dove c’erano Paolo Poli, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Renato Pozzetto e Bruno Lauzi. Nel pubblico c’era Giorgio Gaber che gli disse “Vienimi a trovare”. Lui ci andò e diventarono amici. I suoi primi singoli li incide per una rivista di enigmistica che li offre in omaggio ai suoi lettori.

Poi Gaber procura a Battiato un contratto con la casa discografica Jolly che inserisce la figura dell’artista nel filone delle canzoni di protesta. E Battiato viene invitato da Gaber al programma TV che l’artista milanese conduceva con Caterina Caselli, “Diamoci del tu”. Gaber dice a Battiato: “la Caselli ha invitato Francesco Guccini, per cui, per evitare di avere due Francesco, potresti abbreviarti il nome”, e da quel giorno fu Franco Battiato.

Nel 1968, per raggiungere un pubblico più vasto, passa ad un repertorio più commerciale, e in questa veste, nel 1969, ecco la sua prima partecipazione ad una gara canora importante, Un disco per l’estate, dove però viene eliminato al primo turno, con una tipica canzone balneare, “Bella ragazza”.                                              

Negli anni successivi, Battiato si dedica completamente alla musica sperimentale, facendo un uso costante di strumenti e sonorità elettroniche. Il suo nome non è ancora molto noto nel mondo della canzone, tanto che lui fa da supporter a musicisti più famosi di quel periodo, come il compianto Riky Maiocchi.

Nel 1979, Battiato passa alla EMI Italiana e torna alla canzone più tradizionale anche se resterà vivo il suo interesse per la musica orientale. Arriva così il suo primo grande successo, “L’era del cinghiale bianco”. Alla base della nuova idea di canzone di Battiato ci sono la citazione e il frammento, l’autore non racconta una storia precisa ma utilizza frasi e situazioni prive di nesso causale. Nel 1981, esce l’album “La Voce del Padrone”, dai toni colti e raffinati ma orecchiabile. Il primo singolo è “Bandiera bianca”.                                                                      

E dallo stesso album, ecco altri due pezzi molto famosi di Franco Battiato. “Cuccurrucucu”, dove nei cori è presente anche la bravissima artista siciliana Giuni Russo che proprio con Battiato troverà la sua dimensione artistica. E poi c’è un altro capolavoro del maestro, ovvero “Centro di gravità permanente”, una canzone che fa riferimento al senso di smarrimento provato da Battiato, e che contiene una serie di citazioni culturali che provengono anche dalla frequentazione del filosofo armeno Georges Gurdjieff.

Nel 1984, Franco Battiato incide una canzone insieme ad Alice, per la quale aveva composto “Per Elisa” che aveva vinto Sanremo nel 1981. Eccoli ora insieme all’Eurofestival 1984, che si svolge in Lussemburgo, dove si classificano al quinto posto con “I treni di Tozeur”.

Nel 1988, incide l’album “Fisiognomica”, con notevoli influenze arabeggianti e di musica classica. Il disco vende 300mila copie, e Battiato viene chiamato da papa Giovanni Paolo II ad esibirsi in Vaticano, divenendo il primo cantante di musica leggera a tenere un concerto nella Città del Vaticano. La canzone più nota di questo album è “E ti vengo a cercare”,                                                                          
A partire dal 1994, Battiato inizia la collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro che scriverà per le sue canzoni testi aulici e raffinati. E dall’album “L’imboscata”, del 1996, ecco un capolavoro musicale, “La cura”. Il disco rinnova il percorso sperimentale del cantautore, con un massiccio impiego di sintetizzatori e sonorità elettroniche. Domina la chitarra elettrica, che dà luogo ad  un’originale fusion di musica da camera, accelerazioni ritmiche e sprazzi di rock.

La carriera di Battiato prosegue con numerosi altri album e collaborazioni con altri artisti. L’ultimo suo lavoro in sala d’incisione è del 2019, una raccolta di suoi successi insieme ad un inedito che dà il titolo all’intero album, “Torneremo ancora”, composto insieme a Juri Camisasca.                                         
Sono diversi gli stili attraverso i quali è passato Franco Battiato, e dal pop commerciale delle sue prime incisioni, è approdato poi alla canzone d’autore contaminata da elementi etnici, elettronici e lirici, lasciando nella storia della canzone italiana un’impronta assolutamente originale e comunque in grado di conquistare il grande pubblico.

Il musicista è stato anche pittore nonché autore di colonne sonore per film e in qualche caso anche attore e regista cinematografico. Ha avuto anche riconoscimenti da parte del Club Tenco, con tre Targhe e un Premio Tenco. E ad ulteriore conferma della sua poliedricità, Battiato è stato anche Assessore al Turismo della Regione Sicilia per un breve periodo tra novembre 2012 e marzo 2013.

Franco Battiato si congeda dalla sua esistenza terrena il 18 maggio 2021, nella sua casa di Milo, sulle pendici orientali dell’Etna, dopo una lunga malattia. E noi, ancora increduli per la perdita di un così grande artista, gli inviamo il nostro ultimo saluto, un saluto ad un essere speciale che continuerà a vivere con la sua musica, e noi avremo cura di lui. Ciao, Franco!                

Ed anche per oggi è tutto.

Appuntamento a sabato prossimo e buona settimana!


La foto della settimana

1969: il 24 enne Franco Battiato pertecipa a “Un disco per l’estate” 1969. Nella serata del 6 giugno va in onda la seconda selezione della manifestazione, e Battiato viene eliminato insieme ad un’altra debuttante eccellente, Fiorella Mannoia. Ma qualche anno dopo, il cantautore, libero da condizionamenti discografici, esprimerà finalmente la sua dimensione che lo renderà uno degli artisti più amati sia dal pubblico che dalla critica.