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Archivio Editoriali - 21 Marzo 2020
a cura di Fiorenzo Pampolini

MARZO 197O. EUROFESTIVAL, HIT PARADE CON L'ULTIMO 45 GIRI DEI BEATLES

Cari amici, esattamente 50 anni fa, il 21 marzo 1970, si svolse ad Amsterdam la quindicesima edizione dell’Eurovision Song Contest, presentata da Willy Dobbe. La TV manda in onda la serata in diretta alle ore 22 sul Secondo Programma, con la telecronaca di Renato Tagliani e il titolo “Gran Premio Eurovisione della Canzone 1970”.

In disaccordo col risultato e col sistema di voto usato l’anno prima, Finlandia, Norvegia, Portogallo e Svezia decisero di non partecipare all’evento, per cui il numero di partecipanti fu ridotto a 12. L’edizione precedente (1969) era stata vinta ex aequo da 4 Paesi (Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi e Francia), si decise così di estrarre a sorte il Paese che avrebbe organizzato l’edizione 1970. Si aggiudicarono l’organizzazione i Paesi Bassi.

Fu introdotta una nuova regola nel sistema di voto per evitare possibili spareggi. Se due o più canzoni avessero ricevuto lo stesso numero di voti, queste sarebbero state eseguite ancora una volta, e tutte le giurie, tranne quelle dei Paesi in questione, avrebbero votato per alzata di mano quella che preferivano.

Durante le prove generali, la scenografia crollò, ma durante la diretta tutto si svolse nel migliore dei modi. Tutte le esibizioni furono introdotte da un breve filmato girato nei Paesi d’origine dei cantanti. Per ogni Paese, c’è una giuria di 10 persone (e quindi in totale 120) che possono dare un punto solo alla canzone preferita.

A difendere i colori dell’Italia c’è Gianni Morandi, vincitore dell’ultima Canzonissima, che porta in gara una canzone inedita scritta da Sergio Bardotti e Lucio Dalla, “Occhi di ragazza”. Ed ecco la classifica finale a partire dal dodicesimo classificato:

12. Lussemburgo (David Alexandre Winter, “Je suis tombé du ciel”), punti 0
11. Jugoslavia (Eva Sren, “Pridi, daia ti bom cvet”), punti 4
8 ex aequo. Belgio (Jean Vallée, “Viens l’oublier”), punti 5
8 ex aequo. Italia (Gianni Morandi, “Occhi di ragazza”), punti 5
8 ex aequo. Principato di Monaco (Dominique Dussault, “Marlène”), punti 5
7. Paesi Bassi (Hearts of Soul, “Waterman”), punti 7
4 ex aequo. Francia (Guy Bonnet, “Marie-Blanche”), punti 8
4 ex aequo. Spagna (Julio Iglesias, “Gwendolyne”), punti 8
4 ex aequo. Svizzera (Henri Dès, “Retour”), punti 8
3. Germania Ovest (Katja Ebstein, “Wunder gibt es immer wieder”), punti 12
2. Regno Unito (Mary Hopkin, “Knock knock, who’s there?”), punti 26
1. Irlanda (Dana, “All kinds of everything”), punti 32

Vince dunque l’Irlanda che dovrà quindi organizzare ed ospitare l’edizione 1971. Pochi i nomi noti nel nostro Paese. David Alexandre Winter era stato nella nostra Hit Parade nel 1969 con “Oh Lady Mary”, mentre Mary Hopkin, lanciata da Paul Mc Cartney, aveva partecipato nel 1969 al Festival di Sanremo interpretando “Lontano dagli occhi” con Sergio Endrigo.

Julio Iglesias, già popolare in Spagna, si fece conoscere in tutta Europa proprio con la partecipazione all’Eurofestival 1970, anche se in Italia il grande successo arrivò solo nel 1975 con “Manuela”.

Intanto, la Hit Parade di Lelio Luttazzi in onda alla radio venerdì 20 marzo 1970, è dominata dai titoli di Sanremo. Al decimo posto Mal con “Sole, pioggia e vento”, ottavo Antoine con “Taxi”, settima Orietta Berti con “Tipitipitì”, sesto Little Tony con “La spada nel cuore”, quarti i Camaleonti con “Eternità”, terzo Sergio Endrigo con “L’arca di Noè”, secondo Celentano con “Chi non lavora non fa l’amore”, primo Nicola Di Bari con “La prima cosa bella”.

I due outsider sono gli Shocking Blue con “Venus” al quinto posto, e una new entry che sarà l’ultimo 45 giri inciso dai Beatles, alla vigilia del loro scioglimento, “Let it be”, in nona posizione.

Sabato 14 marzo, aveva preso il via in prima serata sul Programma Nazionale televisivo il nuovo varietà “Io, Agata e tu”, con Nino Ferrer e Raffaella Carrà. Lo spettacolo in quattro serate prende il nome da una vecchia canzone del repertorio macchiettistico partenopeo di Pisano e Cioffi, già fatta conoscere dall’attore Nino Taranto (ospite fisso del programma) e rilanciata con successo da Ferrer.

Il cantautore genovese, chiamato a cimentarsi nel ruolo di showman, ospita nella trasmissione cantanti famosi, comici e celebrità del cinema. La Carrà è al suo primo successo televisivo che sarà consacrato qualche mese dopo, quando lei sarà la protagonista, insieme a Corrado, di una memorabile edizione di “Canzonissima”.