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Archivio Editoriali - 21 Marzo 2009
a cura di Fiorenzo Pampolini

BENEDETTA PRIMAVERA. BELLE CANZONI PER LA BELLA STAGIONE.

Cari amici... aprite le finestre al nuovo sole, è primavera, è primavera! Lasciate entrare un poco d’aria pura, con il profumo dei giardini e i prati in fior. Gorgheggiava queste parole la giovane Franca Raimondi al Festival di Sanremo 1956, e celebrando la bella stagione con qualche giorno di anticipo (quell’edizione si conclude infatti il 10 marzo), la Raimondi si aggiudica la vittoria. E’ primavera, festa dell’amor, così si conclude Aprite le finestre, canzone vincitrice del sesto Festival di Sanremo, composta da due noti autori dell’epoca, Pinchi (pseudonimo di Giuseppe Perotti) e Virgilio Panzuti.

La primavera, già celebrata in musica da Antonio Vivaldi intorno al 1725, bussa finalmente alle nostre porte. Oggi, infatti, è Il primo giorno di primavera, come il titolo diuna canzone dal testo malinconico che parla della fine di un amore, ma che ogni anno, il 21 marzo, non possiamo fare a meno di ricordare. La composero un gruppo di autori di prima classe, come Mogol, Cristiano Minellono e Mario Lavezzi, e fu portata al successo dai Dik Dik nel 1969. In realtà, il relativo 45 giri raggiunse il primo posto della Hit Parade soltanto a settembre, dopo aver partecipato al Festivalbar senza neppure raggiungere la serata finale. Ma la popolarità per questo pezzo, pur se in ritardo, arriva inevitabile, d’altra parte gli ingredienti per il successo ci sono tutti, in modo particolare l’uso sapiente dell’organo hammond che introduce con suggestione la canzone, secondo una tendenza lanciata in quel periodo dal gruppo inglese dei Procol Harum, interpreti di due grandi hit come A whiter shade of pale (ripresa proprio dai Dik Dik con il titolo Senza luce) e Hamburg (la cover italiana, L’ora dell’amore, è dei Camaleonti). Il primo giorno di primavera era già stato inciso da una giovane torinese, Vanna Brosio, che molti ricordano non tanto come cantante ma come conduttrice televisiva del programma “Adesso musica”. Ma soltanto nella versione dei Dik Dik, la canzone scala le classifiche di vendita.

L’anno successivo, si canta della bella stagione ancora fuori tempo, visto che La primavera è il titolo della canzone inedita con la quale Marisa Sannia accede nel mese di dicembre alla fase finale di Canzonissima 1970.

Nel 1980, Riccardo Cocciante pubblica l’album “Cervo a primavera”, con il quale inizia la sua collaborazione con Mogol, mentre l’anno successivo Loretta Goggi, in gara al Festival di Sanremo, si classifica al secondo posto con una bella canzone di Paolo Cassella e Totò Savio dal titolo Maledetta primavera. E’ un’annata speciale per il Festival, che, con questa edizione, torna finalmente agli antichi splendori, grazie anche alla decisione della RAI di tornare a trasmettere in TV le tre serate.

E ancora sul palcoscenico del Teatro Ariston, nel 1983, il cantautore genovese Sandro Giacobbe canta la Primavera nell’omonima canzone che si classifica al sedicesimo posto.

Nel 1997, Marina Rei (vero cognome Restuccia, nata nel 1969) incide la cover di un pezzo del gruppo inglese “The Real Thing” dal titolo You to me are everything (1976). In italiano il titolo diventa Primavera, e Marina lo porta in gara all’edizione 1997 del nuovo corso di “Un disco per l’estate”, il cui regolamento ormai non è più quello delle storiche edizioni organizzate dalla RAI, che prevedeva la partecipazione di sole canzoni inedite di autori italiani. E con Primavera, Marina Rei vince la manifestazione che si conclude a Riccione il 26 giugno presentata da Paolo Bonolis e Renato Zero.

Nel 2002, Enrico Ruggeri celebra al Festival di Sanremo la Primavera a Sarajevo, una canzone scritta con la sua compagna Andrea Mirò, che si classifica al quinto posto.

Negli anni Sessanta e Settanta, intorno alla metà di marzo, si svolgevano due gare canore completamente diverse tra loro, ma accomunate dal fatto di essere tra le poche sopravvissute fino ai giorni nostri, ovvero lo “Zecchino d’Oro” (festival della canzone per bambini) e l”Eurofestival”. Il primo, ideato da Cino Tortorella (nelle vesti di Mago Zurlì) nel 1959, lanciò molte canzoncine di successo come Popoff, 44 gatti, Il valzer del moscerino, Dagli una spinta, Volevo un gatto nero. Evento primaverile fino al 1976, lo “Zecchino d’Oro” si spostò successivamente al mese di novembre. L’Eurofestival, noto anche come “Eurovision Song Contest” è una gara tra canzoni dei vari Paesi europei che si svolge ogni anno dal lontano 1956. L’Italia si è aggiudicata la vittoria soltanto due volte: nel 1964 con Gigliola Cinquetti (Non ho l’età) e nel 1990 con Toto Cutugno (Insieme 1992). Di norma, era designato a rappresentare l’Italia, l’artista che vinceva il Festival di Sanremo, ma dal 1970, con lo spostamento della rassegna ligure da fine a gennaio a fine febbraio, si decise di mandare all’Eurofestival il vincitore di “Canzonissima”, che si concludeva il 6 gennaio. Col tempo, l’interesse della RAI per questa manifestazione è sceso, fino alla decisione presa qualche anno fa di non trasmettere l’Eurofestival in TV e di non partecipare neppure con un artista italiano, l’ultima partecipazione per il nostro Paese risale al 1997 con i Jalisse, che si classificarono al quarto posto con Fiumi di parole.

Ed eccoci all’appuntamento con i compleanni di oggi e dei prossimi giorni. Questa settimana, i nostri auguri vanno a...

21 marzo: Fabrizio Ferretti (64 anni), Gianni Pettenati (63), Franco Mussida (62), Francesco Banti (56), Paolo Belli (47)
22 marzo: Tonina Torrielli (75), Michi Dei Rossi delle Orme (60)
23 marzo: Franco Battiato (64), Piero Mazzocchetti (31)
24 marzo: Gianluca Guidi (42)
25 marzo: Mina (69), Adriano Pappalardo (64), Elton John (62)
26 marzo: Franco Tozzi (65), Rosanna Fratello (59)
27 marzo: Jenny Luna (75), Mariah Carey (39), Cesare Cremonini (29)

... ormai la prima rondine è tornata, nel cielo limpido comincia a volteggiar, il tempo bello viene ad annunciar. Aprite le finestre al nuovo sole, è primavera, festa dell’amor.