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Archivio Editoriali - 20 Febbraio 2021
a cura di Fiorenzo Pampolini

SANREMO 1991. COCCIANTE AL SUO PRIMO ED UNICO FESTIVAL, LO VINCE.
ADDIO AD ANDREA LO VECCHIO.

Cari amici, ripercorriamo questa settimana le quattro serate del Festival di Sanremo 1991, che si svolse dal 27 febbraio al 2 marzo, in diretta radiotelevisiva. In questa edizione, la 41esima, il Festival torna al Teatro Ariston, riaperto dopo un anno di lavori di restauro ed ampliamento. I presentatori sono Andrea Occhipinti e Edwige Fenech, l’organizzazione è di Adriano Aragozzini, la regia di Luigi Martelli.

Sono in gara 20 Campioni e 16 Nuove Proposte. Le canzoni dei campioni vengono ripetute da artisti stranieri fuori gara. I 20 Campioni arrivano tutti in finale, mentre 10 sono le Nuove Proposte che superano il turno per la sfida finale.

Il programma propone per ciascuna delle prime due serate l’esibizione di 10 Campioni e di 8 Nuove Proposte (5 delle quali sono promosse in finale). La terza serata è dedicata alla ripetizione delle canzoni dei Campioni da parte degli artisti stranieri e alla finale delle Nuove Proposte. Nella quarta serata i 20 Campioni ripropongono la loro canzone che viene ripetuta dai big stranieri.

Ecco l’elenco delle 16 canzoni della categoria Nuove Proposte con i rispettivi interpreti. Iniziamo dalle sei canzoni eliminate al primo turno:

Caramba (Stefania La Fauci), Gaetano (Rudy Marra), Il lazzo (Gianni Mazza), L’uomo che ride (I Timoria), Non è poesia (Giovanni Nuti), Sorelle d’Italia (Dario Gay).

Ed ecco le dieci finaliste: Che grossa nostalgia (I Fandango), Donne del 2000 (Compilations), E noi qui (Bungaro, Marco Conidi e Rosario Di Bella), È soltanto una canzone (Rita Forte), Giselle (Patrizia Bulgari), La donna di Ibsen (Irene Fargo), Le persone inutili (Paolo Vallesi), Notte di periferia (Paola De Mas), Serenata (Marco Carena), Tamuré (Gitano).

Al terzo posto si classifica Rita Forte, al secondo Irene Fargo, vince Paolo Vallesi.

E vediamo ora l’elenco delle 20 canzoni della categoria Campioni in ordine crescente di classifica con i rispettivi interpreti (uno italiano e uno internazionale):

20. Gli uomini (Mariella Nava e Caron Wheeler)
19. La fila degli oleandri (Gianni Bella e Gloria Gaynor)
18. In questa città (Loredana Berté e Harriet)
17. Terra (Rossana Casale e Carmel)
16. Se io fossi un uomo (Grazia Di Michele e Randy Crawford)
15. E la musica va (Eduardo De Crescenzo e Phil Manzanera)
14. Sbatti ben su del be pop (I Ladri di Biciclette e Jon Hendricks)
13. Siamo donne (Jo Squillo & Sabrina Salerno e Shannon)
12. Il mare più grande che c’è (Fiordaliso e Laura Branigan)
11. La fotografia (Enzo Jannacci e Ute Lemper)
10. Oggi un Dio non ho (Raf e Ofra Haza)
9. Io ti prego di ascoltare (Riccardo Fogli e Sold Out)
8. Oggi sposi (Al Bano & Romina Power e Tyrone Power jr.)
7. Dubbi no (Mietta e Leo Sayer)
6. Nené (Amedeo Minghi e Bonnie Tyler)
5. Spunta la luna dal monte (Pierangelo Bertoli & i Tazenda e Moncada)
4. Gli altri siamo noi (Umberto Tozzi e Howard Jones)
3. Perché lo fai (Marco Masini e Dee Dee Bridgewater)
2. Spalle al muro (Renato Zero e Grace Jones)
1. Se stiamo insieme (Riccardo Cocciante e Sarah Jane Morris)

È arrivato al Festival per la prima volta, ha cantato “Se stiamo insieme” scritta in coppia con Mogol e ha subito vinto. Se lo immaginava Riccardo Cocciante dopo tre anni di lontananza dalla musica? “Si dice sempre l’importante non è vincere ma avere una bella canzone, però poi l’emozione c’è, la gara finisce per coinvolgere tutti. Comunque, Sanremo resta l’unico posto dove in tre minuti puoi far conoscere una bella canzone a milioni e milioni di persone”.

Tre anni sono tanti, specie se si è lontani, Parigi, Miami, e la canzone sembrava dimenticata da uno dei suoi cantautori più amati. “Dopo tanti dischi, concerti, avevo voglia di stare un po’ fuori dalla mischia e in America ho avuto la possibilità di riscoprire l’Europa. Ora la trovo persino più bella, avevo voglia di tornare anche se questa pausa è stata un momento felice della mia vita”.

Sanremo era previsto per ritrovare il contatto con il pubblico italiano? “Non avevo alcun interesse per il Festival, noi cantautori siamo nati anti-Festival, ma le cose in questi anni sono cambiate, i giovani sono cresciuti e si sono avvicinati alle nostre canzoni. Poi un giorno è arrivato qualcuno e mi ha detto… perché no a Sanremo? E io ho risposto subito… già, perché no?”

Si aspettava di vincere al debutto? “C’è sempre un minimo e un massimo e il massimo è vincere. Non ho partecipato per essere secondo. Avevo scritto questa canzone tre anni fa, a Londra, con il tempo la musica acquista valore, come il vino buono. Ora il disco che ha vinto Sanremo ha già 500mila prenotazioni, anche questa è una bella vittoria”.

Mai avuto ripensamenti, un dubbio, un po’ di paura? “Tante volte mi sono chiesto… ma che ci faccio qui? Però ormai era tardi e non potevo tirarmi indietro. È sempre tragica l’uscita sul palcoscenico, per me lo è in modo particolare. Cederei il mio posto al primo che passa. Gli direi… vieni qui e canta al posto mio”.

Ma il successo, la vittoria, non danno sicurezza? “No, io ricomincio sempre, anche ora che ho vinto. Da domani ricomincio, con una responsabilità in più, con un peso maggiore. Sono stato felice di essere venuto a Sanremo ma sono anche felice di andarmene, amore e odio ogni volta che mi siedo al pianoforte e canto”.

E prima dei saluti, vi ricordo che il sabato alle 12 (e in replica la domenica alle 15) su “Radio fra le note” è in onda il mio programma “60, 70, 80VOGLIA DI HIT PARADE”, con le classifiche dei 45 giri più venduti negli anni 60, 70 e 80. La radio si può ascoltare sul sito www.radiofralenote.it. Le prime puntate della trasmissione sono anche caricate nella sezione “Multimedia” del nostro sito.

Ed anche per oggi è tutto. Appuntamento a sabato prossimo.

Buona settimana a tutti!

 

La foto della settimana

I Campioni in gara al Festival di Sanremo 1991 sulla copertina del Radiocorriere TV

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ADDIO AD ANDREA LO VECCHIO, GRANDISSIMO AUTORE DELLA CANZONE ITALIANA.

Lo scorso 17 Febbraio, a Roma, è scomparso Andrea Lo Vecchio, forse ai più superficiali il nome non dirà molto, ma se provate a prendere alcuni dischi che avete in casa, di sicuro sulla label in diversi di quelli ci sarà il suo nome. Brani famosissimi come Luci a San Siro (eseguita da Roberto Vecchioni), Donna felicità (Nuovi Angeli), E poi... ed Ormai (Mina), Laura dei giorni andati (Gens), Rumore (Raffaella Carrà), Help me (Dik Dik), Era (Wess & Dori Ghezzi), Dedicato a te (Santino Rocchetti), sino ad arrivare a sigle TV per i più piccoli come ad esempio Woobinda, sono dovuti al suo estro. E questo è solo un piccolissimo esempio. Spesso il suo nome era affiancato nei crediti a quello di Roberto Vecchioni con il quale ha composto moltissimi brani anche lontani anni luce dall normale produzione che Vecchioni perseguirà nella sua carriera.

Eppure la sua scomparsa non ha "fatto notizia". Se si eccettua il tam tam della rete, i classici media hanno fatto praticamente ignorato l'avvenimento. E questo la dice lunga sulla qualità della nostra TV generalista, troppo impegnata in grandi fratelli, cantanti mascherati e festival di sanremo da far svolgere ad ogni costo per gli interessi degli sponsor e per salvagardare ingaggi hollywoodiani a personaggi mediocri.

Tornando ad Andrea Lo Vecchio, ebbi modo di conoscerlo personalmente, durante una delle mie trasmissioni radiofoniche, in occasione di uno dei suoi ultimi spettacoli teatrali. Oltre ad essere una persona simpaticissima era anche di una preparazione e di una umiltà unica, come solo i grandi sanno essere.

Addio Maestro e grazie per tutte le sue belle canzoni che continueranno a farci compagnia

Manlio Di Meglio per 45Mania