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Archivio Editoriali - 20 Novembre 2010
a cura di Fiorenzo Pampolini

UMBERTO BINDI E LUIGI TENCO. IL NOME DI DUE GRANDI CANTAUTORI RIVIVE IN DUE EVENTI MUSICALI DI QUESTI GIORNI

Cari amici, nei giorni scorsi si sono svolti due eventi nella mia regione, la Liguria, legati a due grandi nomi della cosiddetta “scuola genovese”, ovvero Umberto Bindi e Luigi Tenco.

Il 18 novembre, al Teatro della Corte del capoluogo ligure, è andato in scena “La musica è infinita”, per la regia di Andrea Liberovici. Il titolo dello spettacolo rimanda al ricordo di una canzone di grande successo composta da Umberto Bindi per il Festival di Sanremo 1967 (La musica è finita, interpretata da Ornella Vanoni e Mario Guarnera). Il grande cantautore genovese, nato vicino a Genova nel 1932 e scomparso nel 2002, è il protagonista dello spettacolo, con note inedite della sua immensa produzione artistica.

Il suo compagno di lavoro e di vita Massimo Artesi ha infatti sempre conservato le registrazioni di tutte le composizioni che Bindi continuava a improvvisare sul suo pianoforte, anche quando lo show business lo aveva emarginato e deluso. Sono decine di nastri che si sarebbero smagnetizzati se un altro cantautore, Giampiero Alloisio, non ne avesse parlato ai responsabili della Regione Liguria, che si è incaricata del restauro, e al direttore dello Stabile di Genova Carlo Repetti che ha fortissimamente voluto lo spettacolo.

Artesi si domanda in un’intervista rilasciata al quotidiano genovese “Il Secolo XIX” per quale motivo Bindi sia stato messo da parte. “Non riusciva a spiegarselo neppure Pippo Baudo l’ultima volta che ci siamo sentiti – ricorda Artesi – neppure Paoli, che aveva sempre detto musicalmente fa le scarpe a tutti noi, e che gli è sempre rimasto amico, uno dei più sinceri”.

Bindi ci ha regalato grandi successi come Arrivederci, Il nostro concerto, La musica è finita. Poi, un po’ per la sua timidezza ma ancor di più per la sua omosessualità mai nascosta in tempi che non erano ancora pronti ad accettarla, fu condannato all’oblio. La sua produzione musicale prosegue fino alla metà degli anni Settanta, poi Bindi si arrende, e tornerà a Sanremo soltanto nel 1996 insieme ai New Trolls.

Ora, la sua musica inedita prende forma in questo nuovo spettacolo partito dalla sua città, Genova.

L’altro evento dei giorni scorsi è dedicato, come ormai ogni anno dal 1974, al grande Luigi Tenco. Tra l’11 e il 13 novembre, al Teatro Ariston di Sanremo sono andate in scena infatti le tre serate della 35esima edizione del “Premio Tenco”. E’ una manifestazione per pochi, la TV lo snobba perché fa poco ascolto, e ne trasmette una sintesi registrata a tarda sera soltanto due mesi dopo, mentre la radio lo trasmette in diretta.

Vi hanno preso parte alcuni nomi di prestigio della nostra musica leggera come Renzo Arbore, Morgan, Nada, Samuele Bersani, gli Avion Travel, Carmen Consoli e molti altri. I premiati di questa edizione sono Paul Brady, Amancio Prada e Roberto Freak Antoni, mentre Carmen Consoli, gli Avion Travel, Peppe Voltarelli e Piero Sidoti ricevono la Targa Tenco.

La rassegna è ormai da qualche anno in difficoltà, per finanziamenti, visibilità e pubblico. La qualità della musica proposta sul palcoscenico del Premio Tenco è indiscutibile, e in passato ha ospitato i nostri più grandi cantautori, da Conte a Guccini, ma forse proprio per questo non trova grande riscontro soprattutto tra i giovani, avvezzi ormai a fruire della musica tramite Internet, MP3 e talent-show.

Ecco allora da più parti la difesa della manifestazione, ma – come sostiene il leader di uno dei gruppi presenti, gli Amor Fou, “il Tenco ha ancora senso per i valori che trasmette, ma non deve chiudersi in una torre d’avorio. Fare cultura di qualità è giusto, ma non bisogna solo autocompiacersi. Credo si dovrebbe puntare di più sulle performance”.

Un discorso che ci trova assolutamente d’accordo. Dalle grandi manifestazioni nazional-popolari in auge nel periodo d’oro del nostro amatissimo 45 giri, sono usciti molti motivetti che abbiamo cantato una sola stagione, ma questi stessi eventi sono serviti anche a far conoscere grandi cantautori che se avessero partecipato soltanto a manifestazioni d’èlite come appunto il “Premio Tenco” forse non avrebbero avuto il meritato successo da parte del grande pubblico.

E a proposito di trasmissioni nazional-popolari, consentiteci di inviare un ultimo saluto al maestro Roberto Pregadio, scomparso il 15 novembre scorso. Dipendente RAI, si trovò casualmente a dirigere il “complesso” musicale che accompagnava i famosi “dilettanti allo sbaraglio” della mitica “Corrida” di Corrado, fin dalla prima puntata, trasmessa sul Programma Nazionale radiofonico il 4 gennaio 1968 alle ore 13,20. Sicuramente quel giorno, lui stesso mai avrebbe pensato che il suo nome sarebbe rimasto indissolubilmente legato a quella trasmissione per ben 40 anni, dalla radio alla televisione.

Concludiamo con l’invito a votare per i cantanti di “Canzonissima 1970”. Questa settimana inizia la seconda fase del torneo abbinato alla Lotteria di Capodanno, e le coppie di cantanti più votate nella prima fase tornano in gara con nuovi abbinamenti e con altre canzoni.

E allora....se volete rivivere la “Canzonissima” di 40 anni fa, cliccate sulla nuova scheda, scegliete la vostra coppia preferita di cantanti, e ...votate, votate, votate!