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Archivio Editoriali - 19 Febbraio 2011
a cura di Fiorenzo Pampolini

SANREMO 1971 - I GIOVANI DI 40 ANNI FA E QUELLI DI OGGI

Cari amici, riprendiamo il discorso sul Festival di Sanremo di 40 anni fa, mentre si sta concludendo l’edizione del 2011. Abbiamo parlato nel nostro editoriale precedente dei giovani di Sanremo 1971, quest’oggi ci occupiamo dei nomi noti che il Radiocorriere TV divide in alcuni gruppi accomunati tra loro dalla situazione che stanno vivendo.

Ci sono ad esempio i nomi “In crescendo”, nomi che vantano quotazioni in ascesa. Giunti al Festival dopo un’annata di successi abbastanza prestigiosi che dimostrano come la loro notorietà sia in crescendo, attendono adesso il responso vero, che per loro è quello del mercato discografico. Ecco i loro nomi: 

Donatello                  Com’è dolce la sera   (in coppia con Marisa Sannia)
di Albertelli-Riccardi

La Formula Tre        La folle corsa           (in coppia con Little Tony)
di Mogol-Donida

Gianni Nazzaro        Bianchi cristalli sereni       (in coppia con Don Backy)
di Don Backy

Ricchi e Poveri         Che sarà        (in coppia con Josè Feliciano)
di Migliacci-Fontana

Paolo Mengoli          I ragazzi come noi    (in coppia con Mark e Marta)
di Balducci-Lombardi

Nel 1970 Gianni Nazzaro ha vinto il Festival di Napoli, Paolo Mengoli il Cantagiro, i Ricchi e Poveri il secondo posto a Sanremo con La prima cosa bella, mentre Donatello e La Formula Tre sono gli unci interpreti sanremesi a figurare, prima del Festival, nella Hit Parade radiofonica rispettivamente con Malattia d’amore e Io ritorno solo. La Formula Tre è una delle formazioni più interessanti degli ultimi anni. Ha inciso finora tre dischi di cui due hanno raggiunto il successo, Questo folle sentimento e Io ritorno solo, entrambe firmate da Lucio Battisti, che è anche il producer di questo terzetto.

Per un altro gruppo di cantanti in gara, Sanremo 1971 costituisce una sorta di prova d’appello, prova peraltro non superata in quanto i nomi in questione sono eliminati al primo turno. Eccoli:

Anna Identici           Il dirigibile                (in coppia con Antoine)
di Albertelli-Maurizio Fabrizio

Edda Ollari                L’ora giusta              (in coppia con Lorenza Visconti)
di Pace-Panzeri-Argenio-Conti

Pio                              Occhi bianchi e neri            (in coppia con Mau Cristiani)
di Testa-Del Prete-Sciorilli

Piero Focaccia         Santo Antonio Santo Francisco   (in coppia con i Mungo Jerry)
di Pallavicini-Conte

Dopo il boom nel 1963 di Stessa spiaggia, stesso mare, l’ex bagnino romagnolo Piero Focaccia scomparve dalle cronache della canzone un po’ per l’affievolimento dell’interesse del pubblico nei suoi confronti, e un po’ per un malaugurato incidente automobilistico che lo costrinse a sospendere l’attività per un lungo periodo di tempo. Tornato alla ribalta al Disco per l’estate 1970 con un pezzo spiritoso di Bruno Lauzi, Permette, signora, aspettava da Sanremo una reinvestitura ufficiale.

Pio, del vivaio del Clan di Celentano, fece la sua comparsa ufficiale a Sanremo 1970 al fianco di Renato Rascel con un pezzo abbastanza carino, Nevicava a Roma, ma che non impressionò le giurie e tanto meno il pubblico. La prima bruciante sconfitta lo spinse ad emigrare, e all’estero pare che Pio abbia trovato la fortuna: infatti ha partecipato perfino ad uno spettacolo televisivo con Tom Jones. In Italia, gli è andata male anche la partecipazione al Disco per l’estate 1970 nonostante la canzone Il pianista di quella sera fosse molto bella. Intanto, si consola dell’eliminazione dalla finale di Sanremo tornando in Inghilterra visto che ha già in tasca un contratto per uno show al fianco di Engelbert Humperdinck.

Concluderemo la carrellata sul cast di Sanremo 1971 la prossima settimana. Ora, con un balzo di 40 anni, andiamo a parlare della sessantunesima edizione del Festival per la quale il grande Gianni Morandi sta inanellando, sera dopo sera, indici di ascolto da record. Mentre scriviamo, è stato appena proclamato il vincitore della categoria “Giovani”: sono partiti in 700 alle prime selezioni, e soltanto in quattro sono arrivati in finale. La vittoria è andata a Raphael Gualazzi, che ha portato il jazz sul palcoscenico dell’Ariston, una vittoria che ha messo d’accordo tutte le giurie, da quella popolare del Televoto a quella dell’orchestra a quella delle radio.

Complimenti a Raphael, l’ultima scoperta di Caterina Caselli. E’ molto bravo, anche se fa un genere di musica molto particolare; personalmente avrei puntato di più su Roberto Amadè, terzo classificato, giunto al Festival per aver vinto il concorso di Area Sanremo. Vedremo nelle prossime settimane quale sarà il pezzo che incontrerà di più i gusti del pubblico.

Per quanto riguarda i big, c’è da dire innanzi tutto che in generale il livello delle canzoni è molto dignitoso. Peccato per Patty Pravo che aveva una canzone, a mio giudizio, molto bella, e che è stata eliminata alla seconda serata. Così come ho trovato ingiusta l’eliminazione alla vigilia della finale di Max Pezzali: Il mio primo tempo è un pezzo che sicuramente sentiremo in radio molto spesso.