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Archivio Editoriali - 19 Dicembre 2020
a cura di Fiorenzo Pampolini

LE SEMIFINALI DI CANZONISSIMA 1970. ULTIMO GIRO IN COPPIA E POI IN FINALE DA SOLI.

Cari amici, torniamo oggi a parlare dell’edizione 1970 di Canzonissima, condotta da Corrado e Raffaella Carrà con la regia di Romolo Siena. Il 12 e il 19 dicembre si svolgono le semifinali del torneo canoro abbinato alla Lotteria di Capodanno, durante le quali si sfidano le sei coppie di cantanti rimaste in gara. Le coppie che si classificano ai primi due posti di ognuna delle due semifinali passano il turno ed accedono alla finalissima del 6 gennaio. E in quest’ultima fase, il gioco delle coppie finisce ed ogni cantante gareggia da solo.

Ma vediamo come si svolgono le due semifinali. Intanto, va detto che in questa fase i cantanti in gara partecipano con canzoni inedite. Nella puntata del 12 dicembre, si esibiscono le coppie formate da Massimo Ranieri e Orietta Berti (le loro canzoni inedite sono rispettivamente “Vent’anni” e “Ah, l’amore che cos’è”), Claudio Villa e Caterina Caselli (“Non è la pioggia” e “Viale Kennedy”), Tony Del Monaco e Patty Pravo (“La guerra del cuore” e “Tutt’al più”). Quest’ultima coppia è eliminata.

Nella puntata del 19 dicembre, si esibiscono le coppie formate da Gianni Morandi e Iva Zanicchi (“Capriccio” e “Una storia di mezzanotte”), Mino Reitano e Marisa Sannia (“Una ferita in fondo al cuore” e “La primavera”), Little Tony e Rita Pavone (“Azzurra” e “E tu”). Quest’ultima coppia è eliminata.

Ecco dunque, in ordine alfabetico, l’elenco dei magnifici otto che si sfideranno nella finalissima del 6 gennaio 1971: Orietta Berti, Caterina Caselli, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Mino Reitano, Marisa Sannia, Claudio Villa e Iva Zanicchi.

Intanto la canzone italiana sta riprendendo quota nella Hit Parade, dove i motivi stranieri sono tornati in minoranza. Il mercato discografico però è fermo, ed è per questo che si giustifica l’attesa che precede i due grandi appuntamenti del nuovo anno: la finale di Canzonissima il 6 gennaio, e il Festival di Sanremo a fine febbraio.

La caccia ai nuovi motivi da presentare al Teatro delle Vittorie ha movimentato in un certo senso la vigilia del turno semifinale del torneo canoro. Nessuno degli interpreti concorrenti ha nascosto le sue preoccupazioni nella scelta, poiché sbagliare pezzo a Canzonissima significa buttare all’aria un’occasione d’oro. Nell’edizione precedente, il torneo televisivo rilanciò con una canzone, “Ma come hai fatto”, Domenico Modugno. Alla fine del 1970, l’industria discografica punta su Canzonissima per una lievitazione delle vendite; non per niente sono state mobilitate firme popolari come Mario Panzeri, Daniele Pace, Franco Migliacci, Giancarlo Bigazzi, che in passato non venivano in questa stagione sottratti alla preparazione dell’operazione Sanremo.

Inoltre, per evitare di vedere in finale soltanto i tre favoriti (Gianni Morandi, Massimo Ranieri e Claudio Villa) e le tre donne che la sorte avrebbe assegnato loro come partner, si è deciso di portare da sei a otto i finalisti, ossia le due coppie prime classificate per ognuna delle due semifinali.

Dal 26 dicembre (puntata nella quale gli otto finalisti ripropongono il loro inedito) si gareggia da soli. E dunque nessuno dei concorrenti può avvalersi del vantaggio di un felice accoppiamento o dolersi di un legame sfortunato, scaturito per sorteggio sul palco del Teatro delle Vittorie. Tra due settimane, concluderemo il discorso su Canzonissima 1970 (e vedremo anche la conclusione dell’edizione 1960).

A questo punto, visto che questo è l’ultimo editoriale prima di Natale, dobbiamo passare agli auguri di rito. Lo so, è quel “dobbiamo” che stride con questo discorso, gli auguri non si fanno per “dovere”, ma non sarà un bel Natale. E nel giorno dedicato alla più bella festa dell’anno, solitamente si avverte una sorta di amplificazione dei nostri stati d’animo. Spesso ci sembra impossibile che a Natale si possano provare sentimenti diversi dalla gioia e dalla serenità, ma la situazione di quest’anno purtroppo ci farà riflettere ancora di più su questa triste situazione, chi pensa ai propri cari che non ci sono più, chi sta male ed anche chi è solo e non avrà la possibilità di passare le feste con gli affetti più cari.

Ma noi siamo ottimisti, e nella certezza che presto potremo lasciarci alle spalle questo terribile periodo, togliamo quel “dobbiamo” che abbiamo messo sopra, e lo sostituiamo con un “vogliamo”. E dunque, vogliamo augurare a tutti voi, un Buon Natale, in attesa che Babbo Natale possa tornare con un’uscita straordinaria nei prossimi mesi per portarci il regalo più bello, la fine di questa tragica pandemia.