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Archivio Editoriali - 18 Giugno 2022
a cura di Fiorenzo Pampolini

IL DOPO SAINT VINCENT 1972. INTERVISTE E RIFLESSIONI DOPO LA FINALE DI UN DISCO PER L'ESTATE

Cari amici, concludiamo il discorso sul Disco per l’estate 1972 con alcune interviste e riflessioni dei giornali e dei cantanti che hanno partecipato alla gara.

I risultati definitivi di sabato 17 giugno hanno praticamente confermato il verdetto della seconda semifinale (già vinta da Nazzaro su Orietta Berti) con una sola variante: il napoletano Tony Astarita si era classificato al terzo posto mentre nella finalissima è sceso al quarto cedendo la migliore posizione ai Vianella, il duo coniugale formato da Edoardo Vianello e Wilma Goich. A favorire l’ascesa della coppia, sono stati i voti della giuria romana degli esperti.

La vittoria di Gianni Nazzaro (“Quanto è bella lei”) era già maturata prima di arrivare a Saint Vincent: va ricordato che risultò il più votato dei 64 concorrenti della prima selezione radiofonica. E dopo la seconda serata veniva già considerato da tutti il vincitore. Per i fotografi è soprattutto la faccia di Nazzaro quella che funziona, un classico viso pulito partenopeo. Al resto ha pensato una canzone orecchiabile.

Per Orietta Berti (“Stasera ti dico di no”), invece, si è trattato di un’autentica rivincita. L’amarezza dell’esclusione dal Festival di Sanremo, con tutte le polemiche che ne sono scaturite, è scomparsa di colpo. La rimonta di Saint Vincent ha dimostrato che nelle simpatie del grosso pubblico, è ancora la primadonna della canzone tradizionale.

Il Disco per l’estate 1972 ha riportato alla ribalta Edoardo Vianello e Wilma Goich (“Semo gente de borgata”), due cantanti che singolarmente hanno avuto in passato notevoli successi e che poi erano scomparsi discretamente dalla scena. Da un anno si sono decisi a cantare insieme e a caratterizzare le loro esibizioni con un repertorio dialettale romanesco scritto apposta per loro da Franco Califano. “Non sono canzoni folk – dicono – ma motivi che propongono una rivalutazione del dialetto di Roma”.

La gara di Saint Vincent si è conclusa senza drammi poiché tutti gli altri cantanti hanno terminato la finalissima riuniti nello spazio di una ventina di voti che consente a tutti di non sentirsi sconfitti.

Se si dovesse assegnare l’Oscar della sfortuna, questo spetterebbe di diritto al complesso dei Romans (“Voglia di mare”). La giovane formazione scoperta da Bruno Pallesi, un ex divo del dopoguerra, è stata tagliata fuori dalla serata finale per il sorteggio. I Romans, infatti, al termine della seconda serata hanno totalizzato lo stesso numero di voti del Gruppo 2001 (“Messaggio”), presentato a Sanremo da un altro ex idolo della canzone, Aurelio Fierro. Per colmo della sfortuna, i Romans avevano già perso il loro primo chitarrista, infortunatosi gravemente giocando a calcio.  Un contentino, tuttavia, il complesso lo ha avuto: sabato 17 ha aperto fuori gara lo spettacolo finale.

La seconda serata del Disco per l’estate ha registrato tra l'altro l'eliminazione di Umberto Balsamo (“Se fossi diversa”), l'unico autentico debuttante della rassegna, la cui notorietà anteriore a Saint Vincent è legata alla sigla del “Rischiatutto” cantata da Peppino di Capri (“Amare di meno”). Balsamo, tuttavia, è risultato tra i più votati dalla discussa giuria romana degli esperti, che si è dimostrata nelle due semifinali particolarmente generosa con le “primedonne” votando nella prima per la Vanoni e nella seconda per la Zanicchi.

Con le sue due inseparabili racchette da tennis sotto il braccio, un'ora dopo l'annuncio dei risultati della prima serata, Fred Bongusto lasciava Saint Vincent. “A Roma si fanno i bagni, qui si muore di freddo”, ripeteva a giustificazione dell’affrettata partenza. In realtà il cantautore molisano se ne andava per dimenticare. “Non è l'eliminazione che mi amareggia, ha detto, ma il fatto che i musicisti chiamati a far parte della giuria di esperti non abbiano capito che bocciando la mia canzone e quella di Paoli hanno dato un fiero colpo alla melodia.

“Quest'anno, - aggiunge Peppino di Capri, altra vittima illustre della serata - la lotta qui a Saint Vincent non era tanto per entrare in finale, quanto per uscire poiché ho constatato che molte erano le canzoni valide, nonostante qualche banalità affiorasse nei testi”. Per Peppino di Capri il vero vincitore del Disco per l'estate è Piero Cotto, la voce guida dei Cottonfields (“Due delfini bianchi”), nonostante l'eliminazione.

“Dopo Saint Vincent - sostiene Peppino - questo complesso può finalmente considerarsì una prima orchestra, titolo che finora è riconosciuto dai gestori dei nightclubs a pochissime formazioni. Pur figurando da tempo tra le orchestre di richiamo, a quella di Piero Cotto mancava il passaggio televisivo qualificante. Ora, insomma, anche i Cottonfields godono di un prestigio notturno”. Con la promozione di Piero Cotto, le prime orchestre da night club sono salite a sei: le altre sono quelle dello stesso Peppino di Capri, di Fred Bongusto, Bruno Martino, Gino Paoli e Wess.

Nella prima serata di Saint Vincent è uscito di scena anche Piero Focaccia, interprete di un pezzo composto dai fratelli La Bionda (esibitisi ai primi di giugno al Festival della musica d'avanguardia di Roma) con versi firmati da Bruno Lauzi. “Era l'unico pezzo - sosteneva il discografico di Focaccia - costruito su un testo che rispettava le indicazioni iniziali dei funzionari della radio preoccupati di presentare a Saint Vincent canzoni valide anche sul piano letterario”.

L'ambiente in cui il Disco per l'estate ha vissuto le sue incertezze, le sue sorprese, i suoi trionfi era in realtà l'unica grossa novità dell'edizione 1972. Non più il Salone delle Feste del Casinò della Vallée, ma il Salone delle Terme, dove abitualmente si distraggono con spettacoli d'arte varia i clienti della sorgente valdostana. Il trasferimento ha consentito di far posto a quella che è sempre stata la grande assente di questo Festival, l'orchestra. Fino all'edizione precedente i cantanti si servivano del playback, ossia fingevano di cantare seguendo con il movimento delle labbra la loro voce incisa su disco; questa volta hanno cantato dal vivo e non sono mancate le stecche.

L'orchestra di Saint Vincent era quella solita che si vede da anni a Sanremo, a Venezia, con Eraldo Volonté (sax), Glauco Masetti (sax), Sergio Fanni (tromba), Carlo Sola (batteria) e Piero Gosio (chitarra) in prima fila: quest'ultimo, essendo mancino, suona lo strumento al contrario. Se l'orchestra è sempre la stessa si rinnovano però i direttori. A Saint Vincent c'erano tre nuovi maestri: Memo Remigi, Dario Baldan e Pinuccio Pirazzoli, che hanno diretto rispettivamente Ombretta Colli, Renato e Gino Paoli, nessuno dei quali è entrato in finale. Remigi, che lo scorso anno cantava al Disco per l'estate, figurava adesso come autore del brano di Ombretta Colli “Salvatore”. Dario Baldan, oltre ad essere il compositore di “Piccolo uomo” di Mia Martini, fa parte come organista della Nuova Equipe 84, mentre Pinuccio Pirazzoli, baffuto come Paoli, quando non dirige, suona la chitarra nel complesso I ragazzi della via Gluck.

Una regola fissa del Disco per l'estate e che fino alla passerella televisiva le vendite delle canzoni in gara sono ferme o quasi. D'altro canto è logico, se si pensa che nei due mesi di selezione radiofonica i motivi sottoposti all'attenzione del pubblico sono tanti: chi deve comprare, sia pure in linea teorica, è ancora nella fase dei giudizi. Dopo la finalissima televisiva di Saint Vincent, invece, il mercato scoppia, come si dice in gergo. A puro titolo di curiosità, comunque, si possono citare i casi di Gianni Nazzaro e dei Nomadi: fino alla vigilia di San Vincent i loro dischi erano i soli che avevano superato le 30.000 copie. Nada, invece, pur tra i favoriti del concorso, era riuscita ad eguagliare le vendite del bocciato Gianni Morandi: otto-diecimila copie. In passato l'unica clamorosa eccezione alla regola di cui si è detto fu rappresentata dal disco di Al Bano “Pensando a te”, che nel 1969 arrivò nella Hit Parade prima della finalissima.

Si tratta di vedere adesso, come scoppierà il mercato e se scoppierà: le previsioni degli operatori commerciali dicono che le canzoni di San Vincent provocheranno una vendita globale di due milioni e mezzo di copie, vale a dire al di sotto della media standard della manifestazione che si aggira sui tre milioni, tre milioni e mezzo.

Tuttavia, l'industria della musica leggera sta cercando ansiosamente di battere nuove strade per arginare la flessione del 45 giri, con l'obiettivo di una ripresa; perché in realtà la crisi riguarda esclusivamente i “dischetti” e non i long playing e le musicassette. In che modo? Innanzitutto, con accordi bilaterali tra le case discografiche, in secondo luogo con la creazione di nuovi punti vendita, fuori cioè da quelli tradizionali (i negozi di dischi).

Proprio in occasione del Disco per l'estate 1972, i due colossi dell'industria discografica (la CBS e la RCA, dette anche le cordiali nemiche), hanno deciso di riunire i loro artisti, per dividersi il mercato dei 33 giri e il mercato delle cassette. La CBS, da oggi, produce un disco a lunga durata in cui sono incise le canzoni nate al Disco per l'estate dell'una e dell'altra Casa (Nada, quindi, accanto a Gianni Nazzaro, Morandi a fianco di Del Turco); la RCA, invece, produce musicassette con lo stesso repertorio.

Per quanto riguarda la diffusione del 45 giri, dal 1° giugno, tre Case (Ri.Fi., Phonogram e EMI) hanno fondato una società con il preciso scopo di ricercare nuovi punti di vendita: si va dai distributori di benzina ai circoli aziendali, dalle caserme ai negozi di elettrodomestici, dai supermercati alle librerie.

In altri termini l'industria discografica vuole percorrere la strada che ha già percorso con successo l'editoria: i Pocket, vale a dire i libri tascabili, sono infatti la testimonianza di questa affermazione. Ma non si sa ancora se, anche per il 45 giri, all'allargamento della rete distributiva corrisponderà poi una diminuzione del prezzo al consumatore.

Ed anche per oggi è tutto. Dalla prossima settimana vi racconteremo il Cantagiro di sessanta e cinquant'anni fa.

Appuntamento a sabato prossimo!

Buona settimana!

La foto della settimana

17 giugno 1972: Gianni Nazzaro (con la moglie Nada Ovcina) e Orietta Berti in attesa dei risultati finali di “Un disco per l’estate” (foto dal Radiocorriere TV)