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Archivio Editoriali - 18 Maggio 2019
a cura di Fiorenzo Pampolini

LE HIT DI SESSANTA ANNI FA. MAGGIO 1959 I PLATTERS PRIMI CON "SMOKE GETS IN YOUR EYES"

Cari amici, oggi siamo abituati a ritrovare su ogni radio le classifiche delle canzoni più ascoltate, ma fino a circa 60 anni fa, le cosiddette Hit Parade ancora non esistevano. In Italia, la prima classifica di vendite risale alla fine del 1958, e fu pubblicata dalla rivista settimanale “Il musichiere”, nata sull’onda del grande successo televisivo dell’omonima trasmissione condotta da Mario Riva.

E questa settimana vogliamo dare un’occhiata alla classifica dei singoli più venduti a metà maggio del 1959. Il 45 giri era il supporto più diffuso, ma circolava ancora qualche 78 giri, e della loro vendita tenevano conto le classifiche dell’epoca.

Al decimo posto della Top Ten di 60 anni fa, troviamo The Kingston Trio con “Tom Dooley”. Si tratta di un gruppo musicale statunitense specializzato nel repertorio folk e della pop music. Il pezzo in classifica è contenuto nel loro primo album, ed è la rielaborazione di un brano tradizionale della cultura americana ispirato alla figura del veterano confederato Tom Dula. La canzone garantì loro il Disco d’Oro e il primo Grammy Award per la categoria Best Country & Western Recording del 1959. In quell’anno il gruppo si esibì in tutti gli Stati Uniti per quasi trecento serate.

Al nono posto Chris Barber, trombonista, arrangiatore e compositore inglese, con “Petite fleur”, incisa nel nostro Paese da Johnny Dorelli. Nella sua carriera di musicista, oltre ad avere ricoperto il ruolo di band-leader, ha suonato anche il contrabbasso e la tromba-basso.

All’ottavo posto, il primo successo di Bruno Martino, “Kiss me kiss me”, lanciato nel programma televisivo “Ritmi d’oggi” per la regia di Enzo Trapani. Dopo il debutto in RAI nel 1944, Bruno Martino era stato diversi anni all’estero, ed ora, tornato in Italia, è all’inizio di una brillante carriera che culminerà l’anno successivo con il suo pezzo più famoso, “Estate”.

Settimo Perez Prado con “The millionaire”. Considerato fra i maggiori artisti di musica latino-americana, Perez Prado, cubano, è ricordato con l’appellativo “re del mambo”. La RCA sceglie la sua “Patricia” come sigla della rubrica di promozione discografica “RCA Club”, in onda il venerdì alla radio alle ore 15.

Al sesto posto troviamo Paul Anka con “Pity pity”. Il cantante canadese naturalizzato statunitense aveva già avuto grande successo appena sedicenne nel 1957 con “Diana”, e qualche anno dopo diventerà molto popolare anche in Italia quando nel 1964 sarà tra i partecipanti al Festival di Sanremo con “Ogni volta”.

Quinto Fred Buscaglione, insieme al suo gruppo che si chiama gli Asternovas, con “Guarda che luna”, un pezzo di grande successo che sarà successivamente inciso da molti altri interpreti, da Flo Sandon’s a Marino Marini, a Milva, a Fred Bongusto.

Quarto Robin Luke con “Susie darlin”, un pezzo che negli Stati Uniti raggiunse il quinto posto nella Billboard Hot 100, e che più tardi fu ripreso anche dal cantautore americano Tommy Roe. La canzone era originariamente intitolata “All Night Long”, ma in seguito fu rinominato e dedicato alla sorella di Luke.

Al terzo posto Frankie Avalon con “Venus”. La canzone, di grande successo anche negli Stati Uniti, è l’appello di un uomo alla dea Venere perché gli mandi una ragazza da amare e che lo amerà. E’ il primo grande successo per Frankie Avalon che qualche anno più tardi, nel 1964, arriverà a Sanremo per cantare “I sorrisi di sera” con Tony Renis.

Al secondo posto ritroviamo la stessa canzone già citata per il nono posto, “Petite fleur”, nella versione del suo autore Sidney Bechet, sassofonista, clarinettista e compositore statunitense di musica jazz, che proprio in quei giorni concludeva la sua esistenza terrena (14 maggio 1959).

Il disco più venduto è un classico dei Platters, “Smoke gets in your eyes”. Il pezzo era stato composto nel 1933 dal compositore statunitense Jerome Kern e dal paroliere Otto Harbach per la loro operetta “Roberta”. Sono state eseguite numerose cover del brano, ma la versione più nota è proprio questa dei Platters, che la portarono nelle classifiche di tutto il mondo. Il gruppo vocale statunitense visse proprio nella seconda metà degli anni Cinquanta il suo periodo d’oro, dopo aver raggiunto il successo nel 1955 con “Only you”.