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Archivio Editoriali - 18 Aprile 2020
a cura di Fiorenzo Pampolini

EUROFESTIVAL 1980 - PER L'ITALIA C'E' ALAN SORRENTI CON "NON SO CHE DAREI"

Cari amici, il 19 aprile 1980 si svolge all’Aia nei Paesi Bassi la 25esima edizione dell’Eurovision Song Contest, all’epoca ancora chiamato “Gran Premio Eurovisione della Canzone 1980”. In realtà, avrebbe dovuto essere organizzato da Israele, che aveva vinto l’edizione precedente, ma poiché si trattava di una vittoria per il secondo anno consecutivo, Israele rifiutò.

Fu chiesto al Regno Unito di organizzare il concorso, ma anch’esso si rifiutò. I Paesi Bassi si assunsero quest'onore, sebbene non avessero avuto molto tempo per la preparazione, infatti utilizzarono alcune parti della sequenza d’apertura e della scenografia della precedente edizione da loro organizzata nel 1976.

La sorpresa dell’edizione 1980 fu la partecipazione di un Paese africano, il Marocco, che vi prese parte per la prima ed ultima volta; il re del Marocco, Hassan II, a fine concorso, visto il basso piazzamento del suo Paese, decise che non avrebbe mai più partecipato al concorso.

I Paesi partecipanti furono 19 (come si può vedere dalla classifica finale più avanti riportata). Ogni Paese portò un proprio presentatore per introdurre la canzone nella propria lingua madre, per l’Italia fu inviata Beatrice Cori, per annunciare il concorrente del nostro Paese, Alan Sorrenti, in gara con “Non so che darei”, con l’orchestra diretta da Del Newman. Ma ecco la classifica finale dal 19esimo al primo posto.

19. Finlandia (Vesa-Matti Loiri, “Huilumies”), punti 6
18. Marocco (Samira Bensaid, “Bitaqat khub”), punti 7
17. Belgio (Telex, “Euro-vision”), punti 14
16. Norvegia (Sverre Kjelsberg e Mattis Haetta, “Samiid Aednan”), punti 15
15. Turchia (Ajda Pekkan, “Pet’r oil”), punti 23
14. Danimarca (Bamses Venner, “Taenker altid pa dig”), punti 25
13. Grecia (Anna Vissi % The Epikouri, “Autostop”), punti 30
12. Spagna (Trigo Limpio, “Quedate esta noche”), punti 38
11. Francia (Profil, “Hé hé, m’sieurs, dames”), punti 45
10. Svezia (Tomas Ledin, “Just nu”), punti 47
9. Lussemburgo (Sophie & Magaly, “Papa pingouin”), punti 56
8. Austria (Blue Danube, “Du bist Musik”), punti 64
7. Portogallo (José Cid, “Um grande, grande amor”), punti 71
6. Italia (Alan Sorrenti, “Non so che darei”), punti 87
5. Paesi Bassi (Maggie Mac Neal, “Amsterdam”), punti 93
4. Svizzera (Paola, “Cinéma”), punti 104
3. Regno Unito (Prima Donna, “Love enough for two”), punti 106
2. Germania Ovest (Katja Ebstein, “Theater”), punti 128
1. Irlanda (Johnny Logan, “What’s another year”), punti 143

Johnny Logan (con Chorus & Sax) vince dunque la manifestazione con un brano che divenne un grande successo in Europa e numero uno nelle classifiche britanniche.

Ecco come il Radiocorriere TV dell’epoca presenta il cantante in gara per l’Italia all’Eurofestival 1980. “Alan Sorrenti è forse quello tra i cantautori dell’ultima generazione che più si riallaccia alla tradizione del bel canto all’italiana. Sono uno strumentista che, al posto della chitarra o della tromba suona la propria voce – dice. In effetti ogni sua incisione rivela un numero incredibile di acrobazie tecniche, tutte incentrate nel canto.

Questo stile, così particolare, Alan l’ha imparato a Sorrento, a contatto con una piccola colonia di artisti americani che si è insediata nell’amalfitano intorno alla figura ieratica di un chitarrista-cantante famoso soprattutto nei Paesi anglo-americani: Shawn Phillip.

Ma già nell’album d’esordio, Alan ha accomunato questo stile tecnico a un filone più intimo e romantico, imperniato sull’uso della melodia. Quanto quest’uso sia radicato nella nostra tradizione canora è dimostrato dalla scelta non casuale di “Dicitencello vuje”, classico della canzone napoletana, come rinnovamento totale del cantante.

Al di là dello scalpore suscitato tra i puristi e del grosso successo commerciale, “Dicitencello” rappresenta una delle migliori interpretazioni di classici partenopei in chiave moderna. E così, anche quando ha abbracciato i ritmi della disco-music, Sorrenti ha lasciato nei suoi dischi ampi spazi alla melodia. “Tu sei l’unica donna per me” e “Non so che darei” ne sono una dimostrazione”.

Torniamo ai giorni nostri, nel 2020 l’Eurovision Song Contest avrebbe dovuto svolgersi dal 12 al 16 maggio nei Paesi Bassi, ma a seguito della pandemia di Covid 19, la manifestazione è stata annullata e sostituita con una serata speciale dal titolo “Eurovison Europe shine a light”. Per l’Italia, avrebbe dovuto partecipare il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo Diodato.

Infine, vogliamo inviare l’ultimo saluto al cantautore francese di origine italiana Christophe, pseudonimo di Daniel Bevilacqua, che ci ha lasciato il 16 aprile all’età di 74 anni. La canzone più nota di Christophe nel nostro Paese è “Estate senza te”, versione italiana di “J’ai entendu la mer”, con testo di Herbert Pagani. Il 45 giri di questo brano stazionò alcune settimane tra i singoli più venduti nel 1967. Ciao, Christophe.