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Archivio Editoriali - 17 Luglio 2010
a cura di Fiorenzo Pampolini

CANTA NAPOLI! LA DICIOTTESIMA EDIZIONE DELLA CANZONE NAPOLETANA

Cari amici, esattamente quarant’anni fa, nella celebre “Piazzetta” di Capri, era in pieno svolgimento il diciottesimo Festival della Canzone Napoletana. La storia di questa manifestazione era iniziata nel 1952, quando, sulle orme del neonato Festival di Sanremo, si decise di far svolgere ogni anno una gara di canzoni napoletane inedite.

In realtà, il Festival di Napoli (e in un certo senso anche il Festival di Sanremo) ha un antenato illustre: nel 1932, infatti, su iniziativa di un gruppo di poeti e musicisti napoletani, fu organizzata a Sanremo una rassegna di canzoni napoletane. All’epoca, non ci fu competizione tra le canzoni in gara, e le stesse non erano inedite.

Nel 1952, si organizzò la prima edizione del Festival della Canzone Napoletana, che si svolse al Teatro Mediterraneo in tre serate, dal 28 al 30 settembre, presentate da Nunzio Filogamo. Tra i cantanti in gara, citiamo alcuni nomi già noti al pubblico del Festival di Sanremo, come Nilla Pizzi, Oscar Carboni, Gino Latilla e Achille Togliani, ed inoltre Carla Boni, che a Sanremo sarebbe arrivata soltanto l’anno successivo aggiudicandosi la vittoria con Viale d’autunno. I primi vincitori furono Nilla Pizzi e Franco Ricci (le canzoni erano proposte in doppia esecuzione) con Desiderio ‘e sole.

La manifestazione prosegue negli anni successivi (ad eccezione del 1953), e così nel 1970 sbarca per la prima volta a Capri proponendo  nel corso di tre serate, dal 16 al 18 luglio, 24 canzoni inedite in dialetto napoletano. Il presentatore è Daniele Piombi. Per realizzare la ripresa televisiva nell’isola azzurra, è stato necessario trasportare con una nave speciale il pullmann con tre telecamere e risolvere a Capri alcuni problemi di traffico per consentire il passaggio del gigantesco automezzo.

Tra gli interpreti, molti esponenti della canzone napoletana, come Mario Abbate, Tony Astarita, Antonio Buonomo, Mario Da Vinci, Peppino Di Capri, Mirna Doris, Nino Fiore, Nunzio Gallo, Angela Luce, Mario Merola,  Luciano Rondinella, Giulietta Sacco, Mario Trevi. In gara, anche il napoletano Gianni Nazzaro, che però sta cercando il successo cantando anche in italiano) e gli attori comici Franco Franchi e Oreste Lionello. E poi c’è un gruppo di cantanti non napoletane, come Angela Bini, Anna Identici, Louiselle, Ombretta Colli, Wilma De Angelis. L’elenco completo delle 24 canzoni in gara, con i relativi interpreti, potete trovarlo, così come tutti gli elenchi delle canzoni in gara alle varie manifestazioni musicali del periodo, sul mio libro “Festival”.

In finale, arrivano 14 canzoni. Il verdetto delle giurie assegna il terzo posto, ex aequo, a Mario Abbate e Tony Astarita con ‘A madonna d’e rose, e a Tony Astarita ed Anna Identici con Distrattamente. Secondo posto per Franco Franchi e Angela Luce con ‘O divorzio, canzone che mette in allerta i solerti censori della RAI, i quali impongono il cambio di qualche parola nel testo.

Vincono Peppino Di Capri e Gianni Nazzaro con Me chiamme ammore. La canzone napoletana preferisce dunque tornare al night club. Funziona la macchietta affidata al comico Oreste Lionello, ma la canzone vincitrice è sullo stile di Anema ‘e core, tenuta a battesimo anni prima proprio in un locale notturno di Capri. Me chiamme ammore, scrive Antonio Lubrano sul Radiocorriere TV,è di quei brani che le coppie giovanissime ballano stando ferme su una mattonella, magari dopo essersi scatenate in una serie di shake”.

Va detto altresì che i giovanissimi hanno altre canzoni da ascoltare. Nessuna delle composizioni proposte dal Festival di Napoli arriverà in Hit Parade, dove invece si avvicendano i successi lanciati da altre famose rassegne che si rivolgono ad un pubblico più giovane: parliamo di Disco per l’estate, di Cantagiro e di Festivalbar.

Delle prime due, vi abbiamo già raccontato tutto, mentre della settima edizione del Festivalbar avremo modo di parlare più diffusamente nelle prossime settimane. Per ora, possiamo anticiparvi che la rassegna estiva ideata e organizzata da Vittorio Salvetti, è in pieno svolgimento nei juke-box di tutta Italia con una serie di dischi divisi in quattro categorie: la serie Rossa, la serie Verde, la serie Gialla, e la serie Oro. Quest’ultima rappresenta una vera e propria novità per una gara canora: avremo modo presto di tornare sull’argomento.

Concludiamo la nota di questa settimana con una curiosa recensione del Radiocorriere TV a proposito del singolo estivo 1970 di Lucio Battisti, che nella Hit Parade del 17 luglio, si trovava in quarta posizione. L’ascolto dei due lati di questo 45 giri sembra non aver incontrato per nulla i favori del critico del settimanale della RAI, ecco infatti cosa scrive: E’ difficile per i cantautori mantenersi sullo standard delle proprie geniali intuizioni. Bisogna fare del nuovo, conservando quel tanto di vecchio che permetta di riallacciare un immediato colloquio col pubblico. E poi c’è la tentazione di fare qualcosa di eccezionale, di andare oltre i propri limiti. Lucio Battisti non sfugge alla regola e per l’estate, in collaborazione con Mogol, ha preparato una canzone pretenziosa, gonfia di retorica quanto povera di vera ispirazione, che di convincente ha soltanto il titolo: “Fiori rosa, fiori di pesco”. Forse il fracasso dell’orchestra e gli urli del cantante saranno adatti ai juke-box sulle spiagge, ma è difficile immaginare che riescano a conquistare il pubblico. Sul verso del 45 giri “Ricordi”, un altro pezzo scarsamente orecchiabile, “Il tempo di morire”.

Il sondaggio di questa settimana è stato ideato in ricordo di Lelio Luttazzi, scomparso la settimana scorsa. Abbiamo infatti deciso di mettere in gara i singoli più venduti dei 10 anni durante i quali il grande Lelio ha presentato la popolarissima “Hit Parade”. Potrete così eleggere la migliore canzone regina della mitica Hit Parade di Lelio Luttazzi.

Ed allora, votate, votate, votate...