testata
Archivio Editoriali - 17 Dicembre2022
a cura di Fiorenzo Pampolini

DICEMBRE 1982: L'ARCA DI NOE', IL NUOVO ALBUM DI FRANCO BATTIATO

Cari amici, dicembre 1982: da oltre 12 mesi Franco Battiato non ha rivali. Ha messo in riga i grandi complessi del rock americano, i solisti più acclamati del pop inglese. Da oltre un anno è in testa alle classifiche di vendita dei 33 giri. “La voce del padrone” ha quasi toccato le 900mila copie. E nella storia della musica leggera italiana mai nessun disco aveva resistito e venduto tanto bene.

Nessun dubbio: Franco Battiato, 37 anni, nativo di Ionia (provincia di Catania), è la star del 1982, l’unico cantante ad aver spopolato in una stagione di crisi con canzoni che piacciono a tutti. Ed ora (dicembre 1982) sta uscendo il nuovo album.

Il 33 giri si intitola apocalitticamente “L’arca di Noé”, racchiude sette canzoni per una durata che va poco al di là dei 30 minuti, suoni e melodie li ha arrangiati in duplex con Giusto Pio, i robusti cori lirici che fanno da controcanto a Battiato sono opera dei Madrigalisti di Milano. A dispetto di tanti pessimisti sul futuro del cantante siciliano, l’album è sicuramente uno tra i prodotti più eccitanti degli ultimi tempi.

Come nei tre precedenti dischi che hanno segnato la svolta pop di Battiato, ne “L’arca di Noè” lui è capace di sfuggire alle etichette contenendole tutte, di creare musica gradevole, varia e ricca, facendo uso di tutti quei moduli che il panorama musicale odierno può offrire: dall’elettronica germanica alla dance-music da discoteca, passando per la sua educazione di ex musicista d’avanguardia.

Al primo ascolto, “L’arca di Noè” non possiede quelle esplosioni di energia e di irresistibile sarcasmo che avevano caratterizzato il precedente. È un 33 giri che esige ripetute audizioni, anche se un brano come “La Torre” non faticherà di certo a diventare una sorta di inno per la nuova gioventù degli anni Ottanta. Mentre gli altri pezzi del puzzle-Battiato, una volta incastrati nella memoria, si riveleranno senza dubbio più affascinanti e accattivanti.

Il Radiocorriere TV, che lo incontra e lo intervista in occasione dell’uscita del disco, lo definisce un personaggio divertente e divertito del proprio successo, arguto e ironico nelle risposte. Insomma, il contrario dell’immagine alla quale ci ha abituato, apparentemente triste e sempre vestito di nero.

“Macché triste – sbotta Franco Battiato. Non sono per niente triste. Credo di essere una persona severa. Una severità che nasce dalla volontà di migliorarmi. Io guadagno 400 lire a disco: ho l’8%. In tutto fa 320 milioni, Ma la metà termina nelle tasche del fisco. Cosa cambia con la celebrità? Nel mio caso, ti sembrerà stranissimo e un po’ strabiliante, non cambia niente”.

Questo carismatico personaggio che si definisce un “musicista per essenza”, che scrive pop-song marinare per Giuni Russo, hit sanremesi per Alice, che vive a 37 anni con la madre in un tranquillo appartamento di Milano, che dà del lei a Giusto Pio, sarà protagonista di un film di 34 minuti, girato nel deserto del Sahara, che il programma TV “Mister Fantasy” manderà in onda nella puntata di martedì 28 dicembre 1982. Un filmato che visualizzerà naturalmente il suo nuovo album, “L’Arca di Noé”, un 33 giri destinato ad un grande successo nel 1983.

Ma vediamo i titoli delle 7 tracce dell’album: Lato A: “Radio Varsavia”, “Clamori”, “L’esodo”. Lato B: “Scalo a Grado”, “La torre”, “New Frontiers”, “Voglio vederti danzare”. Quest’ultimo è il brano di maggior successo dell’album.

“L’arca di Noè” avrà meno successo del precedente “La voce del padrone”, ma venderà comunque 550mila copie.

 

Appuntamento a sabato prossimo con le
Le foto della settimana

(Foto da Radiocorriere TV)

______________________________________________________________________________________