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Archivio Editoriali - 17 Gennaio 2009
a cura di Fiorenzo Pampolini

SOGNANDO SANREMO. NUOVI TALENTI DA CASTROCARO AD X-FACTOR

Si parlava nel nostro editoriale della scorsa settimana del rapporto tra musica e internet, e della scarsa possibilità di poter farsi conoscere da parte di nuovi talenti. Casualmente, proprio nella settimana che si sta per concludere, hanno preso il via tre nuovi eventi che si propongono di scoprire nuovi talenti in campo musicale. Lunedì scorso, è infatti iniziata su Rai Due, la seconda edizione di “X Factor”, che l’anno scorso ha lanciato una nuova protagonista della canzone italiana, ovvero Giusy Ferreri, catapultata dalla cassa dell’Esselunga ai primi posti della nostra Hit Parade. Un’altra importante occasione per il lancio di nuovi talenti è la nuova edizione di “Amici”, mentre il Festival di Sanremo è già iniziato on line con il lancio di cento nuove canzoni che possono essere ascoltate e votate dai navigatori del relativo sito Internet.

In attesa di verificare il successo di questi nuovi trampolini di lancio (e soprattutto il talento delle nuove leve), facciamo un passo indietro, per parlare di un Festival che dal 1957 ad oggi seleziona ogni anno voci nuove per la nostra musica leggera.

Si tratta del Festival delle Voci Nuove di Castrocaro Terme, una rassegna che, come tante altre, ha conosciuto il suo momento migliore negli anni Sessanta, in pieno boom discografico.

Tra i vincitori delle prime edizioni, Carmen Villani (1959). Dal 1962, il regolamento del Festival di Castrocaro prevede che i due vincitori accedano di diritto al successivo Festival di Sanremo. In quell’anno si guadagnano un posto al sole della Riviera dei Fiori, Eugenia Foligatti e Gianni Lacommare, che vivranno una breve carriera nel mondo delle sette note, ma da quella stessa edizione inizia a far parlare di sè una certa Iva Zanicchi, che ancora nel 2009 sarà tra i protagonisti di Sanremo.

L’anno successivo è la volta di Gigliola Cinquetti e Bruno Filippini, e in gara c’è anche Caterina Caselli. Nel 1964, vincono Vittorio Inzaina e Franco Tozzi, quest’ultimo, fratello maggiore del più noto Umberto, esploderà l’anno successivo a “Un disco per l’estate” con I tuoi occhi verdi. Nel 1966, è in gara anche la bravissima Loretta Goggi, già conosciuta come interprete-bambina dei più importanti sceneggiati televisivi degli anni Sessanta, e che proprio da qui intraprende anche la carriera di cantante, diventando negli anni successivi una delle migliori protagoniste del varietà televisivo (e non solo).

Nel 1967, vince, insieme ad Elio Gandolfi, una sedicenne nata a Palermo nel 1951, si chiama Giusy Romeo, e conquista la vittoria interpretando il successo di Fausto Leali A chi. La grande popolarità per Giusy arriverà soltanto nel 1982, quando, con il nome d’arte di Giuni Russo, incide Un’estate al mare, che diventerà un tormentone balneare di quella stagione. Poi, la collaborazione con Franco Battiato, e un periodo di alti e bassi, fino a quando nel 2004, già provata da un male incurabile, interpreta splendidamente al Festival di Sanremo Morirò d’amore.

Un’altra grande star della nostra canzone partecipa al Festival di Castrocaro nel 1968, è Fiorella Mannoia, in gara con la canzone di Celentano Un bimbo sul leone. Fiorella debutterà poi l’anno successivo a “Un disco per l’estate” con il solo nome di battesimo e la canzone Gente qua, gente là.

Nel 1971, vince a Castrocaro Carla Bissi (la futura Alice), ed anche in tempi più recenti il Festival di Voci Nuove della località termana ha reso famosi alcuni nomi come Michele Zarrillo, Luca Barbarossa, Eros Ramazzotti, Zucchero, Fiordaliso, Rosario Di Bella, Laura Pausini, Silvia Salemi.

Per la cronaca, l’ultima edizione si è svolta nell’estate del 2008, ed è stata vinta da Simona Galeandro.

E per concludere questo nostro appuntamento settimanale, non possiamo dimenticare il decennale della morte di un grande della nostra musica, ovvero Fabrizio De Andrè. Tanto si è detto di questo poeta delle sette note, noi qui vogliamo ricordare l’esordio di Faber, quando, nel 1960, è tra gli interpreti di “Eva a gogò”, una rivistina in “cartellone” alla Borsa d’Arlecchino, un teatrino d’avanguardia ricavato nel sottoscala di un caffè della strada principale di Genova, via XX Settembre. Qui Fabrizio si fa conoscere da una piccola casa discografica locale, che gli fa incidere il suo primo 45 giri con La ballata dell’eroe e La ballata del Michè. Da quel momento in poi, la sua vita è storia della canzone italiana.