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Archivio Editoriali - 16 Maggio 2020
a cura di Fiorenzo Pampolini

LET IT BE: L'ULTIMA PRODUZIONE DEI MITICI BEATLES

Cari amici, 50 anni fa, anticipato il 16 marzo dal singolo omonimo, usciva l’8 maggio l’ultimo album dei Beatles, “Let it be”. E’ il dodicesimo album dei Fab Four, uscito quando ormai da circa un mese il gruppo aveva ufficializzato il proprio scioglimento.

Registrato per la quasi totalità in sessioni precedenti a quelle di “Abbey Road” del 1969, l’album fu affidato nelle mani del produttore Phil Spector che ne curò il mix modificandone in alcune parti il risultato finale, anche con l’aggiunta di cori e parti orchestrali.

Contiene 12 tracce, tra le quali ovviamente il brano che dà il titolo all’album. Paul Mc Cartney raccontò che l’ispirazione gli venne da un sogno, nel quale aveva parlato con la madre Mary, morta di cancro nel 1956 quando lui aveva solo 14 anni. John Lennon non accolse benevolmente la canzone, in quanto la considerava “pseudo-religiosa”, ma accettò poi di buon grado di firmare il pezzo, anche se in realtà l’autore era Mc Cartney.

Il singolo raggiunse la prima posizione in classifica negli Stati Uniti, in Australia, Norvegia e Svizzera e la seconda posizione in Inghilterra. Nel nostro Paese, il 45 giri si posizionò all’ottavo posto tra i singoli più venduti nell’intero anno, mentre il 33 giri fu il terzo LP più venduto nel 1970, curiosamente dietro “Abbey Road” al secondo posto.

L’anno prima, era uscito il film “Let it be – Un giorno con i Beatles” (nella versione originale semplicemente “Let it be”), che mette in scena l’ultimo concerto tenuto dai Beatles poco dopo il mezzogiorno del 30 gennaio 1969 sul tetto del loro quartier generale, la Apple Records, al numero 3 di Savile Row, a Londra.

Finisce così la storia di questi quattro ragazzi di Liverpool, ritenuti un fenomeno di comunicazione di massa di proporzioni mondiali, che hanno venduto in tutto il pianeta oltre un miliardo di copie fra album, singoli e musicassette.

La loro storia aveva avuto inizio nel lontano 1957, quando a Liverpool, il sedicenne John Lennon, leader del gruppo The Quarrymen, aveva conosciuto in occasione della festa parrocchiale Paul Mc Cartney. Alcuni mesi dopo, entrò a far parte della band George Harrison, mentre il nome “The Beatles” arrivò soltanto nel 1960.

La prima volta che il gruppo si esibì con un contratto  a nome “The Beatles” fu il 17 agosto 1960 ad Amburgo, dove tennero i loro primi concerti. Nella città tedesca, la band tornò altre volte fino al 1962, poi iniziarono ad esibirsi nel loro Paese prima a Liverpool e poi nella capitale Londra.

Il batterista Ringo Starr arriva soltanto nel 1962, quando i quattro ragazzi iniziano ad incidere i loro primi 45 giri. Dopo “Love me do”, il loro secondo singolo fu “Please please me”, che raggiunse il primo posto nella Hit Parade inglese. Il successo del brano iniziò a far conoscere il gruppo su scala nazionale: uscito l’11 gennaio 1963, ebbe subito recensioni positive. Iniziò così la leggenda dei Beatles.

Quattro nomi, un mito: John Lennon (Liverpool, 1940 – New York, 1980), Paul Mc Cartney (Liverpool, 1942), George Harrison (Liverpool, 1942 – Los Angeles, 2001) e Ringo Starr (Liverpool, 1940). Il 10 aprile 1970, Paul Mc Cartney annuncia ufficialmente che i Beatles non ci sono più. “Abbiamo personalità diverse, diversi interessi commerciali, diversi modi di sentire la musica. Non abbiamo più niente in comune. E soprattutto mi diverto di più con la mia famiglia che con loro”. Nonostante siano all’apice del successo, i quattro ormai si sono separati, e ognuno di loro prosegue la carriera musicale come solista.

Vogliamo concludere ricordando il 25esimo anniversario della scomparsa di una grande artista italiana, Mia Martini, che ci lasciò il 12 maggio 1995. Abbiamo rivissuto la sua biografia nell’ottima fiction di Raiuno “Io sono mia”, riproposta in replica nei giorni scorsi, dove la cantante era interpretata dalla bravissima Serena Rossi. Ciao, Mia, sei nella storia della canzone italiana, e i tuoi successi resteranno per sempre.