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Archivio Editoriali - 17 Aprile 2010
a cura di Fiorenzo Pampolini

SANREMO STORY. TUTTO IL FESTIVAL ANNO PER ANNO

Cari amici, da questa settimana inizia su 45mania la storia del Festival di Sanremo. Sono passati quasi 60 anni da quel 29 gennaio del 1951, quando il presentatore Nunzio Filogamo e il direttore d’orchestra Cinico Angelini diedero il via a quello che sarebbe diventato un grande evento per la canzone italiana.

Dal palcoscenico del Festival sono passati tutti (o quasi tutti) i nomi più prestigiosi della musica leggera italiana. Nella prima edizione, le canzoni in gara sono affidate soltanto a tre nomi (Nilla Pizzi, Achille Togliani e il duo Fasano), negli anni successivi sono in gara, insieme a molte voci nuove, i grandi talenti musicali degli anni Cinquanta (come Carla Boni, Gino Latilla, Giorgio Consolini, Natalino Otto, Flo Sandon’s, Claudio Villa), e nel 1958 Domenico Modugno inaugura una nuova era per la canzone italiana al grido di “Volare oh oh”.

Tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta, venne poi l’epoca degli “urlatori” (Betty Curtis, Tony Dallara, Mina, Joe Sentieri), dei cantautori (Giorgio Gaber, Gino Paoli, Umberto Bindi, Gianni Meccia, Pino Donaggio), degli interpreti del rock all’italiana (Adriano Celentano, Little Tony), dei cantanti cosiddetti “confidenziali” (Peppino Di Capri, Fred Bongusto).

L’inzio degli anni Sessanta non è di particolare successo per il Festival, poche sono le canzoni da Hit Parade, mentre dal 1964 al 1972 il Festival conoscerà un periodo di grande popolarità lanciando una serie di “evergreen” ancora oggi ricordati da tutti.

Poi il declino: la RAI decide di trasmettere in TV soltanto la serata finale, e nello stesso tempo i giovani snobbano il Festival preferendogli i concerti dal vivo e nuove tendenze musicali.

Intorno alla metà degli anni Settanta, Sanremo è ignorato da tutti. I big disertano la gara, e nell’albo d’oro della manifestazione figurano alcuni nomi che saranno ben presto dimenticati.

Ma nei primi anni Ottanta, il Festival torna ai suoi antichi splendori. Canzoni come Per Elisa di Alice o Maledetta primavera di Loretta Goggi, entrambe dell’edizione 1981, entrano in Hit Parade e vi restano a lungo.

Sono gli ultimi anni del 45 giri, il Festival si adegua sempre di più alle esigenze dello spettacolo televisivo, ma continua a lanciare grandi interpreti come Vasco Rossi, Zucchero, Eros Ramazzotti.

Con l’avvento del CD, la produzione discografica relativa al Festival, si orienta sempre di più alle raccolte (le cosiddette compilation). Le classifiche non si riferiscono soltanto ai dischi più venduti, ma anche ai brani più trasmessi dalle radio e alle suonerie telefoniche più scaricate. 

Quest’anno, il Festival è giunto alla sua sessantesima edizione, cinque serate trasmesse un paio di mesi fa da Raiuno, che hanno avuto un buon esito in termini di ascolto, e che hanno sancito il successo di giovani promesse della canzone italiana, uscite da talent-show televisivi, come “X Factor” e “Amici”.

E noi da questa settimana, ripercorreremo nel dettaglio la storia di questi 60 anni della canzone italiana, da quando le canzoni della prima edizione del Festival facevano da sottofondo ai clienti del Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, intenti più a cenare che a seguire le nuove canzoni, fino all’ultima edizione, quando la rassegna canora è stata seguita da oltre dieci milioni di telespettatori.

Si comincia con le schede relative alle prime tre edizioni: le canzoni in gara, gli interpreti, le classifiche, gli aneddoti, le foto d’epoca.

E a proposito di gare, dalla prossima settimana riprendiamo i nostri sondaggi sulle manifestazioni del tempo che fu: per alcune settimane, potrete votare per le canzoni di “Un disco per l’estate” 1970, poi per quelle del Cantagiro dello stesso anno, e poi ancora per il Festivalbar, ecc. ecc. Rivivremo così, settimana dopo settimana, l’estate canora di 40 anni fa!

Infine, due saluti per due persone che nei giorni scorsi ci hanno lasciato.

Raimondo Vianello è stato un grande, i suoi sketches prima con Ugo Tognazzi e poi con la moglie Sandra Mondaini resteranno per sempre nella storia della televisione italiana. Noi ricordiamo Raimondo come conduttore di alcune edizioni del popolare spettacolo radiofonico della domenica mattina “Gran Varietà”, come conduttore dell’edizione 1969 di “Canzonissima” (insieme a Dorelli e alle gemelle Kessler), e come presentatore dell’edizione 1998 del Festival di Sanremo. Ciao, Raimondo! Ci mancherà la tua comicità, la tua garbata ironia. Ora anche lassù avranno di che divertirsi.

E addio anche a Carlo Alberto Rossi, che se n’è andato lunedì scorso a 89 anni. Autore di canzoni indimenticabili come E se domani e Le mille bolle blù. Molto tempo fa, Carlo Alberto disse a un giornalista: “La mia passione per la musica mi farà vivere fino a 90 anni”. Aveva ragione. Noi vogliamo qui ricordarlo, con una delle sue canzoni meno conosciute, ma molto bella. Il testo è di Marisa Terzi, la musica è sua: è Stazione Sud, presentata con poca fortuna da Salvatore Vinciguerra all’edizione 1966 di “Un disco per l’estate”.

STAZIONE SUD
(di Terzi-C.A. Rossi)

Ritornerò da te
mia terra, laggiù,
là dove cantano;
di notte l’amor.
Mi batterà forte il cuor
vedendo la ma casa,
tremerà la mia mano
quando la porta schiuderò.

Oh come lento va
il treno quaggiù,
e non arriva mai
col caldo che fa.

Io temo solo che lei
non venga alla stazione,
ma se niente è cambiato,
lei come sempre m’aspetta
al fiume che sa tutto di noi.

Io temo che solo lei
non venga alla stazione,
ma io so dove trovarla,
lei che mi ama m’aspetta
al fiume che sa tutto di noi.