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Archivio Editoriali - 16 Febbraio 2019
a cura di Fiorenzo Pampolini

DOPOFESTIVAL: CINQUANT'ANNI FA BOBBY SOLO RINGRAZIA GIANNI MORANDI

Cari amici, 50 anni fa, alla domanda rivolta a Bobby Solo “Chi ha portato al successo Zingara, lei o Iva Zanicchi?”, lui risponde Gianni Morandi. Il cantante di Monghidoro, oltre ad essere l’autore della canzone vincitrice di Sanremo 1969, ha dato anche una grossa mano a Bobby dandogli preziosi consigli su come interpretarla ed anche suonando la chitarra durante la registrazione del disco.

La vittoria di “Zingara” ha ulteriormente cementato l’amicizia fra i due big. Morandi è titolare con il paroliere Franco Migliacci di una casa editrice musicale, la “Mimo” che lanciato alcuni successi come “La bambola” di Patty Pravo. E Bobby Solo sta pensando di entrare a far parte di questa “scuderia”, mentre è probabile che il cantante romano ricambi il favore scrivendo, insieme a Migliacci, una canzone per Morandi.

A proposito di Iva Zanicchi, il vincitore di Sanremo 1969 non nasconde che inizialmente era contrario e scontento della partner. “Quando l’ho ascoltata e vista sul video, solo allora, mi sono ricreduto su Iva ed ho capito che la scelta era stata felice. In precedenza mi ero battuto per Massimo Ranieri, perché convinto che con “Zingara” avrebbe avuto finalmente la possibilità di esplodere. Non gli hanno ancora offerto la canzone giusta” (che arriverà puntualmente qualche mese dopo quando Ranieri trionferà al Cantagiro con “Rose rosse”, ndr).

D’altra parte a Sanremo si è cercato di fare gli interessi dei discografici e di premiare quelle Case che in passato avevano dato il loro appoggio al Cantagiro, una manifestazione che per anni è stata rivale del Festival, quando lo organizzava il patron Gianni Ravera. Mentre ora Ezio Radaelli è patron anche di Sanremo.

La rivelazione del Festival si chiama Nada, una ragazzina quasi diciassettenne che dopo aver impressionato milioni di telespettatori cantando “Ma che freddo fa” è già ritornata a scuola. E’ una fanciulla normale, senza grilli per la testa. “Non mi sento diversa da com’ero prima di andare a Sanremo” ha detto. “Non avevo mai visto tanti cantanti famosi ma non mi hanno impressionato. Soltanto Don Backy è meglio dal vivo che in televisione”.

Ora la battaglia canora si è trasferita dal Salone delle Feste del Casinò di Sanremo al mercato dei 45 giri. Candidata al ruolo di best seller è “Zingara” richiesta sia nella versione di Bobby Solo che in quella di Iva Zanicchi. Ed infatti nella Hit Parade del 21 febbraio, la canzone vincitrice del Festival è in testa alla classifica.

E sono sanremesi, anche altre 6 canzoni tra le prime otto. L’unica canzone non festivaliera è “Obladì obladà” dei Beatles all’ottavo posto. Poi risalendo la classifica, troviamo al settimo posto “Un sorriso” di Don Backy, al sesto “Tu sei bella come sei” di Mal, al quinto “Un’ora fa” di Fausto Leali, al quarto “La pioggia” di Gigliola Cinquetti.

Damigelle d’onore – usando il linguaggio del maestro Lelio Luttazzi che conduceva ogni venerdì la Hit Parade radiofonica – sono “Bada bambina” di Little Tony al terzo posto e “Ma che freddo fa” di Nada al secondo.

Intanto Tom Jones è risultato al primo posto in una graduatoria degli artisti inglesi che hanno venduto più dischi nel 1968, con un punteggio superiore a quello ottenuto dai Beatles, assegnatogli sommando le posizioni raggiunte nelle classifiche di vendite di tutto l’anno.

In Italia continua il “boom” della riedizione di vecchie canzoni. Il complesso I Poeti ripropone su etichetta Kansas “T’ho vista piangere” che fu composta da Casadei e Poletto negli anni Quaranta, mentre I Romantici ripescano da un passato più recente “Lasciami cantare una canzone”, di Bixio, ancora su etichetta Kansas, che risale al Festival di Sanremo 1953, dove si classificò al terzo posto.