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Archivio Editoriali - 16 Gennaio 2021
a cura di Fiorenzo Pampolini

CANZONISSIMA 1970 GRAN FINALE. VINCE RANIERI, LA RIVELAZIONE E' RAFFAELLA CARRA'

Cari amici, il 6 gennaio 1971 si conclude Canzonissima. Al di là della classifica finale, che stiamo per vedere, dobbiamo rilevare come la vera rivelazione di questa edizione sia Raffaella Carrà. Mettendo a frutto le precedenti esperienze TV, cinematografiche e teatrali, la giovane attrice ha avuto modo di misurare le sue capacità e di rivelarne altre (quella, per esempio, di essere un simbolo sexy molto familiare) che le hanno procurato la crescente simpatia del pubblico.

E la sigla di questa Canzonissima è fonte di grandi soddisfazioni per la Carrà: “Ma che musica maestro” figura, infatti, tra i dischi meglio venduti nell’inverno 1970. Si parla di 220mila copie, per ora.

Ma vediamo la classifica della serata finale. Ottava Caterina Caselli con “Viale Kennedy”, settima Marisa Sannia con “La primavera”, sesta Iva Zanicchi con “Una storia di mezzanotte”, quinta Orietta Berti con “Ah, l’amore che cos’è”, quarto Claudio Villa con “Non è la pioggia”, terzo Mino Reitano con “Una ferita in fondo al cuore”, secondo Gianni Morandi con “Capriccio”, vince Massimo Ranieri con “Vent’anni”.

“La gente che mi ha votato mi ha fatto sentire la gioia di essere soprattutto un cantante”. È stato questo il primo spontaneo commento del vincitore. Negli ultimi tempi sembrava infatti che il cinema volesse sottrarre definitivamente Massimo Ranieri al mondo della musica leggera e ai suoi fans: basterebbe riferirsi al successo di “Metello” e agli tre film girati subito dopo, uno dei quali al fianco di Kirk Douglas.

Canzonissima ha così consolidato la popolarità di un fresco idolo della musica leggera. In fondo, la vittoria di Ranieri era maturata già prima del 6 gennaio. Fin dai turni eliminatori, infatti, il figlio dell’ex operaio siderurgico riusciva a distanziare i suoi avversari diretti, Morandi e Villa, i quali l’anno prima erano giunti allo scontro decisivo quasi alla pari.

“Il successo di Massimo – commenta Claudio Villa – non danneggia in definitiva né me né Morandi. Era logico pensare che il pubblico fosse ormai alla ricerca di un personaggio nuovo. Del  resto lo aveva già individuato lo scorso anno, attribuendo a Ranieri il miglior piazzamento dopo di noi”.

C’è poi il terzo posto di Mino Reitano, che proprio sul nastro d’arrivo ha scavalcato il pur tenace Claudio Villa. Reitano compie nel ’71 24 anni, è nato a Reggio Calabria e per molto tempo ha lavorato all’estero con i suoi numerosi fratelli, girando da un locale notturno all’altro con un complesso musicale formato dagli stessi familiari.

Dopo i primi successi discografici (“Avevo un cuore” e “Una chitarra, cento illusioni”) si è trasferito a Milano, e ottenuti i primi cospicui guadagni, ha chiamato al Nord il resto della famiglia (si parla di circa 40 persone tra cugini ed affini) e ad Agrate Brianza ha addirittura fondato un piccolo villaggio.

Poco lusinghieri i risultati delle quattro cantanti donne arrivate in finale. Indipendentemente dalla classifica, il personaggio che più si è messo in luce è stato quello di Iva Zanicchi. La cantante di Ligonchio ha addolcito a Nicola Di Bari l’amarezza dell’esclusione dalla finale, portando al successo “Una storia di mezzanotte”, composta dal cantante pugliese. Il risultato più singolare riguarda Marisa Sannia che ha scavalcato in graduatoria il suo “datore di lavoro”, nella persona di Caterina Caselli, moglie di Piero Sugar, proprietario della Casa discografica per la quale incide la cantante sarda.

Sul piano discografico, la gara televisiva ha ricreato un certo ottimismo. Nel settembre 1970, quando Canzonissima cominciò ad andare in onda, il mercato dei 45 giri era praticamente fermo e la produzione italiana pareva destinata a subire passivamente l’offensiva straniera, con un calo nelle vendite valutato intorno al 30-40%.

Dopo tre mesi, la situazione appare nettamente migliorata. Confermando una tendenza degli ultimi due anni, anche questa edizione di Canzonissima è riuscita a far vendere dischi, risospingendo ai margini la produzione estera. Nella settimana coincidente con la finalissima, nella Hit Parade figuravano per la prima volta, rispetto al passato, sei titoli diventati popolari attraverso il torneo televisivo: “Fiume amaro” (Iva Zanicchi), “Ma che musica maestro” (Raffaella Carrà), “Vent’anni” (Massimo Ranieri), “Capriccio” (Gianni Morandi), “Sogno d’amore” (Massimo Ranieri) e “L’appuntamento” (Ornella Vanoni). Per non parlare inoltre del buon movimento registrato dai titoli di Mino Reitano, Orietta Berti, Caterina Caselli e Patty Pravo. Si parla in sostanza di un milione e mezzo di dischi già venduti.

Questa ripresa sembra quasi la conseguenza logica del largo successo popolare di Canzonissima: una media di 26 milioni di telespettatori (esclusa la finalissima), 16.798.454 di cartoline contro i 16.210.963 dell’anno prima.

Corrado si è confermato il presentatore televisivo con il più alto indice di gradimento. Da questa costanza nel rapporto Corrado-pubblico emerge il risultato più lusinghiero per lo showman romano. Al Teatro delle Vittorie, rappresentava la sicurezza, il fatto che potesse risolvere lui, e non altri, qualsiasi situazione nel corso dello spettacolo, dava a tutti un senso di tranquillità e di fiducia.

E c’è anche un protagonista nascosto in questa edizione di Canzonissima, il gatto “Micio”. Il felino domestico era nato alla vigilia del torneo, a Tivoli, dove i funzionari della trasmissione lo trovarono quando chiesero a Monica Vitti, che lavorava in quella cittadina con una troupe cinematografica, di essere la prima ospite di Canzonissima 1970. “Micio” venne trasferito in un camerino del Teatro delle Vittorie, e qui, per 13 settimane, è stato trattato come un pascià: cantanti, ballerini, attori, tecnici si sentivano ogni giorno obbligati a portargli i cibi più raffinati che Micio accoglieva con entusiasmo e non con la diffidenza tipica della sua specie.

La sera del 6 gennaio, anche Micio ha traslocato. È stato affidato ad uno dei tecnici con l’impegno di riportarlo al Delle Vittorie in settembre quando cominceranno le prove di Canzonissima 1971.

La foto della setimana

6 gennaio 1970: Massimo Ranieri bacia ed abbraccia la mamma, esultando per la vittoria a Canzonissima. Dietro di lui, Claudio Villa, che si deve accontentare del quarto posto.