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Archivio Editoriali - 16 Gennaio 2010
a cura di Fiorenzo Pampolini

I BEATLES SI CONFESSANO. 1968_GENIO E SREGOLATEZZA DEI FAB FOUR

Cari amici, ho trovato nella mia collezione di vecchie riviste, un articolo che racconta un aspetto inedito della vita dei Beatles. Ve lo riassumo qui di seguito, così come viene raccontato su un libro di Hunter Davies, uscito alla fine del 1968 in Inghilterra. L’opera è una biografia autorizzata dei Beatles. Insieme a fatti più o meno noti, questa biografia ci rivela lati ancora inediti e piuttosto sconcertanti del quartetto di Liverpool. Le loro confessioni sono riferite in prima persona, cioè con citazioni dirette da loro completamente avallate.

John Lennon è senza dubbio il più anarchico del gruppo. Suo padre, Fred Lennon, un marinaio, sposò Julia Stanley nel 1938. Poco dopo s’imbarcò per le Indie occidentali e la moglie non ne seppe più nulla. Il 9 ottobre del 1940, durante un bombardamento che fece crollare alcune case vicine, Julia dette alla luce un maschietto a cui fu imposto il nome di John Winston, in evidente omaggio a Churchill. Più tardi, Julia volle rifarsi una vita con un altro uomo e affidò il piccolo John alla sorella Mimi.

John ammette di essere stato un delinquentello precoce, un egocentrico, prepotente coi suoi coetanei. A sette anni scrisse un libretto che illustrò da solo, e lui stesso confessa che a quell’età girava per i negozi con la sua gang rubacchiando ciò che capitava sotto mano. La musica era forse l’ultima delle sue ambizioni, si sentiva più attratto verso la poesia e le arti figurative. In seguito, ascoltando alla radio Johnny Ray e Frankie Laine, iniziò a interessarsi di canzoni. “All’età di sedici anni – confessa ancora John – ero ubriaco quasi tutte le sere”. Nel 1957, incontra per la prima volta Paul Mc Cartney.

Paul nacque il 18 giugno 1942 in una clinica di Liverpool dove sua madre faceva l’infermiera. Il padre, Jim, di giorno lavorava come operaio e di sera arrotondava lo stipendio facendo il pompiere. Paul odiava la scuola. Donne, denari e vestiti erano la sua più grande ambizione. Quando aveva 14 anni, la madre morì di cancro, e Paul ricorda di essersi subito domandato come avrebbero fatto a vivere lui e il fratello minore Michael con quel poco che guadagnava il padre.

George Harrison, nato nel febbraio del 1943 è, secondo la biografia di Davies, l’unico Beatle con una famiglia pressappoco normale. Il padre aveva fatto di tutto: dal galoppino al barbiere, dal mozzo al guidatore d’autobus. Ma anche George aveva un carattere ribelle e lo dimostrava con la sua passione per gli abiti sgargianti. Fu il primo dei quattro a portare i capelli lunghi. E già da bambino, amava bere, confessa lui stesso: “All’età di dieci anni avevo già bevuto abbastanza per il resto della mia vita. Probabilmente questa è la sola ragione della mia attuale sobrietà”.

Ed infine Richard Starkey, divenuto poi Ringo Starr e finalmente soltanto Ringo (per via dei numerosi anelli che portava al dito). Nacque nel 1940 da genitori che si divisero quando lui aveva soltanto tre anni. A sei anni è stato in coma per quasi tre mesi in seguito ad una peritonite rimanendo poi confinato in ospedale per più di un anno.

Anche Ringo considerava il furto nei negozi una pratica normalissima, una volta sottrasse ad una zia una collana di perle che rivendette per soli sei scellini. Dopo altri problemi di salute, Ringo a 15 anni trovò lavoro su una nave come barista, e a sedici anni era già completamente alcolizzato.

Anche Pete Best, che faceva parte dei Beatles prima dell’ingresso di Ringo Starr, era sempre ubriaco e intossicato da droghe stimolanti.

Fin qui la sregolatezza, ma come non riconoscere la loro genialità? Gli esperti di musica sono concordi nel sostenere che con i Beatles è nata una nuova concezione della canzone moderna. I loro ultimi due long-playng sono stati accolti con veri osanna da parte dei critici. Si tratta di una raccolta antologica, quasi un’opera omnia in cui la ricerca degli effetti sonori regna sovrana, sulla scorta di testi ora impegnati, ora sibillini, ora elegiaci. Gli album portano come titolo semplicemente “The Beatles”, e raccolgono in tutto trenta composizioni.

Intanto, i quattro di Liverpool, che alla fine del 1968 sono in “Hit Parade” con Hey Jude, si avviano verso la conclusione della loro avventura: ancora un anno e mezzo di successi e poi nel 1970 ognuno andrà per la sua strada. E il nome dei Beatles entrerà a far parte della storia della musica.

Ed eccoci agli auguri di Buon Compleanno, che questa settimana vanno a ...

16 gennaio: Katia Ricciarelli (64 anni)
17 gennaio: Françoise Hardy (66), Paul Young (54)
18 gennaio: Iva Zanicchi (70), Bobby Goldsboro (69)
21 gennaio: Placido Domingo (69), Mauro Di Maggio (33), Jacopo Troiani (19)
22 gennaio: Corrado Lojacono (86)

Buona settimana a tutti!

Fiorenzo Pampolini per 45Mania
Sabato 16 Gennaio 2010

LE NEW ENTRY DELLA SETTIMANA

La scorsa settimana, come periodicamente è mia consuetudine, ho voluto iniziare a ringraziare tutti coloro che mi accompagnano in quest'avvincente avventura. E così dopo Fiorenzo Pampolini, Gianluca Barezzi ed i ragazzi della Kookaburra Band, oggi concludo questi miei brevi riconoscimenti.

Apro con gli amici di Radio Elleuno, in rappresentanza dei quali cito Alfio Vinci ed Antonio Blanco vere anime di questa fantastica emittente. Ho nominato solo loro, ma è come se li nominassi tutti. Oramai Radio Elleuno è per noi una presenza irrinunciabile nelle nostre giornate e ce ne siamo accorti quando per un breve periodo, a causa di problemi tecnici, ha dovuto sospendere le trasmissioni. Radio Elleuno, con una programmazione variegata e spumeggiante, non ha nulla da invidiare ai rinomati network. L'unica differenza sta nel "piccolo" particolare di riuscire a  confezionare un prodotto altamente professionale con mezzi economici notevolmente inferiori ad un grande network. Ma l'immane lavoro ed i grandi sacrifici di chi è l'anima di Radio Elleuno, colmano in maniera completa questo gap. Lo so. Qualcuno dirà che parlo bene di loro perché sono miei amici ed anche perché su Radio Elleuno è presente un piccolo spazio dedicato a 45 mania. Ma, fermo restando che non rinnego affatto l'amicizia della quale, anzi, sono molto orgolgioso, invito tutti voi a sintonizzarvi su Radio Elleuno per verificare in prima persona che quelle da me sin qui dette non sono semplici parole, ma veri e propri fatti. Gli amici siciliani possono farlo con un comune apparecchio radio sintonizzandosi sui 99,2 Mhz in FM. Chi non ha la fortuna di vivere in quello splendido pezzo d'Italia, può comunque ascoltare Radio Elleuno, utilizzando la moderna tecnologia che Internet ci offre, collegandosi al sito www.radioelleuno.it (da visitare comunque perché molto ben fatto). In streaming Radio Elleuno è  ascoltabile anche dalla home-page di 45 Mania.

Dall'amata Sicilia, ci fermiamo nel Lazio. E se gli amici di Radio Elleuno la radio la fanno vivere attraverso il loro palinsesto, Carlo Coletta le radio le ripara. Specialmente quelle d'epoca. Alcune di loro, non avendo la moderna Modulazione di Frequenza, non potrebbero ricevere Radio Elleuno, ma altre (di poco più moderne) sicuramente si. Carlo Coletta cura il sito suo ottimo sito, raggiungibile all'indirizzo web www.radioedintorni.it, che senza ombra di dubbio è un punto di riferimento per coloro che amano questi apparecchi, alcuni dei quali sono dei veri e propri pezzi di arredamento. La tecnologia ha fatto passi da gigante: oggi la radio la si può ascoltare anche attraverso un minuscolo telefonino. Ma fino a qualche decennio fa non era proprio così. Ed è proprio lì che bisogna cercare le "vere radio", intese come apparecchi riceventi. Basta accenderle: la scala delle frequenze si illumina e dopo qualche secondo di attesa  per permettere alle valvole di andare in temperatura, ecco che gradualmente si inizia ad ascoltare suono profondo e cristallino, che i moderni apparecchi nemmeno si sognano. Nell'era dell'usa e getta, abbiamo bisogno di persone come Carlo, che con competenza e passione, danno nuova vita a questi gioielli, uno dei quali è in mio possesso e funziona in modo eccelso proprio grazie a lui.

Il terzo ed ultimo amico che voglio ringraziare è Claudio Tosato. E se, in qualche modo, il comune denominatore che accomunava Radio Elleuno a Carlo Coletta era la radio, ce ne un altro che accomuna Carlo Coletta a Claudio Tosato. Non  è certamente la regione di appartenenza, visto che lui vive in Veneto, ma la passione nel riparare e ridare vita agli oggetti. E se in Carlo Coletta questa passione era indirizzata alle radio, in Claudio Tosato è rivolta ai Juke-Box. Il caro Claudio è veramente un'autorità in materia. Lui è capace di "riavvolgere il nastro" e di ridare ad un rottame tutto lo splendore iniziale ed oggi è uno dei pochi rimasti che sa mettere mano in quei complicati meccanismi che sono proprio di un juke-box. Vi assicuro che è un "folle scatenato". Avendo, da poco, aperto un negozio a Venezia lui trasporta questi pesantissimi bestioni su di una barca (come potete vedere un un filmato presente su YouTube). Ma la sua competenza è senza limiti, riconosciuta anche in campo internazionale. Claudio è stato oggetto anche di diversi interviste su importanti giornali ed abbiamo avuto anche l'occasione di ammirarlo in TV, su Rai 2, nel programma presentato da all'ora  di pranzo da Giancarlo Magalli. Inutile dire che, come avvenuto per Carlo Coletta con la radio, anche il mio jukebox ha beneficiato delle sue cure ed oggi gode di ottima salute. Ovviamente anche Claudio è presente sul web all'indirizzo www.mtjukebox.it

M. Di Meglio per 45 Mania