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Archivio Editoriali - 15 Maggio 2021
a cura di Fiorenzo Pampolini

I CANTANTI SI PRESENTANO. LE NOVITA' DI UN DISCO PER L'ESTATE 1971

Cari amici, abbiamo già parlato dell’edizione 1971 (l’ottava) di Un disco per l’estate nelle scorse settimane passando in rassegna il cast dei 56 artisti in gara. Torniamo sull’argomento per raccontare la novità di quell’edizione, ovvero le due trasmissioni radiofoniche settimanali nelle quali sono gli stessi interpreti a presentare loro stessi e la loro canzone in gara.

Così, tutti i 56 cantanti, i big, gli emergenti e le reclute, entrano all’Auditorio C della Rai di Milano per improvvisarsi presentatori. Tra le vetrine quotidiane della manifestazione, ci sono infatti due appuntamenti settimanali curati da Giancarlo Guardabassi, nelle quali gli artisti hanno 40 secondi a disposizione, prima di ogni canzone, in cui l’eterno sogno degli artisti, parlare di sé, trova sfogo presso compiacenti apparecchiature elettroniche.

Poiché nell’edizione 1971 i cantanti esordienti sono molto numerosi, la nuova passerella offre loro l’occasione di farsi conoscere dal pubblico: per i Jet, i Leoni, gli Alluminogeni, ecco l’occasione tanto agognata. Chi di loro supererà il turno? Quali di queste voci nuove arriverà a Saint Vincent per la finale del 12 giugno? Giacomo Simonelli, Luciano Beretta, Mike Frajria, Daniele Dany, Dino Cabano, Franco Tortora, Gioia Mariani, Simon Luca, Oscar Prudente, Piero Ciampi e altri che con pari speranza bussano alle porte della fama? Nasceranno in questi mesi il nuovo Morandi, il nuovo Celentano?

Domande inquietanti che incombono sull’Italia della canzone alle quali non è ancora concessa risposta. Per adesso, in questo che è per loro il primo contatto con lo spettacolo dei grandi mass media, l’emozione accomuna gli esordienti. Dice Giancarlo Guardabassi: “L’ottanta per cento arrivano ansiosi. Mi chiedono subito aiuto per metter giù la cartellina che devono leggere al microfono, il loro biglietto da visita parlato. Sono modesti, pronti a collaborare, ma anche astuti. Non intendono perdere alcuna frangia dell’elettorato. Si sforzano di fare tenerezza, di apparire tutti bravi ragazzi, un po’ timidi, dediti a profondi affetti familiari e innocui hobbies.

Cavalcano nelle brughiere attorno a casa, come per esempio ha dichiarato Daniele Dany, 21 anni, nato e residente a Vescovato (Cremona), chiamato affettuosamente “ruggine” dagli amici per i suoi capelli rossicci: lanciato a Castrocaro nel 1969 e ora sulla grande passerella. Oppure giocano a calcio nelle squadrette delle loro cittadine. I più dotati di temperamento dipingono quadri naif.

La punta più alta di emotività? Dino Cabano, che appena cominciò a concordare con Guardabassi il testo da leggere impallidì e disse “Mi sento male”. Alla fine ce la fece ma concluse la registrazione domandando fievole fievole: “E adesso, posso svenire”?

Il più attento: Tony Astarita che rifece 15 volte la presentazione per trovare la parola capace di concludere una certa frase senza urtare la suscettibilità dell’uditorio napoletano. Il più sicuro di sé: Luciano Beretta, 43 anni, notissimo paroliere delle canzoni di Celentano, che per questo esordio in proprio come cantante è arrivato in studio con testo impeccabile e ottima dizione.

Il più semplice? Dino, che ha parlato del suo servizio militare appena terminato, ricordando che è diventato sergente e quindi può sbattere sull’attenti Celentano e Morandi, soldati semplici. Il più sofisticato? Simon Luca, inventore della “musica della parola”: sostiene di essersi rifatto a un pittore francese che dipinge servendosi dell’accostamento di lettere alfabetiche, di parole: così egli compone musica partendo dalle parole, per ciascuna usando, per così dire, un abito di note fatto su misura.

Dal timore del microfono non vanno esenti, comunque, neppure i cantanti già affermati, per esempio Mino Reitano, autentico ragazzo timido, che rimase mezz’ora a discutere il testo, incerto. Osserva Guardabassi: “Quelli meno simpatici sono i mezzi calibri, che arrivano tracotanti, affermano di essere già pronti, di voler parlare in diretta senza il testo preparato, poi sperimentano le difficoltà di andare a ruota libera e dire parecchie cose in 30 secondi; e allora vengono colti dall’incertezza, ci ripensano, entrano in crisi, s’innervosiscono.

Giancarlo Guardabassi, tranquillo e sorridente, regola con ampi gesti, dalla regia, gli interventi dei cantanti in lizza, sdrammatizzando. Trentatré anni, laureato in legge, ex cantante (partecipò a un Cantagiro e raccolse buoni successi, che però non lo convinsero a proseguire), animatore di trasmissioni radiofoniche, ha ottenuto vasta popolarità dapprima con “Count down”, poi con “Il mattiniere” ogni mattina dalle 6 alle 7,30, e infine con “Hit Parade”, dove sostituì per nove mesi Lelio Luttazzi, fino al ritorno del collega alla ribalta.

Ricordiamo che Guardabassi è uno dei presentatori delle altre passerelle radiofoniche di “Un disco per l’estate” 1971, nelle quali si alterna con Minnie Minoprio, Gabriella Farinon, Daniele Piombi, Alberto Lupo, Franca Aldrovandi, Carlo Dapporto, Raffaele Pisu e le annunciatrici e annunciatori della sede RAI di Roma, in via Asiago.

Intanto, la manifestazione che era iniziata in radio il 12 aprile, si avvia alla sua fase eliminatoria che si svolge alla radio dal 25 al 29 maggio, presentata dallo stesso Guardabassi, per selezionare le 24 canzoni finaliste che si sfideranno a Saint Vincent dal 10 al 12 giugno. Ne parleremo nelle prossime settimane.


La foto della settimana

Maggio 1971: il presentatore Giancarlo Guardabassi (a destra) con il cantante Piero Focaccia negli studi di Radio RAI in una pausa delle registrazioni delle passerelle di Un disco per l’estate presentate dai cantanti in gara (Foto da Radiocorriere TV)