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Archivio Editoriali - 15 Febbraio 2020
a cura di Fiorenzo Pampolini

FESTIVAL DI SANREMO 1980 E 2020. DA TOTO CUTUGNO A DIODATO

Cari amici, riviviamo questa settimana la trentesima edizione del Festival di Sanremo, che si svolse giovedì 7, venerdì 8 e sabato 9 febbraio 1980. La ripresa diretta delle tre serate andò in onda alla radio su Radiouno, mentre la TV effettuò soltanto dei collegamenti nella parte finale delle prime due serate, e trasmise per intero la serata finale.

Il festival, in onda dal Teatro Ariston, organizzato dalla Publispei di Gianni Ravera, fu presentato da Claudio Cecchetto con la collaborazione di Roberto Benigni e Olimpia Carlisi, con la regia di Antonio Moretti. Le canzoni in gara vennero interpretate dai cantanti senza l’orchestra, utilizzando basi musicali preregistrate.

Fecero scalpore il lungo bacio in diretta tra Benigni e la Carlisi, ed anche le performances del comico toscano durante le quali apostrofò il Papa Giovanni Paolo II con l’appellativo di “Woitilaccio” e il Presidente del Consiglio Cossiga con il termine “Cossigaccio”.

Rivelazione del Festival furono i Decibel, ovvero la band di Enrico Ruggeri che proseguirà poi la sua carriera come solista, e vincerà due volte il Festival, nel 1987 insieme a Tozzi e Morandi con “Si può dare di più”, e nel 1993 con “Mistero”.

Alla manifestazione vengono ammesse 30 canzoni, suddivise in due categorie. Il gruppo A si compone di 20 canzoni interpretate da altrettanti artisti, soltanto 10 canzoni di questo gruppo passano in finale attraverso un meccanismo di votazione nelle prime due serate. Il gruppo B si compone di dieci canzoni che accedono direttamente alla serata finale. I dieci artisti del gruppo B sono Gianni Morandi, Stefano Rosso, La Bottega dell’Arte, Toto Cutugno, Sally Oldfield, Bobby Solo, Leano Morelli, Pupo, Peppino Di Capri e Leroy Gomez. Ed ecco l’elenco delle dieci canzoni non ammesse alla finale di sabato, proposte nelle prime due serate radiofoniche:

Amor mio… sono me (Omelet)
Angelo di seta (Rimmel)
Dal metrò a New York (Henry Freis)
Dammi le mani (Mela Lo Cicero)
E pensare che una volta non era così (Gianfranco De Angelis)
Non ti drogare (Alberto Beltrami)
Ritagli di luce (Latte e Miele)
Ti desidero (Armonium)
Tu che fai la moglie (Luca Cola)
Tu sei la mia musica (Coscarella e Polimeno)

E veniamo alle canzoni finaliste. Viene premiata soltanto la canzone prima classificata, le restanti canzoni finaliste sono considerate seconde a pari merito. In realtà, il settimanale “TV Sorrisi e Canzoni” rende note la seconda e la terza posizione, mentre da voci ufficiose, è stato comunque possibile stilare una classifica. La riportiamo qui di seguito, ricordando che, a parte la prima posizione, ufficiale, e il secondo e terzo posto, resi noti da TV Sorrise e Canzoni, si tratta di indiscrezioni raccolte al termine del festival.

20. Peppino Di Capri (Tu, cioè)
19. Alberto Cheli (Passerà)
18. Orlando Johnson (Il sole canta)
17. Leano Morelli (Musica regina)
16. Bruno D’Andrea (Mara)
15. Linda Lee (Va pensiero)
14. Giorgio Zito e i Diesel (Ma vai vai)
13. Aldo Donati (Canterò canterò canterò)
12. Francesco Magni (Voglio l’erba voglio)
11. Decibel (Contessa)
10. Bobby Solo (Gelosia)
9. Paolo Riviera (Cavallo bianco)
8. Leroy Gomez (Tu mi manchi dentro)
7. Stefano Rosso (L’italiano)
6. Sally Oldfield (I sing for you)
5. La Bottega dell’Arte (Più di una canzone)
4. Gianni Morandi (Mariù)
3. Pupo (Su di noi)
2. Ti voglio bene (Enzo Malepasso)

Vince Toto Cutugno con “Solo noi”, inaugurando una serie di piazzamenti che non lo vedranno più vittorioso, ma altre sei volte secondo, di cui 4 consecutive (che gli fecero guadagnare l’appellativo “eterno secondo”) ed una volta terzo.

In chiusura di questa nota che ha raccontato il Sanremo di 40 anni fa, torniamo ai nostri giorni per un breve bilancio del Festival 2020 che si è concluso l’8 febbraio. Direi che abbiamo visto un bel Festival, con un bravo conduttore, Amadeus, affiancato nelle gag da un Fiorello in grande forma. Le canzoni in gara rappresentavano una panoramica della musica italiana, accontentando un po’ tutti i gusti.

E la musica è stata protagonista anche con gli ospiti sia italiani che internazionali. Particolarmente emozionante la reunion dei Ricchi e Poveri che sono tornati alla formazione originale dopo 39 anni. Il Festival non ha mancato di toccare tematiche sociali dal femminicidio al bullismo nelle scuole, così come si è parlato di malattie fortemente invalidanti come la SLA.

Non sono mancate ovviamente le polemiche che accompagnano ogni edizione del Festival, dalla partecipazione in gara del rapper Junior Cally, già noto per testi sessisti e violenti, ai compensi degli artisti, in particolare delle molte donne che hanno presentato con Amadeus le cinque serate, alla violenta lite tra Morgan e Bugo (con tanto di esibizione su testo modificato dall’ex cantante dei Blù Vertigo) che ha portato alla squalifica dei due cantanti.

Ha vinto la canzone tradizionale, con il primo posto di Diodato, che ha interpretato “Fai rumore”. Secondo Francesco Gabbani con “Viceversa”, al terzo posto una ventata di freschezza e novità con i Pinguini Tattici Nucleari che hanno cantato “Ringo Starr”.

I risultati in termini di ascolto sono stati da record, ed è quindi probabile che Amadeus faccia il bis e gli venga assegnata anche l’edizione 2021 del Festival.