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Archivio Editoriali - 15 Ottobre 2022
a cura di Fiorenzo Pampolini

1982: MOSTRA INTERNAZIONALE DI MUSICA LEGGERA E IL DODICESIMO ALBUM DI LUCIO BATTISTI

Cari amici, nel 1982 l’ormai tradizionale appuntamento con la Mostra Internazionale di Musica Leggera (che si era svolto a Venezia ogni anno dal 1965) va in onda da Riva del Garda. Il patron è sempre Gianni Ravera, cambia giocoforza il nome dei premi. Se a Venezia si premiava con la Gondola d’Oro e la Gondola d’Argento, a Riva del Garda si premia con la Vela d’Oro e la Vela d’Argento.

L’evento si svolge in diretta TV il 25 settembre 1982, presentato da Gianni Morandi (che propone la sua canzone del momento “Solo all’ultimo piano”) e Ambra Orfei. Julio Iglesias canta la sigla di apertura, “Sono un vagabondo”, Del Newman canta la sigla di chiusura, “Love in Venice”. La Vela d’Argento viene assegnata tra i giovani a Piero Marras, già componente del complesso “Gruppo 2001”, che si aggiudica la vittoria con “Insieme anche così”, mentre la Vela d’Oro va al gruppo inglese dei Dire Straits con “Private investigations” e a Teresa De Sio con “Aumm aumm”.

Tra gli altri artisti presenti a Riva del Garda, citiamo Pino Daniele (“Io vivo come te”), Alan Sorrenti (“Credimi, non voglio perderti”), Anna Oxa (“Fammi ridere un po”), Fiordaliso (“Maschera”), Stefano Sani (“Quando lei ritornerà”), Riccardo Cocciante (“Un buco nel cuore”), Mia Martini (“Quante volte”), Kate Bush (“The dreaming”), Robert Plant (“Burning down one side”), Loredana Berté (Per i tuoi occhi”), Claudio Villa (“Buon compleanno”), Amanda Lear (“Incredibilmente donna”), Alice (“Principessa”), Loretta Goggi (“Pieno d’amore”), Rettore (“This time”), Massimo Bubola (“Treno di mezzanotte”), i Passengers (“One too many”), Riccardo Fogli (“Compagnia”), i Genesis (“Paperlate”).

Intanto la genialità di canto di Lucio Battisti si arricchisce di un nuovo capitolo, “E già”, LP numero 12 della sua discografia, uscito il 14 settembre 1982, un album che è un vero giro di boa per il laconico cantante. Tanto per cominciare ha spezzato l’incantesimo che da più di 10 anni lo teneva legato a Mogol, all’anagrafe di Milano Giulio Rapetti, prestigioso autore di decine di successi degli anni Sessanta e dei versi di tutte le canzoni di Lucio. Cosa ha spinto il più fortunato matrimonio della musica leggera italiana al divorzio? Secondo i beninformati, tutto è finito per insormontabili disaccordi di carattere finanziario.

Il “lupo solitario”, come lo definisce Francesco De Gregori, ha sostituito la penna di Mogol con quella di Velezia. Ma chi è Velezia? È lo pseudonimo di Grazia Letizia Veronese, una volta indossatrice e da otto anni moglie di Lucio Battisti. Risultato? Nulla a che vedere con i virtuosismi di rima di Mogol. Un cambio di rotta, insomma.

Decisamente più avventurosa e affascinante la scrittura musicale dell’album, dominata dal primo all’ultimo solco dai marchingegni elettronici programmati dall’inglese Greg Walsh. Messi da parte chitarre, contrabbassi e batterie, Battisti si è affidato completamente ai sintetizzatori e ai computer digitali, come detta l’ultima tendenza inglese (Human League, Soft Cell, Yazoo). E in questo, Lucio è maestro di tempismo. “Copia” sempre un anno prima degli altri.

Il suono avvolgente e metallico dell’album, con quei colpi sparati da un invisibile space invader, forse annoierà il fedele fan di Battisti, ancora innamorato degli arrangiamenti caldi di rhythm & blues degli anni Settanta. Mentre le nuove generazioni, abituate alla dance-music elettronica degli Imagination, sbadiglieranno davanti alla verbosità di Battisti (non c’è mai uno spazio per un assolo), per non dire della poca danzabilità dei brani.

Qui Battisti si prova a rinverdire i vecchi allori con un 45 giri che porta il titolo dell’LP, “E già”, un brano accattivante e destinato a conquistare la vetta delle classifiche. La Casa discografica RCA lo propone anche in versione nastro: una cassetta con due brani registrati, uno per lato. Ma torniamo all’LP per riepilogare i titoli delle 12 tracce in esso contenute.

Lato A: Scrivi il tuo nome – Mistero – Windsurf windsurf – Rilassati e ascolta – Non sei più solo – Straniero. Lato B: Registrazione – La tua felicità – Hi-fi – Slow motion – Una montagna – E già.

Dicevamo che questo è il 12esimo album di Lucio Battisti, passiamo velocemente in rassegna quelli precedenti. Nel 1969 esce il 33 giri che ha come titolo nome e cognome del cantante, e che contiene tutti i suoi primi successi, da “Un’avventura”, a “Non è Francesca”, da “29 settembre”, portata al successo dall’Equipe 84 a “La mia canzone per Maria”, da “Per una lira” (il suo primo singolo) a “Balla Linda”, da “Prigioniero del mondo” a “Io vivrò senza te”.

E Mogol scriveva nella copertina interna: “Lucio ed io abbiamo cercato di scrivere delle canzoni nuove. Non so se ci siamo riusciti. Spero di sì”.

L’anno successivo fu la volta di “Emozioni”, il best-seller del 1971 si intitolava invece “Amore e non amore”. E chi non lo ricorda? Un disco all’anno era il ritmo della coppia Battisti-Mogol ed era un ritmo davvero invidiabile.

Seguirono “Umanamente uomo: il sogno” (1972), “Il mio canto libero”, “Il nostro caro angelo” (1973), “Anima latina” (1974). Nel 1976 vede la luce “La batteria, il contrabbasso, eccetera”, nel 1977 “Io tu noi tutti”. Sempre nello stesso anno c’è poi il fallimentare tentativo americano con “Images” (i suoi successi cantati in un inglese maccheronico). “Una donna per amico” è del 1979, infine nel 1980 è la volta di “Una giornata uggiosa”.

Ed anche per oggi è tutto.
Appuntamento a sabato prossimo.
Buona settimana!

La foto della settimana

1982: l’album “E già” sancisce la fine del sodalizio artistico di Mogol e Battisti
(Foto da Google Immagini)

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