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Archivio Editoriali - 14 Marzo 2020
a cura di Fiorenzo Pampolini

MARZO 197O. LO ZECCHINO D'ORO E L'INDUSTRIA DELLA CANZONE

Cari amici, la dodicesima edizione dello Zecchino d’Oro va in onda dal 17 al 19 marzo 1970, alle ore 17,45 sul Programma Nazionale nella TV dei Ragazzi. La giornata finale, a seguito della richiesta da parte di vari organismi televisivi europei, viene per la prima volta trasmessa in collegamento Eurovisione.

Le canzoni in gara sono dodici, ecco l’elenco in ordine alfabetico: Carlo Magno, Che bella festa sarà, Il lungo il corto e il pacioccone, Il soldato millepiedi, La ballata degli elefanti, La moto da motocross, La nave Gelsomina dirindirindina, Manu-e-lo, Ninna nanna del chicco di caffè, Per un bicchier di vino, Tommytom, Un pupazzo di neve.

Vince “La nave Gelsomina dirindirindina”, interpretata dai piccoli Antonella Baldini e Stefano Romanelli, ma diventerà molto popolare anche “Il lungo, il corto e il pacioccone” (musica di Gorni Kramer).

Mago Zurlì, alias Cino Tortorella, è appena tornato dal Giappone, dove una canzone dello “Zecchino d’Oro” dell’edizione precedente, “Volevo un gatto nero”, risulta da otto settimane un best-seller (2 milioni e 470mila copie vendute) nelle classifiche discografiche di quel Paese. La rete televisiva NHK ha invitato Tortorella a Tokyo per presentare il giapponesino che ha lanciato il brano.

Intanto, il Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna diretto da Mariele Ventre, protagonista delle varie edizioni dello “Zecchino d’Oro”, canta la sigla del varietà televisivo “La domenica è un’altra cosa”, lo spettacolo del pomeriggio festivo presentato da Raffaele Pisu. La canzone ha per titolo “E’ tanto facile”, ed è incisa dai piccoli cantanti su un 45 giri edito dalla casa discografica Ri-Fi Record.

E a proposito di case discografiche, un’inchiesta a puntate di Antonio Lubrano ed Ernesto Baldo sul Radiocorriere TV ci racconta che nel 1970 esse sono circa 60, ma appena una dozzina possono considerarsi dotate di un’autentica struttura industriale. Tutte insieme producono qualcosa come 5.000 dischi nuovi all’anno. Le Case editrici musicali sono 300, i cantanti poco più di 2.000, di cui 300 risultano iscritti al Sindacato artisti dello spettacolo, e fra questi una cinquantina godono di larga o media notorietà.

Poi ci sono 500 autori, oltre 40.000 esecutori (orchestrali e strumentisti vari), 6.000 orchestrine, 35.000 juke-boxes. Se si aggiungono gli impiegati e i funzionari delle Case discografiche, gli operai delle fabbriche che stampano i dischi, i proprietari e gli addetti dei circa 5.000 negozi di dischi, gli impresari, i gestori di sale da ballo, night club e balere, è possibile stimare il numero complessivo degli addetti ai lavori nel mondo della musica leggera in una cifra che va dalle 70.000 alle 100.000 persone.

Prima dell’avvento del 45 giri – ovvero tra il 1955 e il 1958 – la musica leggera era artigianato. Nel 1940 si vendevano da un milione e mezzo a due milioni di dischi all’anno. Nel 1951, Nilla Pizzi, vincitrice del primo Festival di Sanremo, conquistò un piccolo record, vendendo 35.000 copie di “Grazie dei fior”. Nel 1970 il mercato assorbe oltre 40 milioni di dischi all’anno, e per la rivelazione di Sanremo 1969 Nada, le copie vendute di “Ma che freddo fa” sono state ben 550.000.

Questi numeri dimostrano la notevole importanza economica assunta dal mondo della musica leggera in Italia. I discografici sono perennemente al lavoro per scegliere il pezzo giusto e il personaggio migliore  da inviare alle numerose gare canore del periodo.

Intanto, domenica 15 marzo, la TV manda in onda nel tardo pomeriggio alle ore 18,40 sul Secondo Programma, “Giorno e notte”, canzoni da Marina Velca (una frazione del comune di Tarquinia). La passerella musicale, presentata da Lilli Lembo, vede sfilare un nutrito gruppo di cantanti. Si comincia con Ralph e i Copertoni che interpretano “Sogno”, si procede con Alberto Oro (“Tu non mi lascerai”), Simona, Tony Cucchiara e Nelly Fioramonti (“Il tema della vita”), Christian (“Amore vero, amore amaro”), Fausto Cigliano (“Come un’asola e un bottone”), Nunzio Gallo (“Rondine al nido”), Angela Bi (“La grande paura”), Gipo Farassino (“Il bar del mio rione”), Tony Del Monaco (“Una spina e una rosa”), Le Orme (“Irene”), Edda Ollari (“Un pezzo d’azzurro”), Peppino Gagliardi (“Accanto a chi”), I Bisonti, Lucia Valeri (“Un giorno qualunque”), Arianna (“A tutto il mondo lo dirò”), Gli Alunni del Sole, Patrizio (“La campana del mare”), Neville Cameron, e infine, Le Cugine.

Venti esibizioni in un programma della durata di 50 minuti. Ovvero, quando la canzone era la vera protagonista dei programmi musicali.