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Archivio Editoriali - 14 Febbraio 2009
a cura di Fiorenzo Pampolini

FIGLI DI UN SANREMO MINORE. METEORE E MATRICOLE AL FESTIVAL

A tre giorni dalla 59esima edizione del Festival di Sanremo, riprendiamo il discorso su alcuni partecipanti che, dopo aver vissuto il loro momento di gloria, hanno poi lasciato il mondo della canzone, almeno come big.

Tra il 1964 e il 1972, periodo considerato la scorsa settimana, possiamo dire che il Festival di Sanremo vive il suo momento migliore. I discografici portano in gara qualche astro nascente della nostra musica leggera, ma in genere preferiscono puntare per questa rassegna su nomi affermati, visto che tutto si risolve in tre serate. Per il lancio di nomi nuovi, conviene affidarsi a “Un disco per l’estate”, manifestazione che, per la sua lunga promozione radiofonica, consente di far conoscere meglio al grande pubblico le nuove leve della canzone.

I giovani a Sanremo arrivano comunque in massa in alcune edizioni poco fortunate della rassegna, in particolare a metà degli anni Settanta. Nel 1973, il nome nuovo che avrebbe sicuramente meritato di più, è quello di Gilda Giuliani, in gara con Serena. Ma questo resterà il suo unico titolo in Hit Parade, anche se con la sua bella voce si affermerà persino in Giappone vincendo il Festival Mondiale di Tokyo. Nel 1974 torna a Sanremo, e negli anni successivi si aprono per lei le porte dell’Olympia di Parigi, ma subito dopo la sua attività di cantante si ferma, e per rivederla in TV dovremo aspettare i vari programmi di revival degli anni Ottanta e Novanta.

E sempre nel 1973, debutta a Sanremo il giovane Alessandro con Tre minuti di ricordi, canzone che gli consente di passare il turno e accedere alla serata finale, poi di lui non sentiremo più parlare.

L’edizione del 1975 sarà ricordata come quella degli sconosciuti. Basti pensare che gli unici nomi noti (!) fra i 30 interpreti in gara sono quelli di Annagloria, Goffredo Canarini, Piero Cotto, Eva 2000, Rosanna Fratello, Valentina Greco, Angela Luce, Jean François Michael, Paola Musiani, Nico dei Gabbiani, Lorenzo Pilat (Pilade) e il gruppo La Quinta Faccia. Vince, con la canzone Ragazza del Sud, una certa Rosangela Scalabrino, in arte Gilda, cantautrice piemontese, nata nel 1950, e scoperta da Mina qualche anno prima.

Nel 1976 partecipano al Festival due giovani reduci da un’estate di successi, ovvero Patrizio Sandrelli (con Piccola donna addio) e Paolo Frescura (con Due anelli). Il primo, nato nel 1950, inizia a cantare nel 1971, ma soltanto nel 1975 si fa conoscere al grande pubblico con Fratello in amore e Rosa. Il secondo, nato nel 1953, partecipa al Festivalbar del 1975 con Bella dentro, la sua canzone più nota. Entrambi concludono la loro carriera di cantanti qualche anno dopo, Frescura resta nel campo musicale come editore.

Nel 1979, con la canzone Amare, vince il Festival Mino Vergnaghi, nato nel 1955, già componente del gruppo Il Segno dello Zodiaco. Il relativo 45 giri rimane lontano dalle vette della nostra Hit Parade, e Mino conclude poco tempo dopo la sua carriera di interprete solista, ma continua a cantare come corista contribuendo al successo di molti album di artisti famosi.

Stefano Sani, nato nel 1961, debutta a Sanremo nel 1982 dopo aver vinto il Festival di Castrocaro. Piace molto alle ragazze, e la sua Lisa ottiene buoni risultati di vendite, così come avviene per Complimenti in gara nell’edizione successiva. Ma pochi anni dopo, decide di lasciare la canzone e di riprendere gli studi di medicina.

Ancora un volto giovane al primo posto del Festival nel 1983: è Tiziana Rivale che trionfa con Sarà quel che sarà, il suo successo più grande, anche se Tiziana canta ancora oggi e partecipa spesso a trasmissioni televisive. Onde evitare che possa nuovamente vincere il Festival un giovane alle prime armi, dal 1984 gli artisti gareggiano in due categorie, i big e le nuove proposte.

Suscita polemiche, per la sua giovane età, la partecipazione al Festival del 1987, del quattordicenne Enrico Cifiello, in gara con Un bacio alla mia età, mentre nel 1992 decide di intraprendere la carriera di cantante il comico Giorgio Faletti, debuttando sul palcoscenico dell’Ariston, insieme a Orietta Berti, con Rumba di tango. Ma per lui, la canzone è una breve parentesi, visto che pochi anni dopo diventa uno scrittore di successo.

Nel 1997, vincono il Festival i Jalisse, un duo composto da Fabio Ricci (romano, nato nel 1965) e Alessandra Drusian (veneta, nata nel 1969), che si erano conquistati un posto tra i big dopo aver partecipato all’edizione precedente nella categoria giovani. La loro Fiumi di parole si classifica al quarto posto anche all’Eurofestival, manifestazione alla quale l’Italia partecipa l’ultima volta proprio nel 1997.

Anche negli ultimi anni, Sanremo ha lanciato nomi nuovi della nostra canzone. Per loro è ancora presto per dire se si tratta di meteore o di personaggi destinati a successo duraturo. Intanto, a proposito di giovani, mandiamo il nostro “in bocca al lupo” alle dieci proposte di quest’anno, una categoria costituita al 90% da rappresentanti del gentil sesso. Chissà che per qualcuno di loro non si possa ripetere il successo di Andrea Bocelli, Laura Pausini, Eros Ramazzotti o Zucchero, che proprio da Sanremo hanno spiccato il volo. Ma ecco i loro nomi: Silvia Aprile, Arisa, Malika Ayane, Chiara Canzian, Barbara Gilbo, Irene, Iskra, Karima, Simona Molinari e Filippo Perbellini.

Vinca il migliore e buon Sanremo a tutti!

E per tutti gli innamorati, in occasione di San Valentino, un augurio speciale citando alcuni titoli delle canzoni più romantiche che hanno vinto Sanremo dal 1951 ad oggi: Grazie dei fior, Romantica, Al di là, Non ho l’età per amarti, Dio come ti amo, Canzone per te, Un grande amore e niente più, Bella da morire, Se m’innamoro, Adesso tu, Se stiamo insieme, Come saprei, Vorrei incontrarti fra cent’anni, Messaggio d’amore.

Perchè Sanremo è Sanremo!.