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Archivio Editoriali - 13 Luglio 2019
a cura di Fiorenzo Pampolini

CANTAGIRO 1969 GIRONE A. VINCE MASSIMO RANIERI DAVANTI AI CAMALEONTI E LUCIO BATTISTI

Cari amici, concludiamo oggi il racconto del Cantagiro 1969, la cui prima serata si svolse il 24 giugno di 50 anni fa, in diretta radio e TV da Cuneo. La manifestazione canora si articola in 3 gironi, il girone A (I Big), il girone B (I Giovani) e il nuovo girone C (le canzoni folk, di protesta e di cabaret). Nelle scorse settimane abbiamo parlato dei gironi C e B, quest’oggi vediamo il girone A.

Ai nastri di partenza sono 16 i big in gara, ma nella tappa di Civitanova Marche ci sono polemiche a seguito di uno scandalo che coinvolge le votazioni. Sembra infatti che i giurati della tappa marchigiana siano stati “comprati” per favorire i cantanti della “scuderia” capeggiata da Iva Zanicchi. Così la graduatoria della tappa viene annullata e la Zanicchi si ritira dalla gara.

Altre polemiche coinvolgono Caterina Caselli, che dice di essere stata costretta a partecipare perché aveva vinto l’anno precedente, e in caso contrario avrebbe dovuto pagare una penale. Anche i componenti dell’Equipe 84 partecipano per imposizione da parte dell’organizzazione, pena l’esclusione di cinque giovani della loro casa discografica.

Ma lasciamo le polemiche e veniamo alla finale di Recoaro Terme che si svolge il 12 luglio in diretta radio e TV. La classifica finale riguarda dunque 15 partecipanti, considerato che Iva Zanicchi, come abbiamo detto, si è ritirata. Era in gara con la canzone “Un bacio sulla fronte”.

15° posto per Giuliana Valci con “Le rose nella nebbia”. La Valci (1946-2019) si era rivelata a Sanremo 1968 con la canzone “Sera” scritta da Andrea Lo Vecchio e Roberto Vecchioni, e proposta in coppia con Gigliola Cinquetti. La sua carriera musicale si conclude nel 1973.

14° posto per Junior Magli con “Ama il prossimo tuo”. Luigi Pazzaglini (vero nome del cantante bolognese) è promosso tra i big dopo il successo dell’anno precedente “La nostra favola” e la sua partecipazione a Sanremo 1969 con “Alla fine della strada”. Parteciperà ancora a diverse manifestazioni canore prima di concludere la sua carriera musicale nel 1974.

13° posto per Gian Pieretti con “Celeste”. Il cantautore toscano, che aveva debuttato nel 1959 con il gruppo “I Satelliti”, è reduce da grandi successi come “Il vento dell’est” del 1966 e “Pietre” del 1967, ed è molto attivo anche come autore, insieme a Ricky Gianco, di canzoni per altri, come ad esempio “Nel ristorante di Alice“ dell’Equipe 84. E’ tuttora in attività: l’ultimo suo album, dedicato al repertorio di Bob Dylan, è del 2019.

12° posto per Nicola Di Bari con “Eternamente”. Deve ancora arrivare il momento d’oro per Michele Scommegna (vero nome del cantante), anche se il suo debutto discografico risale al 1963. Ma negli anni successivi lo ritroveremo due volte vincitore a Sanremo (1971 e 1972) e vincitore di Canzonissima 1971. In questo Cantagiro propone una canzone tratta dalla colonna sonora del film “Luci della ribalta” di Charlie Chaplin. E’ tuttora in attività.

11° posto per Jimmy Fontana con “Melodia”. Enrico Sbriccoli (vero nome del cantante che ci ha lasciato nel 2013) è stato un grande protagonista della canzone italiana, soprattutto negli anni ’60 con canzoni di grande successo come “Il mondo”, “La mia serenata”, “La nostra favola”. E’ autore di “Che sarà”, presentata a Sanremo 1971 dai Ricchi e Poveri e José Feliciano.

10° posto per Dori Ghezzi con “Casatchok”. E’ il pezzo che rivela al grande pubblico la cantante lombarda, prima del sodalizio artistico con Wess e quello sentimentale con Fabrizio De Andrè. La canzone è il rifacimento di un brano scritto nel 1938 dal russo Matvei Blanter, dal titolo “Katjuša”, la versione italiana è firmata Guardabassi e Ciotti. La carriera musicale di Dori Ghezzi si conclude nel 1990 per un problema alle corde vocali.

Nono posto per Mino Reitano con “Daradan”. Anche per il cantante calabrese, che ci ha lasciato nel 2009, è inevitabile la promozione tra i big dopo il grande successo di “Avevo un cuore che ti amava tanto”, in gara nel girone B dell’edizione precedente. E la carriera di Reitano culminerà nel 1971 con la vittoria di Un disco per l’estate con “Era il tempo delle more”.

Ottavo posto per Michele con “Soli si muore”. Il cantante genovese (che di cognome fa Maisano) ottiene un buon riscontro di vendite con questa cover di “Crimson and clover” dei Tommy James and the Shondells, proposta anche nel girone B da Patrick Samson. Michele aveva esordito con grande successo proprio al Cantagiro girone B con “Se mi vuoi lasciare” (1963), ed è ancora oggi in attività con serate e ospitate televisive.

Settimo posto per The Rokes con “28 giugno”. I 4 ragazzi inglesi, leader Shel Shapiro,  scoperti da Teddy Reno, sono ormai uno dei complessi più famosi in Italia. Si erano rivelati al grande pubblico nel 1965 con “C’è una strana espressione nei tuoi occhi”, e poi altri grandi successi. Ma la canzone che propongono in questo Cantagiro non è tra quelle che si ricordano di più, ed il gruppo si scioglierà l’anno dopo.

Quinto posto ex aequo per Caterina Caselli con “Emanuel”… La Caselli, reduce dalla vittoria nella precedente edizione con “Il volto della vita” ci riprova con questo pezzo composto da Pace-Panzeri e Pilat, che avrà meno successo. La cantante è inoltre reduce da uno dei suoi più grandi successi, “Insieme a te non ci sto più” (1968), composta da Vito Pallavicini e Paolo Conte.

… e Mal con “Pensiero d’amore”. Inizia la sua carriera con i Primitives in Inghilterra, e lì viene notato da Gianni Boncompagni e dal noto impresario del Piper Alberigo Crocetta che lo portano in Italia insieme al suo gruppo. Ma Paul Bradley Couling (questo il vero nome di Mal) intraprende ben presto con grande successo la carriera di solista e in questo Cantagiro porta in gara uno dei suoi più grandi successi.

Quarto posto per l’Equipe 84 con “Tutta mia la città”. Il gruppo (leader Maurizio Vandelli) si era formato nel 1962 e proprio al Cantagiro di 3 anni prima ottiene una grande affermazione vincendo il girone dei complessi con “Ho in mente te”. La canzone in gara in questa edizione è la cover di “Blackberry way”, dei The Move, tradotta in italiano da Mogol.

Terzo posto per Lucio Battisti con “Acqua azzurra, acqua chiara”. Promosso tra i big, dopo il successo dell’edizione precedente con “Balla Linda”, e dopo la sua unica partecipazione a Sanremo pochi mesi prima con “Un’avventura”, Battisti porta in gara la stessa canzone con la quale, un paio di mesi dopo, vincerà il Festivalbar.

Secondo posto per I Camaleonti con “Viso d’angelo”. E’ un periodo di grande notorietà per questo gruppo, leader Tonino Cripezzi, il quale, dopo la premiazione, impreca perché il complesso era stato vittima di un piccolo incidente tecnico durante la loro esibizione che era iniziata a microfoni spenti. Si rifaranno 4 anni dopo, quando saranno il primo complesso a vincere “Un disco per l’estate”.

Vince Massimo Ranieri con “Rose rosse”. Promosso tra i big dopo la vittoria nel girone B di due anni prima, Massimo conferma le sue qualità conquistando la maglia rosa dopo essersi aggiudicato otto vittorie di tappa.  L’ex scugnizzo napoletano ha intrapreso anche la carriera di attore, sta infatti per uscire al cinema il film di Mauro Bolognini “Metello”, dove Ranieri è il protagonista nei panni del personaggio inventato da Vasco Pratolini.