testata
Archivio Editoriali - 12 Settembre 2020
a cura di Fiorenzo Pampolini

GONDOLE D'ORO E D'ARGENTO. SETTEMBRE 1970: BIG E GIOVANI IN MOSTRA A VENEZIA

Cari amici, la sesta edizione della Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia si svolge dal 17 al 19 settembre 1970, organizzata dal patron Gianni Ravera. Le serate sono tre, ma la TV riprende soltanto la prima e la terza, per lasciare spazio il venerdì all’incontro finale di “Giochi senza frontiere”. Ne fanno le spese i giovani, che si esibiscono appunto nella seconda serata, e quindi i telespettatori possono vedere soltanto i quattro promossi alla finale di sabato. I presentatori sono l’attore Giorgio Albertazzi (1923-2016), e l’annunciatrice televisiva Aba Cercato.

La Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, così battezzata per non usare la parola “festival”, rinuncia in questa edizione alla formula competitiva, e si trasforma in una semplice esposizione, come vuole il suo nome. Ogni artista ha a disposizione circa 4 minuti per presentare la sua più recente incisione. Soprattutto Amalia Rodriguez (1920-1999) – la regina del fado – abituata a recital di altra consistenza artistica, è rimasta disorientata dalla brevità del suo intervento veneziano.

I premi ci sono comunque: tra i partecipanti all’edizione precedente, viene infatti assegnata la “Gondola d’Oro” all’artista che ha venduto il maggior numero di dischi negli ultimi 12 mesi. Se la aggiudica Georges Moustaki, campione di vendite con “Lo straniero”. E poi c’è la gara tra 19 “Giovani”: al vincitore andrà la “Gondola d’Argento”. Ed ecco l’elenco dei big italiani e stranieri:

Los Aguaviva (Poetas andaluces)
Al Bano (Il suo volto, il suo sorriso)
George Baker (Midnight)
Christie (Yellow river)
Gigliola Cinquetti (Il condor)
Dalida (Darladirladada)
Michel Delpech (Cara Lisa)
Riccardo Del Turco (Babilonia)
I Dik Dik (Vivo per te)
Pino Donaggio (Concerto per Venezia che muore)
Johnny Dorelli (L’inno alla gioia)
Sergio Endrigo (L’oriente)
Gipo Farassino (Quando lei arriverà)
Rosanna Fratello (Io canto per amore)
Little Tony (Amore e falsità)
Gianni Morandi (Al bar si muore)
Georges Moustaki (Requiem per non si sa chi)
Mungo Jerry (In the summertime)
Irene Papas (La soglia)
Patty Pravo (La solitudine)
Massimo Ranieri (Sogno d’amore)
I Ricchi e Poveri (Primo sole, primo fiore)
Amalia Rodriguez (La casa in via del Campo)
Sandie Shaw (Batti cuore mio)
Sheila (Adios amor)
Bobby Solo (Ieri sì)
Caterina Valente (America, America)
The Wallace Collection (Walk on out)
Ornella Vanoni (L’appuntamento)

Della produzione straniera giunta alla rassegna di Venezia, il brano che suscita maggiore attenzione è quello del complesso degli Aguaviva. Questa formazione vocale, ancora poco nota in Italia, ha mutato in canzone una delle più amare poesie di Rafael Alberti, "Poetas andaluces", lo stesso dal quale dua anni prima, in occasione di "Canzonissima", Sergio Endrigo attinse "La colomba".

I Mungo Jerry sono un gruppo inglese che, con “In the summertime”, entrano nelle Hit Parade di mezzo mondo. Li ritroveremo a Sanremo nel 1971, ma il loro grande exploit resterà quello della canzone presentata a Venezia, un brano pieno di effetti, difficilmente riproducibili dal vivo, per cui davanti alle telecamere devono ricorrere al play back. Alla Mostra, poi, mancava il responsabile degli effetti, Joe Rush, suonatore di brocche rotte e assi da bucato (in realtà si tratta di due tipici strumenti campagnoli: il “jug” e il “washboard”).

Johnny Dorelli e Al Bano attingono al repertorio classico, il primo canta l’inno alla gioia di Beethoven, il secondo la rielaborazione di una composizione di Chopin. Gianni Morandi canta “Al bar si muore”, un motivo di Migliacci e Mattone che propone una riflessione sullo stato d’animo di chi oggi tenta di ignorare per egoismo ciò che accade nel resto del mondo, e all’inizio del pezzo si sente la voce di uno speaker radiofonico che legge le notizie dei marines in Cambogia, del conflitto in Medio Oriente, di un processo in Grecia.

Ornella Vanoni presenta la versione italiana di un motivo brasiliano, “Sentando a beira do caminho”, tradotto da Bruno Lauzi con il titolo “L’appuntamento”. Un’affermazione personale ha conseguito la Patty Pravo stile Parigi, con il suo partner capellone Robert Charlebois, autore de "La solitudine". Bobby Solo si affida alla cover di un pezzi di Charles Aznavour ("Ieri si"), tradotto da Mogol.

Ed anche per oggi è tutto. Torneremo a parlare della Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia la prossima settimana con la categoria “Giovani”.