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Archivio Editoriali - 12 Febbraio 2022
a cura di Fiorenzo Pampolini

1972: IL SUCCESSO DI "ALTO GRADIMENTO" E UN BREVE COMMENTO SU SANREMO 2022

Cari amici, esattamente 50 anni fa, Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, dalle pagine del Radiocorriere TV, fanno un bilancio dei primi 18 mesi del loro programma di grande successo “Alto gradimento”. E andranno avanti ancora per molti anni. Per qualche tempo, dopo la riforma RAI del 1976, la trasmissione assumerà il titolo “Radiotrionfo”, ma tutti noi che eravamo ragazzi a quell’epoca, ricordiamo le corse a casa al ritorno da scuola per seguire alla radio “Alto gradimento”.

Cinquanta minuti il lunedì, il martedì e il giovedì all’ora di pranzo, novanta il sabato pomeriggio, venticinque la domenica. Spesso l’indice di ascolto sale a tre milioni e mezzo, una punta clamorosa per la radio. Sembra accertato che nell’arco di una settimana, Arbore e Boncompagni attirano l’attenzione di undici milioni di italiani. Un fenomeno di quelli che si definiscono senza precedenti. E come sempre, da una parte lodi incondizionate (“è nato con loro un nuovo tipo di umorismo”), dall’altra critiche feroci (“il trionfo dello sciocchezzaio”). Ma cosa pensano i due protagonisti della loro trasmissione?

“È un programma di gran moda – dice Boncompagni – la stampa gli dà spazio e rilievo, ne parla bene e la stampa fa opinione. Come tutte le cose di moda, “Alto gradimento” è seguito con simpatia, sicché tutte le sciocchezze tremende che diciamo vengono prese per il verso buono”.

Sull’accusa di qualunquismo, Arbore dice: “Direi che è inevitabile la linea qualunquistica quando si tenta la satira politica alla radio o quando si ironizza sulla realtà che ci circonda. Il tormentone di “Radio Bari”, per esempio, ci serve per prendere in giro quel provincialismo che ancora caratterizza molti italiani, il campanilismo che è ancora così radicato. (La scelta di Bari è puramente casuale, tra l’altro, è il capoluogo della regione dalla quale provengo). Sono convinto invece che non facciamo qualunquismo quando ironizziamo sul linguaggio dei politici, per larga parte incomprensibile alla massa”.

E a proposito di goliardismo, Arbore dice “è un’accusa che mi fa piacere. Essere goliardi, oggi, trovo che sia una maniera come un’altra di essere anticonformisti. D’altro canto, il nostro programma, nell’arco della giornata radiofonica, viene dopo programmi come “Chiamate Roma 3131” e “Voi ed io”. Quindi, vuol essere una parentesi scherzosa.

Alla domanda sulla loro abitudine di parlare sui dischi che mandano in onda, Boncompagni sostiene che lo fanno non tanto per evitare che gli ascoltatori possano registrare i brani trasmessi e quindi non acquistare i dischi, ma proprio perché chi è all’ascolto aspetta proprio le battute che vengono dette sovrastando in parte i pezzi. Arbore ricorda anche il lancio da parte di “Alto gradimento” di canzoni che ben presto sono diventate delle hit, come “Neanderthal man”, “In the summertime”, “Simpathy”, “Pensiero”, “Anna” di Battisti, “Uomo” di Mina. “L’idea base del programma è questa: musica senza soluzione di continuità e sulla musica tutto ciò che ci viene in mente”.

Tra i personaggi della trasmissione lanciati da Mario Marenco (altro protagonista di “Alto gradimento”), i due conduttori raccontano che il colonnello Buttiglione è durato soltanto tre mesi in quanto hanno ricevuto pressioni per smetterla. “Qualcuno che ha lo stesso nome – dice Boncompagni – si è seccato della nostra insistenza. Un generale della finanza e un generale della polizia”. Insomma, come dice Arbore un “alto impedimento”.

E poi ci sono Scarpantibus, il soprano Isotta, la Sgarrambona, il ragazzo del bar, lo strillone dei giornali, il poeta, il professor Aristogitone… ma altri ancora stanno per approdare in trasmissione come un professore reazionario che dice “Gli studenti sono tutti delinquenti”, e qualche autentico personaggio politico, un onorevole. E a proposito di personaggi politici, sembra che gli stessi accettino di buon grado gli strali della trasmissione, si divertono molto, anzi – dice Boncompagni – sono delusi quando non li sfottiamo.

Insomma, un nuovo modo di fare umorismo, ma loro sono convinti di non aver inventato nulla, anche se in realtà, la tecnica di parlare a braccio, senza un copione, dicendo tutto quello che passa per la testa, è una cosa nuova per la radio. Del resto – dice Boncompagni – l’umorismo che viene fuori da “Alto gradimento” è quello che abbiamo sempre avuto tra di noi, che siamo due tipi diversissimi. E forse proprio l’incontro di due persone come noi ha prodotto questo impasto che diverte”.

E torniamo nel 2022 per un breve commento sul Festival di Sanremo che si è concluso il 3 febbraio scorso. Iniziamo con i complimenti ai vincitori, sottolineando quello che abbiamo pensato subito anche noi, prima ancora che lo dicesse Morandi: hanno vinto tre generazioni diverse, terzo posto per Gianni Morandi, un ragazzo di 77 anni, secondo per la 44enne Elisa, primo posto per due ragazzi di 29 e 18 anni, Mahmood e Blanco.

Inutile ripetere che il Festival si è trasformato da tempo in un grande spettacolo televisivo, dove la gara tra le canzoni sembra non essere più l’ingrediente principale. Comunque, le cinque serate (che rispetto a quelle interminabili del 2021, sono state un pochino più brevi, in particolare le prime due che si sono concluse intorno all’una) sono state godibili.

Ad Amadeus va il merito di aver dato molto spazio alla musica, e di aver messo insieme un cast che ha riunito davanti al video un po’ tutte le generazioni. Basti pensare ai 18 anni di Blanco e agli 82 di Iva Zanicchi. A proposito di questi artisti che hanno fatto la storia della canzone italiana, onore al merito di Gianni Morandi che, a nostro avviso, ha avuto anche l’accortezza di non cimentarsi in un pezzo dalle note molto alte, a differenza di Ranieri e della Zanicchi che hanno avuto qualche difficoltà (Ranieri solo nella prima serata) durante l’esibizione per le tonalità altine dei loro rispettivi pezzi.

I dati di ascolto testimoniano quanto gli italiani siano ancora affezionati a questo evento che prosegue ininterrottamente dal 1951. Paradossalmente, lo testimoniano anche i tanti messaggi sui social di vero e proprio odio (sentimento che purtroppo traspare spesso nei post, non solo per il Festival ma per qualunque argomento) nei confronti di questo evento che nessuno obbliga a guardare, considerata la pluralità dell’offerta televisiva con centinaia di canali gratis, ma che ogni anno viene seguito da circa un quarto degli italiani.

Ed anche per oggi è tutto. Appuntamento a sabato prossimo.

 

La foto della settimana

Febbraio 1972: a un anno e mezzo dalla prima puntata (luglio 1970), Gianni Boncompagni e Renzo Arbore (qui nello studio radiofonico di via Asiago in Roma, da dove va in onda il programma) raccontano al Radiocorriere TV (dalla copertina del quale è tratta la foto) il successo del loro “Alto gradimento”